Salera raccoglie i cocci e congela il rimpasto

Il sindaco di Cassino dopo il Ko alle Provinciali, riflette. E frena sul rimpasto. Ma è scontro con Demos. Barbara Di Rollo: "Guardiamo al 2024”. Il mistero delle dimissioni di Grossi. Leone: "Il sindaco di Cassino è il vero sconfitto”

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

La parola d’ordine è una soltanto: calma. Nessun rimpasto, men che meno un ‘rimpastinoTutti gli assessori della Giunta comunale di Cassino mangeranno il panettone. Ci saranno tutti e sette alla consueta conferenza stampa di fine anno che il sindaco Enzo Salera sta preparando proprio in questi giorni.

Il primo cittadino ha utilizzato il lunedì dopo il voto alle Provinciali per dedicarsi a scrivere la sua relazione. Un modo per metabolizzare la sconfitta. Puntava sul nome del sindaco di Arce Gino Germani: per spaccare il Partito Democratico, cambiarlo da dentro, rivendicare un peso maggiore per Cassino, ridimensionare la storica componente maggioritaria di Pensare Democratico. Ha scoperto a sue spese perché quella componente è al timone della comunità Dem da così tanto tempo. (Leggi qui: Provincia, così ha vinto Luca Di Stefano (e trionfato De Angelis)).

Abituati a perdere per poco

Enzo Salera e Luca Fantini

Il dispiacere? Certo che c’è, ma la nostra squadra è abituata a perdere per una manciata di voti. Dopo la sconfitta del 2016 ho imparato che a nulla serve buttarsi giù“. Il riferimento è alle elezioni comunali di Cassino di sei anni fa. Il paragone è più che calzante: Giuseppe Golini Petrarcone, sindaco uscente, era favoritissimo per il bis. Meno di 300 voti impedirono al Centrosinistra di tornare alla guida della città. Proprio come avvenuto ieri con Gino Germani: il candidato fortemente voluto dal sindaco di Cassino partiva con i favori del pronostico, sarebbero bastati tre voti della fascia verde per andare a dama. L’operazione è fallita di un soffio.

Abbiamo perso nella fascia rossa, il vero crollo è avvenuto in quei Comuni” spiega ora il sindaco Salera. Ma sa bene che la sconfitta invece è maturata a Cassino: sarebbero bastati i due voti dei consiglieri di Demos e quello di Barbara Di Rollo per ribaltare il crollo nella fascia rossa. Il voto di ciascun consigliere comunale di Cassino corrisponde a 287 voti ponderati. Significa cioè che sono stati almeno 861 i voti ottenuti da Di Stefano all’interno della maggioranza di Enzo Salera, arrivando ad un totale di 33.450 voti ponderati, pari al 35,7% (397 voti totali).

Se quegli 861 voti fossero rimasti “in casa Salera”, avrebbe vinto il candidato del sindaco di Cassino, Luigi Germani. Che ha ottenuto il 34,3% pari a 32.224 voti ponderati. Ma con i voti di Cassino avrebbe sfondato quota 33.000 voti (33.085, per la precisione) mentre Luca Di Stefano che senza quei tre voti di Cassino si sarebbe fermato a 32.589 voti totali.

Barbara stempera, tensioni con Demos

Barbara Di Rollo, Francesco De Angelis, Luca Di Stefano e Sara Battisti

Il presidente del Consiglio comunale Barbara Di Rollo aveva annunciato anzitempo che il suo voto sarebbe andato al sindaco di Sora per via dei legami con la famiglia Di Stefano. (Leggi qui Provinciali: Barbara Di Rollo rompe il fronte e vota Di Stefano).

Oggi stempera le tensioni: “Dobbiamo lavorare tutti insieme per la riconferma di Enzo Salera nel 2024, non è il momento delle divisioni, questa delle Provinciali era un’altra partita” spiega Di Rollo.

Demos ha rivelato nella serata di domenica il suo voto per il sindaco di Sora. E ha spiegato anche il perché: “Al Sindaco di Arce Gino Germani, rinnoviamo la nostra stima ma abbiamo fatto un’altra scelta. Sulla sua candidatura hanno pesato anche due elementi in particolare: l’accordo con Fratelli d’Italia e l’ambiguità di Antonio Pompeo al quale sarebbe bastato dimettersi solo pochi giorni prima per lasciare spazio al nostro Sindaco di Cassino. Che sarebbe stata la candidatura più giusta e più forte da sostenere“. (Leggi qui Provinciali, la bomba di Pompeo: «Così il Pd ha segato le gambe ai candidati». Ma leggi anche Pd, tensione nel vertice per chiarire le accuse di Pompeo).

