Il sindaco rivela: «A novembre gravissime violazioni nella gestione della Saf»

Il sindaco di Colfelice rivela i risultati dell'ispezione compiuta alla Saf dalla Direzione Regionale delle Politiche Ambientali di Roma. E replica a Vicano e Robilotta: i rifiuti di Roma? Se ne può fare a meno

di Natalia COSTA

 

Le Lettere sono la sua passione, la politica è la sua missione. Fin da giovane, quando era un brillante professore di liceo, non ancora divenuto preside. Fu all’epoca che i suoi concittadini lo elessero amministratore comunale per la prima volta, poi assessore e infine sindaco. Tra i più longevi nella provincia di Frosinone. Bernardo Donfrancesco è il sindaco a guardia della sua città, contro l’impianto Saf che sta sul suo territorio nell’estremo confine. Ma gli porta preoccupazioni ogni giorno: cattivi odori, camion che passano, il malcontento di un’intera area. L’altro giorno, all’assemblea con cui è stato eletto il nuovo presidente, ha chiesto una svolta coraggiosa.

 

Lucio Migliorelli è il nuovo presidente della Saf: è più un politico o un tecnico?
Conosco Lucio e lo stimo però di fatto lo considero un politico. È stato scelto in base a considerazioni politiche ed a schieramenti politici ben definiti. Il fatto che di recente abbia fatto un’esperienza presso l’assessorato regionale ai Rifiuti con Mauro Buschini non lo rende meno politico.

 

Però il fatto che in Regione Migliorelli abbia seguito l’iter per la nuova legge sull’Ambiente non lo rende un po’ meno politico?

Non credo che queste esperienze siano utili per poter gestire al meglio un impianto della portata della Saf. Oltre tutto la posizione del politico, in questo caso l’essere il Capo Segreteria di Buschini, lo pone anche in una certa contraddizione per quella che è la politica aziendale della Saf.

 

Il riferimento è allo scontro giudiziario scoperto solo di recente: nell’ottobre scorso l’allora presidente Saf Mauro Vicano ha impugnato di fronte al Tar la determinazione regionale che bloccava l’aumento della tariffa del 30%, con decorrenza dall’anno 2015. In pratica: la Regione blocca l’aumento della tariffa e Saf ne chiede lo sblocco.

Dove sta la contraddizione evidenziata dal sindaco Donfrancesco? Nel fatto che il Migliorelli funzionario regionale lavora per bloccare l’aumento della tariffa, ora lo stesso Migliorelli diventato presidente della Saf deve chiederne l’aumento, andando contro quello che lui stesso ha fatto.

Lucio Migliorelli però non è rimasto turbato molto da questa contraddizione e proprio nelle ore scorse ha annunciato che seguirà la linea Vicano, contro la Regione: non ritirerà il ricorso.

 

Su queste pagine Mauro Vicano ha detto che  lui avrebbe preso ugualmente i rifiuti da Roma: (leggi qui Vicano: «I rifiuti da Roma, se fossi rimasto in Saf avrei continuato a prenderli»). Lei, da socio, come avrebbe reagito?
Ho letto dal sito ed in effetti è quanto di peggio si potesse dire a riguardo perché intanto nella precedente assemblea dei sindaci della Saf era stato votato un ordine del giorno con cui si chiedeva il blocco dell’arrivo dei rifiuti di Roma a decorrere dal 1° gennaio del prossimo anno. Quindi questo significa contraddire la volontà dei sindaci dei comuni che sono soci e proprietari dell’impianto.

Se ciò dovesse accadere, cioè l’arrivo dei rifiuti da Roma, sarebbe veramente scandaloso e offensivo nei confronti della nostra popolazione. Non solo del territorio di Colfelice.

 

 

Vicano dice che il presidente della Saf può disattendere le indicazioni dei sindaci, perché è lui a rispondere di un eventuale mancato pareggio di bilancio. 

Oggi a seguito di queste notizie e della pervicace intenzione di volere i rifiuti da Roma e dell’aumento della tariffa, un caro collega, il sindaco di Pastena Arturo Gnesi, ha commentato “Ci hanno fottuto!”.

 

Lo stabilimento funziona?

Questo impianto di per sé, a prescindere dai rifiuti di Roma, dal passaggio degli automezzi, è poco produttivo per quanto riguarda il riciclaggio perché non ricicla neppure il 50% dei rifiuti. Un impianto obsoleto che andrebbe migliorato. Invece si pensa a gestirlo per fare business per far arrivare i rifiuti di Roma.

