Ruggeri dice no. Ma si profila un ribaltone

Faccia a faccia della coalizione di centrosinistra: questa mattina parlano del candidato sindaco. Rispunta la dottoressa Gemmiti. Intanto Cioffi tenta Forza Italia. E viceversa. Il colpo di scena: Ruggeri dice no se lo candida solo FdI. Ipotesi grande coalizione allargata senza FdI.

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Si incontreranno alle 10 di questa mattina salvo cambiamenti di orario. Si siederanno attorno a un tavolo per parlare del candidato sindaco della coalizione. A ritrovarsi faccia a faccia saranno gli esponenti del Partito Democratico di Sora, quelli del Movimento 5 Stelle e quelli di Si Può Fare il gruppo civico che ha come riferimento Mario Cioffi: lo stesso che da qualche settimana sta cercando di portare nella coalizione anche Forza Italia, dopo essere praticamente naufragato il tentativo di approccio Pd-Lega (leggi qui Sora non è Formia: no al patto Pd – Lega).

Secondo alcuni la strategia di Cioffi è chiara. Si tratta di rompere… gli schemi al centrodestra che già annaspa di suo: da mesi la Lega non intende appoggiare nessun candidato proposto da Fratelli d’Italia e Forza Italia. E lui vuole provare a traghettare verso un progetto civico la parte più centrista (leggi qui Centrodestra nella bufera: Di Stefano conquista Lucarelli).

Il vero colpo di scena sarebbe quello di un centrodestra che si compatta, si allarga ai civici e lascia a piedi Fratelli d’Italia. Gli indizi stanno in un incontro apparso tutt’altro che casuale, giovedì pomeriggio in via Cattaneo: praticamente c’erano tutto il centrodestra ed i civici, tranne Fratelli d’Italia.

Il Pd vuole esprimere il candidato

Il Partito Democratico punta sui numeri. Si presenterà al tavolo questa mattina annunciando di avere due liste già fatte e la terza in corso d’opera. Ovviamente non chiederà il candidato sindaco, cercherà di farlo passare con la legge dell’aritmetica. In pratica: il nome lo decidono le liste e siccome ho più liste il candidato lo indico io.

Al tavolo non ci sarà uno dei protagonisti dei giorni scorsi: l’ex assessore Stefano Lucarelli. Già aspirante candidato sindaco Pd era poi passato ad Art.1 – Leu – Azione nella speranza che fossero loro a calare il suo nome come candidato al tavolo del Centrosinistra. (Leggi qui Lucarelli ed il doppio gioco per la candidatura).

Non ci sarà perché, dopo un altro giro di valzer, due giorni fa è approdato nelle file di Luca Di Stefano (finora unico candidato certo insieme all’uscente Roberto De Donatis). Con questa operazione Di Stefano (per cinque anni capogruppo di opposizione) è riuscito a mettere insieme l’ala sinistra del centrosinistra (Lucarelli), l’ala destra del centrodestra conquistando il sostegno di Marco Mollicone (già indicato come candidato sindaco da Fratelli d’Italia, più due consiglieri civici uscenti di maggioranza e il vicesindaco Fausto Baratta. (Leggi qui Centrodestra nella bufera: Di Stefano conquista Lucarelli).

I nomi di bandiera sono già pronti. Circolano insistentemente, dopo che giovedì sera Pd, Cinque Stelle e Si Può Fare si sono riuniti, ciascuno per conto proprio, con lo scopo di prepararsi all’incontro di questa mattina. Per il raggruppamento che ha come riferimento Mario Cioffi il nome che finirà sul tavolo sarà quello di Matteo Tuzi, un giovane volto nuovo della politica sorana. I Cinque Stelle potrebbero puntare invece su Valeria Di Folco, già portavoce a Sora. Il Pd ufficialmente non si è espresso: sul tavolo metterà soltanto l’identikit del candidato. In realtà c’è chi giura che quell’identikit sia cucito su misura addosso alla capogruppo consiliare Maria Paola D’Orazio.

La strategia Dem

Maria Paola D’Orazio

Le indicazioni sui requisiti che deve avere il candidato sindaco sono chiare. Anzi, la candidata sindaca, visto che innanzitutto deve essere donna.

Fonti interne dicono che “è stata identificata in una figura nuova che darebbe una marcia in più. Sarà una donna appunto, dovrà essere condivisa anche dagli alleati e deve avere esperienza amministrativa”. La descrizione calza a pennello con Maria Paola D’Orazio.

Ma i Dem non ne fanno una questione di nomi, almeno non per ora. Si sono concentrati sulla formazione delle liste: si dice ne abbiano già due forti e una terza in fase di elaborazione. Sono queste le credenziali con cui andranno al tavolo. Intanto continuano a dialogare con tutte le forze che ancora non si sono schierate. Tanto per fare un esempio Leu-Art1 potrebbe non condividere la scelta fatta da Lucarelli di spostarsi con Di Stefano. Potrebbero decidere di rimanere nel progetto di centrosinistra.

L’asse civico

Quelli che circolano è evidente che siano nomi sacrificabili. Perché le regole del gioco sono chiare: per trovare un candidato sindaco condiviso, ciascuno deve essere pronto a fare un passo di lato.

