Saf, il consulto di De Angelis con i sindaci

Via alle consultazioni tra Francesco De Angelis ed i sindaci della sua componente. Li ascolterà tutti da questa sera. Gli diranno di trovare un nome alternativo a Barbara Di Rollo per la presidenza della Saf

La decisione verrà presa questa sera. Francesco De Angelis si attaccherà al telefono e farà il giro dei sindaci della sua componente. Con loro valuterà se andare avanti sulla strada che porta il consigliere comunale di Cassino Barbara Di Rollo (manager del gruppo sanitario Neuromed) verso la presidenza della Saf. Oppure se ritirare la candidatura ed esprimere un altro nome.

I sindaci gli indicheranno questa seconda strada.

I DILEMMI DI FRANCESCO

Il leader della corrente maggioritaria del Partito Democratico si ritrova di fronte ad una serie di problemi enormi.

Il primo: individuare un nome alternativo. Tocca a lui sceglierlo. Perché il presidente lo elegge l’assemblea dei soci e cioè i Comuni: sono proprietari della Saf tutti in parti uguali a prescindere da popolazione e immondizia prodotta. Uno vale uno. E la maggioranza dei sindaci sono di area Pd, della componente De Angelis.

Il secondo: deve ricollocare Barbara Di Rollo. La consigliera comunale di Cassino era destinata alla candidatura alle prossime regionali in tandem con Mauro Buschini. Grazie alla novità della doppia preferenza di genere introdotta con la recente riforma elettorale regionale, la manager e l’assessore uscente si sarebbero trainati a vicenda unendo i loro già numerosi pacchetti di voti.  Tenere in panchina Barbara Di Rollo significa rinunciare a quel consenso.

Il terzo: deve mantenere gli impegni con la componente cassinate che fa riferimento a Francesco Mosillo. L’imprenditore, che quindici mesi fa ha sfiorato il ballottaggio per diventare sindaco, ha Barbara Di Rollo tra le sue punte di diamante.

IL DILEMMA DEL NOME

I sindaci diranno a De Angelis di esprimere un altro nome per una serie di ragioni.

Innanzitutto, in questo modo viene evitata una nuova spaccatura. L’ala di Francesco Scalia e Antonio Pompeo, quella del segretario Simone Costanzo, nei giorni scorsi hanno detto con chiarezza di essere contrarie al nome indicato da De Angelis. Perché? Proprio per i motivi che hanno indotto un presidente esperto come Mauro Vicano (uno dei 50 nella short list dei top manager regionali) a mollare Saf per tornare nella Sanità. In pratica? I nuovi indirizzi dati alla governance dall’assemblea dei sindaci impongono di riprogettare daccapo il ruolo dello stabilimento: non può accettare rifiuti in arrivo da altre province, quelli prodotti oggi in Ciociaria – grazie al progressivo aumento della differenziata – sono troppo pochi per tenere in vita una struttura di quelle dimensioni e orientata al Tmb (tritovagliamento meccanico delle immondizie). Vicano ha profetizzato il collasso dei conti in sei mesi.

I sindaci chiedono allora una figura in grado di disegnare una nuova mission. Ma allo stesso tempo di evitare il collasso dei rifiuti in Ciociaria. Senza generare le bollette astronomiche che si determinerebbero mandando i rifiuti in Austria (come fa Roma) o in altre province al di fuori del Lazio.

IL LIMITE DI BARBARA

Barbra di Rollo ha un profilo diverso. Le perplessità non sono legate alle sue capacità: è una manager esperta ma orientata verso le relazioni istituzionali. Il problema non è nemmeno il peso politico: alle scorse comunali di Cassino è stata la più votata nello schieramento per Francesco Mosillo sindaco

Il problema semmai è la mancanza dell’autorevolezza necessaria per governare un processo così ampio, radicale, in cui sarà necessario imporre alcune scelte. I sindaci sono restii a farsi governare da un presidente che non è mai stato sindaco. Che non ha mai dovuto reggere i fili di una maggioranza ed un’opposizione. Non ha mai avuto sulla testa la spada di Damocle del Testo Unico sugli Enti Locali.

IL PARADOSSO SEVERINO

Il paradosso è che proprio la legge a tagliare fuori molti dei possibili candidati alternativi a Barbara Di Rollo. La norma in questione è quella che puntava ad evitare l’uso delle società partecipate come parcheggio per i politici trombati o a fine corsa. Un’usanza molto in voga fino al recente passato.

Poi la Legge Severino ha disposto che sono inconferibili i sindaci e gli amministratori comunali o ex: per avere una presidenza come la Saf non bisogna avere governato per almeno due anni.

Una norma che taglia fuori Barbara Di Rollo, tutti i sindaci ed i consiglieri i carica così come quelli usciti di scena da meno di due anni. Con questa norma, Cesare Fardelli a suo tempo non avrebbe potuto ottenere la presidenza della Saf.

CHI RESTA IN CAMPO?

I nomi rimasti in campo non sono moltissimi. Proprio per questo, la scorsa settimana, il presidente uscente Mauro Vicano aveva approvato la proposta di una variante nello Statuto. Introduceva la figura del Direttore Generale, affidandogli tutte le competenze che rendono inconferibili i politici.

Variante alla quale molti sono contrari. Perché a quel punto il vero presidente della Saf sarebbe il Dg. Mentre il presidente eletto avrebbe solo poteri di rappresentanza.

Francesco De Angelis è convinto che sia questa la soluzione migliore. Perché la norma altrimenti tiene fuori tutti.

Nell’assemblea di martedì vorrebbe tentare di giocare questa carta. E rimettere in gioco Barbara Di Rollo, salvando tutti gli equilibri ed azzerando tutti i dilemmi.

Ma se i sindaci nelle prossime ore gli diranno no, chiederà a Mauro Vicano di ritirare l’emendamento. Proponendo un nome nuovo. Quello che farà questa sera alla componente per sondare il gradimento.