Sabaudia lì dove la destra diventa un generico profumo di crisantemi

Il test più significativo nelle prossime Comunali in provincia di Latina è Sabaudia. Dove la destra non riesce ad addensarsi. Ed il civismo non è stato 'laboratorio'

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

La politica letta con i valori e le posizioni ormai è un ricordo. In provincia di Latina il test più significativo è quello di Sabaudia. La città sta nella locomotiva agricola della provincia, sta nell’idea di futuro turistico, sta nel Parco Nazionale e al centro delle politiche ambientali tra foresta, mare e lago. È stata la città in cui la Destra ha provato ad allargare il laboratorio di Latina. Ma, come nel capoluogo, l’esperimento è stato da alchimisti.

La destra che non si addensa

Giancarlo Massimi

Oggi la destra si presenta con almeno 3 candidati: Alberto Mosca (Udc, Forza Italia), Enzo Di Capua (Fratelli d’Italia e Lega), Maurizio Lucci (già sindaco di destra della città) e il quarto Paolo Mellano (civico della ex sindaca Gervasi) non è certo di sinistra.

La sinistra ha un unico candidato, Giancarlo Massimi del Pd, che punta a riportare questa parte politica in consiglio. Cinque anni fa prese 250 voti. 

Ma è la Destra ad essere interessante perché dopo l’aggregazione forzata intorno a Vincenzo Zaccheo a Latina non riesce più a ricostituirsi, a sentirsi entità unica. Ora è una galassia non un pianeta, non dialoga neanche. Si tratta di percorsi che rientrano nell’alveo del localismo, del personalismo e della rincorsa alla moda. Prima tutti ad aderire alla Lega con Salvini in auge, oggi tutti con la Meloni che è in auge.

Si sceglie dentro la coalizione come fanno le signore con la lunghezza delle gonne. Si sceglie per moda, ma senza i modi della politica. (leggi qui Non cercano un sindaco ma un generale: il modello Figliuolo).

La moda del civico

Coletta e Gervasi

Sabaudia diventa civica con Giada Gervasi, come Latina è diventata civica con Damiano Coletta e del laboratorio della non si ha più memoria. Anzi se ne ha nostalgia come a Latina producendo una rovinosa sconfitta elettorale. Anzi, peggio: una frantumazione politica nella gestione quotidiana.

Questa logica ormai decisamente proporzionalistica potrebbe produrre un effetto di lunga durata: gli elettori moderati che si “rassicuravano” a destra potrebbero uscire da questa Babele e guardare dalla parte opposta. Fratelli d’Italia che è la moda del momento potrebbe non bastare a far percepire la destra competitiva stante le difficoltà della Lega e l’orientamento sempre più di “centro che guarda a sinistra” di Forza Italia.

Quando c’è confusione sotto il sole non sai mai cosa crescerà.

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