Ruggeri messo all’angolo dai suoi. L’altro fronte punta su La Rocca

Centrodestra in agitazione a Sora dopo l’abbandono della consigliera De Donatis. Lunedì il faccia a faccia in cui verranno chiesto chiarimenti a Ruggeri. Il caso surreale del pranzo al quale tutti negano di avere partecipato. O meglio quasi tutti.

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Occorre una riunione urgente: l’aveva chiesta il candidato sindaco del centrodestra Giuseppe Ruggeri, quaranta minuti dopo l’abbandono della coalizione da parte di Floriana De Donatis. L’aveva proposta per domenica 8 agosto alle 10:30 di mattina. Poi è stata spostata a lunedì. I rappresentanti di tutte le liste si vedranno con il dottor Ruggeri alle 21:00. (leggi qui Doccia fredda per il centrodestra: Floriana torna da Luca)

RUGGERI IN DISCUSSIONE

Perché nel frattempo i chiarimenti li hanno chiesti anche loro: hanno messo in discussione il candidato. Non il suo nome ma la sua operatività. Occorre mettere a punto la macchina elettorale e soprattutto occorre avviarla. Il dottor Ruggeri deve dire cosa vuole fare, qual è il suo impegno. Perché fino ad oggi non lo hanno visto né in trincea né in retrovia, gli rimproverano di avere lasciato tutta l’organizzazione in mano agli altri come se fosse il Papa sulla sedia gestatoria prima del Procedamus in Pace e non fosse invece quello che deve accollarsi tutta la supervisione e l’onere di dare le indicazioni.

Giuseppe Ruggeri

Non si può essere candidati a sindaco per un’ora al giorno”, è questa la voce che si leva soprattutto in ambienti leghisti. Proprio quelli che avevano mal digerito l’imposizione del nome di Ruggeri come candidato sindaco. Anche se poi, gli va riconosciuto, si sono messi a lavorare a testa bassa. (leggi qui Svolta di Durigon: a Sora candidato unico).

Tuttavia “fra un po’ è Ferragosto e ancora non si parte” lamentano da un lato della coalizione. Mentre dall’altro, quello di Fratelli d’Italia, ribattono: “non è che il candidato sindaco è stato con le mani in mano”. Fanno quadrato: “Ha lavorato al programma elettorale che orami è agli sgoccioli. Perché Sora ha bisogno di progetti ad ampia visione, di fare il salto di qualità. Finora si sente parlare soltanto di ordinaria amministrazione. Che nemmeno andrebbe annunciata in campagna elettorale”.

Resta la consapevolezza che qualcosa si è inceppata per cui “è giusta la riunione di domani sera, occorre fare autocritica in senso costruttivo. Correggere gli errori e andare avanti più forti di prima”.  

ACCERCHIAMENTI

Se Atene piange, Sparta non ride, sintetizzò Vincenzo Monti nella sua opera Aristodemo. Che tradotto in chiave sorana: se nel centrodestra urge un chiarimento su altri fronti non va meglio. Alla candidata del centrosinistra Maria Paola Gemmiti è rimasto il sostegno di quattro delle sei liste annunciate. E sono quella del Pd, quella di Insieme Si Può (Augusto Vinciguerra), la civica su cui sta lavorando il commissario Dem Adamo Pantano e Rete Democratica coordinata da Gabriele De Vito.

Maria Paola Gemmiti

Dopo il dottor Lucio Conte che è passato con Eugenia Tersigni la coalizione ha perso anche il gruppo Sora Bene Comune (Rifondazione, Possibile, Comunisti Italiani e Leu) che per ora resta fermo per capire cosa accade.

Mentre sul fronte del centrodestra, dopo la fuga della consigliera Floriana De Donatis verso Luca Di Stefano voci insistenti parlano di Coraggio Italia in transito verso Ernesto Tersigni. Una voce che il coordinatore regionale di Coraggio Italia Mario Abbruzzese respinge con forza: “Noi abbiamo una parola soltanto: siamo in una coalizione di centrodestra ed appoggiamo, senza sé e senza ma, il candidato unitario del centrodestra”.