Ne è convinto il gruppo Si Può Fare che si sta riavvicinando a Insieme Si Può, il gruppo civico che fu di Augusto Vinciguerra, il quale però ora viene dato stabilmente nella pianta organica del Pd. È il dettaglio che potrebbe permettere la chiusura dell’operazione: la candidatura a sindaco della dottoressa Maria Paola Gemmiti. Del resto, il suo nome è uscito anche dalla bocca di qualcuno del Pd che non fa parte della corrente di Maria Paola D’Orazio.

Maria Paola Gemmiti

Il primo problema che l’asse civico affronterà al tavolo, però, non riguarderà i nomi ma le regole. Occorrerà comprendere se ci sono veti incrociati, quale caratterizzazione si vuole dare alla coalizione, stabilire il metodo con cui si individuerà il candidato sindaco unitario di Pd, Cinque Stelle e civici. E proprio i civici potrebbero chiedere un candidato esterno alle tre anime della coalizione. E a questo punto il nome è già scritto: è quello della dottoressa Gemmiti.

Trasversalismi

Giovedì pomeriggio Mario Cioffi è stato visto entrare nell’ufficio del coordinatore sorano di Forza Italia, Vittorio Di Carlo, in via Cattaneo. Erano da poco passate le 15. Sono rimasti lì almeno fino alle 17:30. C’erano anche Lino Caschera della Lega, Francesco Monorchio di Rinascita Identitaria, Gianni Iacobelli (che dopo essere uscito dalla Lega per seguire Luca Di Stefano ora sarebbe tornato sui suoi passi).

Hanno parlato ancora della possibilità d’arrivare ad una grande coalizione. I Partiti del centrodestra stanno lavorando a un progetto senza Fratelli d’Italia con la speranza di portare dentro anche Cioffi.

Da Forza Italia trapela che, oltre a Cioffi “al massimo potrebbe entrare qualche transfuga del Pd. Rigorosamente senza simbolo”. Cioffi Invece vorrebbe fare esattamente il contrario: tenersi la sua coalizione di centrosinistra (con Pd e Cinque Stelle) ed inglobare Forza Italia. Dall’altra parte non sono d’accordo: lì vogliono soltanto allargare la base del centrodestra con i civici che, appunto, guardano a destra. Il resto non si può fare perché “un conto è che si aggreghi una mezza lista civica, altra cosa è un accordo organico con Pd e Grillini”.

Mario Cioffi

Sono sicuri che, in caso di vittoria “l’Amministrazione cadrebbe alle successive elezioni provinciali”. Perché? Si riproporrebbe la stessa spaccatura vissuta dall’amministrazione uscente: ogni componente ha votato il suo rappresentante. In questo modo sono mancati i voti compatti su un nome sorano e la città è rimasta senza rappresentante a Palazzo Iacobucci.

Una cosa appare certa, si evince chiaramente da una frase che qualcuno si è lasciato sfuggire: “Senza Fratelli d’Italia ci si libera di tre zavorre e il progetto ne guadagna in freschezza”.

E la coalizione politica di centrodestra?

Era un bel progetto ma sul campo si è visto che non funziona. Non basta. Per vincere occorrono 6mila voti. Non si può arrivare al ballottaggio con cento voti in più o in meno rispetto all’avversario. Altrimenti poi si va a sbattere”: così ne parlano fonti interne a Forza Italia.

In pratica hanno passato due anni a lavorare per il centrodestra unito per poi arrivare a puntare di nuovo tutto sul civismo? Il che equivale a dire che si vuole rifare una Piattaforma civica come quella del 2016 senza il sindaco uscente Roberto De Donatis. Ma senza buona parte di questi uomini e soprattutto senza questo sindaco. Insomma, non era la formula ad essere sbagliata ma chi l’ha interpretata.

Qualcosa non quadra. proviamo a rimettere in ordine le tessere del mosaico. Forza Italia ha firmato pochi giorni fa un accordo con Fratelli d’Italia per candidare sindaco l’oculista Giuseppe Ruggeri? Quel patto, aveva spiegato Forza Italia, era valido solo in presenza di un centrodestra unito: altrimenti ognuno per fatti suoi. (leggi qui Un documento per Ruggeri: ma la Lega indugia).

Giuseppe Ruggeri

A questo punto la candidatura di Ruggeri che fine farebbe? L’altro giorno a San Donato Valcomino proprio Fratelli d’Italia ha preso atto della posizione leghista ed ha iniziato a pensare ad uno scenario in cui il centrodestra non raggiunga l’unità. Ha chiesto al dottor Ruggeri di candidarsi anche senza la Lega (leggi qui Centrodestra nella bufera).

La risposta è arrivata in queste ore. Giuseppe Ruggeri ha detto “non essere disponibile a fare il candidato sindaco soltanto di Fratelli d’Italia”.

E se grazie alla campagna elettorale che incombe, Ruggeri diventasse il candidato di tutto il centrodestra allargato, tranne Fratelli d’Italia che lo ha proposto? Paradossi della politica.  

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