Ruggirai un altro giorno, Leone

Il debutto dell'ex vicesindaco Benedetto Leone nel Consiglio Comunale di Cassino dopo la serie di dimissioni. Scontro feroce con il sindaco. Ma si rivela un boomerang. E la stessa opposizione lo isola

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Per prendersi la leadership dell’opposizione comunale di Cassino dovrà faticare, e non poco. Il primo ruggito di Benedetto Leone in Consiglio comunale fa molto rumore, ma si rivela un boomerang. Non tanto per lo scontro violento, violentissimo, con il sindaco Enzo Salera. Ma perchè va a toccare le ferite ancora aperte all’interno del centrodestra. Che non intende riunirsi sotto la sua leadership.

Il Leone nell’arena

Massimiliano Mignanelli, Benedetto Leone

Beninteso: l’ex vicesindaco Benedetto Leone che oggi pomeriggio ha fatto il suo ingresso in Consiglio comunale in sostituzione del consigliere dimissionario Carmine Di Mambro non ha detto di volersi intestare la guida del centrodestra. Non lo ha detto in maniera esplicita, almeno. Ma i fatti, talvolta, valgono più di tante chiacchiere. (Leggi qui Di Mambro: due settimane vissute intensamente, “Vado via”).

E i fatti dicono che oggi pomeriggio Benedetto Leone si è presentato in Consiglio comunale con il piglio del leader. Ha messo nel mirino il sindaco Enzo Salera senza risparmiare nulla. La prima stoccata. Ha detto che la sua opposizione sarà fatta con i documenti alla mano, sempre in sede politica e non giudiziaria come invece ha fatto Salera a parti inverse. Quindi ha iniziato ad evidenziare una serie di progetti non portati a termine. Progetti che erano stati avviati dall’ex sindaco D’Alessandro.

Il vocabolario cambiato

Altra stilettata: “Mai così tanta attenzione ha suscitato la surroga di un consigliere comunale”. E due: “Noto che è cambiato il vocabolario. Quello che fino a due anni fa si chiamava sciagura, il dissesto finanziario, ora è diventata la possibilità di fare nuove assunzioni. Il “bando fatto con i piedi” per il teatro Manzoni non è stato modificato. Il caso cimitero, da lei molto cavalcato, si è sgonfiato”.

E poi: “Adesso bisogna cambiare la città che versa nel degrado”. Quindi va sul suo terreno, i Servizi Sociali. “Faremo subito un accesso agli atti per capire chi sono i contrattualizzati e se hanno qualche tipo di rapporto con questa amministrazione. Caro sindaco, io non le risparmierò niente”.

Poi veste i panni del leader e si rivolge a tutta la minoranza: “Sui temi di interesse della città credo che non avremo problemi a trovare convergenze tra le due opposizioni. Ai colleghi di centrodestra chiedo uno sforzo in più: di superare il passato, di guardare al futuro. Un centrodestra che non si apre al patrimonio civico che c’è in questa città non è un centrodestra nuovo e moderno che può aspirare a guidare Cassino”.

Il boomerang di Leone

Enzo Salera con Barbara Di Rollo

Sul punto gli risponderanno i colleghi di centrodestra. Dopo.

Prima arriva la replica di Enzo Salera. Al vetriolo: “Consigliere Leone, credevo si limitasse a raccogliere il messaggio di benvenuto. Invece ancor prima di entrare in Consiglio ha iniziato a lanciare messaggi dicendo che la musica è cambiata. Vede, consigliere Leone, in questa città la musica è cambiata nel 2019 quando la giunta di cui lei faceva parte è stata “giustiziata”. La musica è cambiata nel 2019 perchè oggi l’assessore ai Servizi Sociali non si sognerebbe mai di far lavorare attraverso una società esterna la sua moglie o la sua fidanzata presso l’assessorato ai Servizi Sociali”.

Leone si scalda: “Questo è un fatto personale”. “Si rilassi, consigliere, adesso parlo io” ribatte Salera. Che poi rincara: “Nel 2017 non siete stati capaci di mandare una delibera di programmazione del personale e lei mi viene a parlare di figuracce. Noi ne abbiamo mandate due, in due anni: approvate entrambe”.

Il gioco delle parti

La Sala Restagno durante il Consiglio

Leone sapeva di sguinzagliare il “pitbull” che sta dentro Enzo Salera. Il suo intento era fin troppo evidente. Si conoscono fin troppo bene.