Luca Di Stefano con Luigi Maccaro ed i consiglieri Demos di Cassino

Eppure, i voti di Demos erano stati dati ormai per acquisiti giovedì scorso. Dopo il vertice avuto con l’assessore Luigi Maccaro (coordinatore provinciale di Demos) e i due consiglieri, il sindaco di Arce ha chiamato Enzo Salera: “Non serve nessuna pressione su Demos, mi hanno spiegato che festeggeremo insieme domenica sera anche perché non potrebbero mai votare contro di te“. Demos aveva però deciso di non comunicare pubblicamente la sua scelta. Circostanza, questa, che aveva fatto insospettire il sindaco Salera e che aveva creato non pochi malumori. “Ma dove si è mai visto che un Partito si riunisce e non comunica quello che ha deciso?“. (Leggi qui: Il mistero di Demos e la riconoscenza di Peppino).

Quello che però ha infastidito ancor di più è la dichiarazione postuma.

Nessun rimpasto

In ogni caso “non ci sarà nessun rimpasto di giunta” assicura Salera. La vendetta è un piatto che va servito freddo, e il primo cittadino lo sta preparando.Al momento posso dire solo una cosa – spiega il sindaco – : chiudiamo il 2022 con questa squadra, poi anno nuovo e vita nuova“. Con ogni evidenza si prepara un ‘rimpastone’ e Demos potrebbe finire alla porta della maggioranza.

Il sindaco di Cassino, letta la missiva del vice coordinatore regionale Pd Sara Battisti pubblicata nel pomeriggio su queste colonne, sembra non avere intenzione di indietreggiare: “Alle Politiche sono riuscito ad avere una candidatura territoriale dicendo No a Francesco De Angelis. Ora ha vinto lui, siamo pari. Alle prossime regionali la sfida decisiva“. (Leggi qui: Sara Battisti, ulivo e mitra dopo le Provinciali).

Renato De Sanctis e Luca Fardelli

Salera prepara una nuova corazzata per sostenere la candidatura di Antonio Pompeo alle Regionali di febbraio. Se hanno Ragione i sondaggi il Pd eleggerà dalla provincia di Frosinone un solo Consigliere: la sfida è con la uscente Sara Battisti. Che a Cassino può contare oltre che su Barbara Di Rollo, anche sui voti del Consigliere Luca Fardelli: c’è lui dietro l’operazione che è riuscita a drenare consensi a Germani per dirottarli su Luca Di Stefano.

Cenere e carbone

Ma prima della campagna elettorale delle Regionali, nella calza della befana Enzo Salera farà trovare cenere e carbone a chi non lo ha sostenuto in questa sfida che per lui era decisiva. “Calmi. Bisogna stare calmi” va ripetendo a chi già oggi in maggioranza chiedeva la testa di Luigi Maccaro e di Barbara Di Rollo. “Ogni cosa a suo tempo” spiega Salera. Che prepara una vera e propria rivoluzione.

Chi lo ha capito anzitempo è il coordinatore regionale di Pop Danilo Grossi, assessore alla Cultura. C’è chi assicura che nella giornata di venerdì, prima del voto, abbia messo il suo mandato nelle mani del sindaco. “Io non ho ricevuto nessuna lettera di dimissioni, non ne sono al corrente, della nuova giunta ci occuperemo dopo le feste” assicura Salera. Che al contempo precisa: “Se qualcuno vuole andare via, io non mantengo nessuno con la forza“.

Benedetto Leone

Musica per le orecchie dell’opposizione che con Benedetto Leone incalza: “A queste Provinciali gli sconfitti hanno una identità ben precisa: sono quelli che hanno fatto gli inciuci. Il sindaco di Cassino è il Re degli inciuci. Mesi fa ha affossato la candidatura di Giuseppe Sacco che avrebbe potuto rappresentare il cassinate. E per pure ambizioni personali ha creato il più grande inciucio politico della provincia: una parte del PD, una parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia.  A punire questo grande inciucio, ironia della sorte, è stata la sua stessa maggioranza consiliare di Cassino“.

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