Oltre tutto lavora male perché lo scorso novembre, la Direzione Regionale delle Politiche Ambientali di Roma ha rilevato la gravità delle violazioni riscontrate a seguito dei controlli effettuati dall’Arpa. Criticità e violazioni nella gestione dell’impianto.

Oltre a rimettere la nota all’autorità giudiziaria ha invitato anche me, come sindaco di Colfelice, ad adottare provvedimenti sanzionatori. È sintomatico del modo di gestire.

Certe dichiarazioni trionfalistiche di Vicano non fanno piacere né ai comuni soci né alle popolazioni del territorio.

 

Di quei rilievi aveva parlato la settimana scorsa Mauro Vicano a Teleuniverso durante la trasmissione A Porte Aperte, assicurando che non si trattasse di violazioni legate al funzionamento dell’impianto o legate ad inquinamento ma di contestazioni di carattere amministrativo – formale: un cartello fuori misura, modulistica da aggiornare, pozzetti non segnalati; su tutto – ha garantito – sono state presentate le controdeduzioni.

 

Il ciclo dei rifiuti in questi 30 anni ha funzionato?
Ha funzionato solo per l’emergenza. Non è mai stato perfetto. L’impianto, partito in modo sperimentale, doveva servire solo il cassinate. Invece l’appetito vien mangiando e si è esteso.

Andava migliorato ed adeguato alle nuove esigenze. L’impianto deve trattare anche i rifiuti differenziati. L’indifferenziato, unica materia trattata, prima o poi si ridurrà sensibilmente.
C’è anche da dire questo, ultimamente c’è personale in esubero e mi dicono che proprio oggi o ieri pare abbiano assunto qualche altro operaio e in modo clientelare.

Non è affatto vero che queste impianto abbia prodotto degli utili. Di fatto la Saf è costretta a chiedere anticipazioni di cassa alle banche. Non vengono pagati i fornitori e neppure lo stesso comune di Colfelice non sta ricevendo il benefit ambientale.

 

Vicano sostiene non ci sia alternativa a Colfelice: per lei c’è alternativa, se sì, qual è?
Se l’impianto funziona bene può servire la provincia di Frosinone. Le alternative ci sono e non è vero che Roma non sia autosufficiente. Non lo è al momento ma è in grado di completare i propri impianti e costruirne altri.

 

In questi anni Colfelice non ha avuto alcun vantaggio dalla Saf?
Ha avuto degli occupati, ma non tanti, come altri comuni, e in passato un certo benefit. Abbiamo un palazzetto dello sport realizzato grazie ai fondi che provenienti dal benefit ambientale. Poi un’area e attrezzata nel bosco, servizi spotivi, miglioramenti delle strade. Un po’ poco, se consideriamo i disagi che dobbiamo sostenere ogni giorno.

 

Qualcuno sostiene che lei sia arrivato in ritardo ai lavori dell’assemblea: è una leggenda?
È un fatto che mi è dispiaciuto perché non è assolutamente vero. Sono arrivato addirittura quindici minuti prima delle ore 15. Non so perché abbiano riferito una notizia falsa. Volendo essere buoni, forse qualcuno mi ha confuso. È mia abitudine, infatti, essere sempre puntualissimo.

 

Confuso? Significa che qualcuno è arrivato in ritardo allora?
Questo non lo posso sapere perché ero seduto in seconda fila e non potevo vedere il momento dell’arrivo delle altre persone.

 

San Giovanni Incarico ha avuto il suo rappresentante in Cda, ne chiederà uno per Colfelice?
No, io non l’ho mai chiesto. All’epoca il rappresentante di San Giovanni Incarico era stato designato anche da Colfelice, Rocca D’Arce e San Giovanni Incarico. Era il geometra Rocco Renzi. Fu inserito all’interno anche perché risiede non distante dall’impianto. Si è adoperato per ciò che è stato possibile. Ma non è che abbia potuto fare molto in quel contesto. Il rappresentante, dunque, non lo abbiamo mai chiesto, né lo chiederemo. Vorremmo semplicemente che fossero rispettati i nostri diritti.

 

Come immagina il ciclo dei rifiuti del Nuovo Millennio?
Prima o poi credo che non si debbano produrre più i rifiuti. Andranno cioè ridotti sensibilmente smaltiti in modo diverso da questi impianti. In altre località i rifiuti vengono conferiti in apposite strutture interne alle singole comunità con cassonetti gestiti in modo informatico. Poi vengono effettuati i conferimenti in impianti non distanti dalle località di provenienza.

 

 

 

 

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