In questa stessa giornata di tre anni fa, il 25 giugno 2018, Salera era dall’altra parte della barricata a spiegare perchè il dissesto era da evitare. Quella sera il Consiglio comunale di Cassino dichiarò il default. Iniziarono quella sera le crepe nella maggioranza di centrodestra che infatti dopo otto mesi terminò la corsa con gli stessi consiglieri comunali di Forza Italia che votarono la sfiducia a D’Alessandro. (Leggi qui Il Consiglio più comico del mondo approva il dissesto).

A giugno del 2019 la Caporetto definitiva del centrodestra con la sconfitta di Mario Abbruzzese.

Oggi, a due anni di distanza, con le dimissioni di Mario Abbruzzese, Benedetto Leone (subentrato a Carmine Di Mambro, restato in Consiglio solo pochi giorni) ha provato ad unire l’opposizione di centrodestra. Non solo. Si è augurato anche una proficua collaborazione con l’altra opposizione, quella che fa capo a Giuseppe Golini Petrarcone.

Nubi all’orizzonte di Leone

Nessun accenno a Mario Abbruzzese nel suo intervento, tantomeno all’ex sindaco Carlo Maria D’Alessandro che ha aggregato il centrodestra di Cassino anti Abbruzzese in “Liberi e Forti“. Solo un rapido passaggio per ringraziare Carmine Di Mambro. Cosa significa?

Significa che è lui che vuole intestarsi la leadership, una terza via tra Mario e Carlo Maria.

Franco Evangelista discute con Enzo Salera

Ma se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, all’orizzonte ci sono solo nubi e temporali. A prendere subito la parola per smarcarsi dall’ex assessore è stato infatti, subito, il capogruppo della Lega Franco Evangelista: “Voglio dire a Leone che noi oggi dovevamo essere in maggioranza e siamo all’opposizione perchè quel centrodestra che grazie a dio oggi non c’è più è finito. Perchè c’erano troppi rampolli che non pensavano al popolo ma solo al potere personale. Quindi il suo invito a “scurdammoce o passato” per me non esiste”.

Poi anche la consigliera di Forza Italia Francesca Calvani chiede la parola. A Benedetto Leone dice: “Faccio gli auguri al neo consigliere. La sua passione per la città darà un grande contributo. Ma cosa intende quando dice di non guardare al passato? Forse non ricorda bene, ma non sono stata io a firmare le dimissioni per far cadere Carlo Maria D’Alessandro. Ero in Forza Italia e sono in Forza Italia“.

Il neo consigliere incassa senza controbattere, ma con i suoi compagni di coalizione di centrodestra si crea il gelo. Leone infatti continua a seguire il Consiglio seduto al fianco di Massimiliano Mignanelli e Salvatore Fontana. Poi, poco dopo, va via.

Mozioni e interrogazioni

Luigi Maccaro

Intanto il Consiglio è andato avanti con una serie di mozioni e interrogazioni. Di particolare interesse quella di Renato De Sanctis e Franco Evangelista per avere delucidazioni sulla revoca del Servizio Civile avvenuta di recente a causa della mancanza degli Olp. L’assessore Luigi Maccaro ha colto l’occasione per togliersi qualche sassolino: lui, infatti, aveva messo in guardia già il 13 gennaio 2021 con un apposito atto di indirizzo chiedendo al dirigente di “provvedere alla sostituzione degli Operatori Locali di Progetto (OLP) decaduti in possesso dei requisiti previsti da normativa, provveda agli adempimenti necessari, tra cui la loro formazione e, parallelamente, al caricamento dei dati e documenti sulla piattaforma HELIOS”.

Avrebbe dovuto procedere il dirigente. Non lo ha fatto. Tuttavia Maccaro non ha avuto problemi ad assumersi la responsabilità politica dell’accaduto. Con lui ha concordato il sindaco. Le divergenze tra i due si vanno pian piano definendo.

Sul segretario Sanzone si scatena la tempesta perfetta. De Sanctis la attacca a muso duro. Franco Evangelista chiosa: “Abbiamo capito finalmente la causa dei problemi ai servizi sociali”.

Si all’osservatorio

Il Consiglio si chiude con l’approvazione dell’osservatorio sulla legalità e sicurezza sul lavoro grazie a Franco Evangelista, Michelina Bevilacqua, Francesca Calvani e Luca Fardelli dell’opposizione che mantengono il numero legale.

Il capogruppo della Lega si toglie qualche altro sassolino contro Leone: “Io non appartengo a quel tipo di centrodestra, quindi resto volentieri a mantenere il numero legale e voto favorevolmente“. Salera chiosa con ironia: “Consigliere Evangelista, non posso che proporle l’ingresso honoris causa nel centrosinistra, visti i problemi che ci sono nel centrodestra!“.

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