Non ne è convinto Ernesto Tersigni. Per il quale “alla fine il dottor Ruggeri sarà costretto a ritirare la propria candidatura a sindaco”. E per l’ex sindaco si aprirebbe una vera e propria prateria.

In sostanza c’è chi sta lavorando ai fianchi per indebolire le due coalizioni politiche che altrimenti non lascerebbero margini di manovra agli altri. E c’è invece chi è convinto di potersi ricavare lo spazio per una candidatura a sindaco. Soprattutto sgretolando il fronte del centrosinistra. Per poi puntare su un candidato super partes che possa rimettere tutti d’accordo, segnare il passo e ripartire con slancio.

Un’ipotesi respinta con fermezza dal Segretario Provinciale del Partito Democratico, Luca Fantini. Per il quale “Noi il candidato sindaco lo abbiamo e si chiama Maria Paola Gemmiti, se qualcuno è alla ricerca di un candidato autorevole e super partes è libero di aggregarsi a noi”.

QUEL PRANZO A VILLA DEL POGGIO

ERNESTO TERSIGNI

Qualcosa però è in movimento se è vero che sabato c’è stato un pranzo a Villa del Poggio a Patrica. Organizzato – secondo una vulgata – da Agostino Di Pucchio ed Ernesto Tersigni.

Un pranzo al quale si sostiene fossero presenti esponenti di più coalizioni. Tutti – stando a quella versione – insoddisfatti dei primi passi fatti dai rispettivi candidati sindaco. A tavola sarebbe stata valutata la possibilità di “chiedere ad Alberto La Rocca di candidarsi lui a sindaco di una coalizione trasversale”.

Secondo altri si tratterebbe invece soltanto di un “escamotage per spaccare il centrodestra e poi rimettere in ballo la candidatura a sindaco di Ernesto Tersigni” come figura di garanzia per tutti.

A rendere surreale quel pranzo sono le smentite arrivate da buona parte di quelli che si assicura fossero presenti. Gli unici a confermare che si sia svolto sono lo stesso Ernesto Tersigni, il quale però a proposito dei commensali si trincera dietro un laconico no comment; conferma il pranzo la dirigenza sorana di Forza Italia da cui trapela che “era arrivato un invito che è stato educatamente declinato”. Perché “chi pensa di sfasciare l’accordo politico di centrodestra si dovrà prendere una bella responsabilità politica che certamente avrà ripercussioni a livello regionale”.

Pare che sia stato direttamente Claudio Fazzone ad ordinare la massima trasparenza, intuendo che potesse trattarsi di un trappolone. E disponendo quindi di “non andare, nemmeno per ascoltare. Abbiamo dato la nostra parola e chi rompe il patto deve assumersene la responsabilità al tavolo regionale

NOMI CHE PESANO

Lino Caschera

Invece c’è chi giura che oltre ad Ernesto Tersigni c’erano anche Agostino Di Pucchio, tesserato Pd e segretario particolare del presidente della Provincia Antonio Pompeo; il commercialista Sandro Donarelli, Bruno La Pietra e Alberto la Rocca, tutti di Agorà che – se risultasse vero – significherebbe a questo punto che ha mollato la candidata del Pd Gemmiti.

Vengono dati per presenti Gianni Iacobelli e Mario Tuzi per Coraggio Italia, a tal proposito s Mario Abbruzzese ribadisce la lealtà al candidato di centrodestra; inoltre Iacobelli, anche a nome degli altri due, dichiara di “stare nel centrodestra nonostante la dialettica in corso”.

Poi la presenza che sarebbe la più ingombrante: quella di Lino Caschera, il leader sorano della Lega. Il quale nega e assicura: “Ero a pranzo a casa mia, non c’è alcuna trattativa in corso. C’è bisogno di un chiarimento interno alla coalizione di centrodestra. Nulla di più”.

Insomma, prima la riunione, lunedì sera. Il resto poi si vedrà.   

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