Saf, il gioco delle parti può trasformarsi in un incubo

Foto: Tommasino Marsella

Ognuno pensa alla sua strategia di corto respiro sperando che a votare il bilancio siano… gli altri. Ma tra assenze, astensioni e ritirate strategiche la situazione rischia di sfuggire di mano. E dietro l’angolo ci sono la messa in liquidazione della società e l’emergenza rifiuti

In teoria i voti per l’approvazione del bilancio Saf (l’assemblea si riunisce domani mattina alle 10 in seconda convocazione) ci sono. Si parte dalle 47 firme su 92 soci apposte in calce al documento presentato alla Regione Lazio.

E da Roma sono arrivate risposte positive:

  • La tariffa aumentata non partirà dal 2015 (costringendo i Comuni a riaprire i Bilanci già chiusi ed approvati). Partirà soltanto dal 1° gennaio 2017.
  • Gli aumenti per gli anni 2015 e 2016 saranno congelati. Verranno ricalcolati durante un nuovo un confronto tra Regione, Saf e Comuni.
  • Una volta ricalcolati i maggiori costi del 2015 e 2016 non verranno messi subito in bolletta ma verranno spalmati attraverso un meccanismo graduale che non potrà superare il 10% della tariffa vigente nell’anno.
  • Quell’aumento potrà essere recuperato anche attraverso la lavorazione dei rifiuti che vengono da Roma (che potrebbe pagare una tariffa più alta di quella riservata ai Comun che sono soci della Saf).
  • Ad abbattere l’aumento potrebbero essere anche eventuali ulteriori finanziamenti che la Regione potrà concedere.

 

Adesso però c’è un gioco delle parti che potrebbe sfuggire di mano. Alcuni sindaci mantengono la loro contrarietà. Nicola Ottaviani (Frosinone) e Roberto Caligiore (Ceccano) non intendono derogare alla fama di “signor no”, anche in attesa di capire se e come potranno giocarsi le loro carte per una candidatura alla presidenza della Provincia. Giuseppe Sacco (Roccasecca) ha motivazioni diverse: in quell’area è il paladino del “basta con i rifiuti di Roma”, anche se fanno risparmiare i costi della bolletta. Ma il fronte del no sa che alla fine il bilancio potrebbe passare per il voto favorevole del centrosinistra e di qualcuno del centrodestra. E quindi fare bella figura mediaticamente non costa nulla.
Nel centrodestra ci sono 10 sindaci di Forza Italia che quel documento inviato a Roma lo hanno sottoscritto. Ora che faranno sul bilancio: sì, no, astensione o assenza? In fondo sono tutte opzioni praticabili se… gli altri votano.

 

Il centrosinistra ha il pallino in mano. Il presidente della Provincia Antonio Pompeo aveva messo spalle al muro il centrodestra dicendo “o la responsabilità è condivisa oppure stavolta non caveremo le castagne dal fuoco a voi”. Nel frattempo però le richieste dei sindaci sono state sostanzialmente accolte dalla Regione Lazio. L’elemento di novità c’è. Ma si tratta comunque di convincere chi ha ancora dubbi. Fra l’altro negli ultimi giorni alla Provincia si è registrato uno strappo forte sul bilancio, con il segretario reggente Domenico Alfieri che non ha votato gli assestamenti. Come sindaco di Paliano Alfieri è tra gli esponenti del Pd (come Simone Cretaro, di Veroli) che non ha votato il bilancio della Saf nell’ultima seduta. Antonio Pompeo, che dal voto sul bilancio della Società Ambiente Frosinone trarrà conclusioni importanti anche sulle elezioni per il rinnovo della presidenza della Provincia, dovrà ponderare bene ogni mossa. Cercando di assicurare i numeri ma pure di lasciare spazi di manovra a chi nel Pd ha bisogno di marcare una distanza.

 

Alla fine però in gioco c’è il futuro della Società Ambiente Frosinone, alla guida della quale c’è un fedelissimo di Francesco De Angelis e Mauro Buschini, cioè il presidente Lucio Migliorelli.

Perché se poi tra assenze, astensioni, ritardi e ritirate strategiche, non dovessero esserci i numeri, allora la Saf si avvierebbe alla messa in liquidazione. Un fallimento politico e amministrativo di tutto il territorio. Senza considerare che il liquidatore chiederebbe immediatamente a molti Comuni di “rientrare”. Con conseguenze inimmaginabili sui conti di quegli enti. Infine, resterebbe sospeso il piano industriale invocato per decenni per ammodernare l’impianto. Ma, quel che è peggio, salterebbe il sistema provinciale dello smaltimento dei rifiuti, che ha lavorato alla perfezione in questi decenni. Anche la Ciociaria correrebbe il rischio di conoscere l’emergenza dell’immondizia non raccolta in mezzo alle strade. Ognuno gioca un suo ruolo, ma attenzione a scivolare sulla buccia di banana della solita politica fatta di posizioni vuote.

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