Salera ribalta il fronte. E recupera le ‘sue’ opposizioni

Il confronto tra maggioranza e opposizione? Enzo Salera ribalta il fronte. Non finisce messo all'angolo dagli oltranzisti. Ma recupera il dialogo con i moderati

Massimo Gentile
Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Doveva essere l’occasione per mettere a nudo le criticità della maggioranza che governa Cassino. La maggioranza ha invece sfruttato l’occasione che gli è stata data dall’opposizione più oltranzista: ne ha approfittato per riallacciare i ponti con Luca Fardelli e quella parte di minoranza meno belligerante. È accaduto questo ieri pomeriggio dietro le quinte del vertice voluto dall’opposizione dura e pura al sindaco Salera.

A chiedere il confronto erano stati i consiglieri di minoranza Franco Evangelista, Giuseppe Golini Petrarcone, Salvatore Fontana e Massimiliano Mignanelli. Si è tenuto in sala Restagno. (Leggi qui Il ponte dei petrarconiani a Salera si chiama Evangelista e leggi anche Tutti insieme debolmente: il sindaco vede l’opposizione. Tutta).

Sul palcoscenico

Evangelista, Petrarcone e Fontana

Se da una parte si sono detti disposti al dialogo ed aperti a collaborare per quel che riguarda l’emergenza Covid, allo stesso tempo i quattro Consiglieri ha presentato un documento nel quale hanno chiesto conto di alcune opere annunciate in campagna elettorale ma di cui non si vede traccia a un anno e mezzo dal voto.

Quali opere? In primis la funivia: si farà? E poi, ancora: la realizzazione del nuovo mercato coperto; il multisala in luogo della piscina comunale di via Appia, la della Città dello Sport; il drive-in; la riqualificazione dell’ex Onmi; il progetto di rifacimento di piazza Labriola.

Di tutte queste opere abbiamo sempre sentito dire che è ‘partito l’iter’ ma non si vede nulla di concreto” hanno sostanzialmente spiegato i quattro dell’opposizione.

Il sindaco ha risposto spiegando lo stato dell’arte di ciascun progetto: ciò che è stato fatto e ciò che non è stato fatto avendo dovuto concentrare ormai da un anno tutte le attenzioni e le energie, anche e soprattutto economiche, sull’emergenza sanitaria ed economica che non risparmia affatto la città.

Dietro le quinte

Questa la cronaca. Ma tra le righe si è svolta un’altra riunione. Più prettamente politica. In che senso? Senza bisogno di documenti da presentare, risposte da reclamare, gli altri consiglieri d’opposizione hanno giocato la loro partita. Rimanendo con coerenza all’opposizione del governo Salera ma rapportandosi in maniera del tutto diversa da quella dei loro colleghi radicali.

Mario Abbruzzese

Un esempio è la linea scelta da Mario Abbruzzese. L’ex presidente del Consiglio Regionale, sconfitto al ballottaggio dall’attuale sindaco, nella riunione di ieri ha dispensato consigli su cosa fare e cosa non fare. Cosa fare prima e cosa fare dopo. Si è smarcato dalle polemiche di natura prettamente politica e ha parlato di grandi opere, di infrastrutture, di come fare per intercettare i fondi del recovery. Ha fatto opposizione presentando proposte, indicando una rotta alla maggioranza: alzando l’asticella del confronto.

Una linea di opposizione non belligerante sulla quale è sintonizzata anche Francesca Calvani di Forza Italia. Ed anche Renato De Sanctis di “No Acea”.

Il sindaco, per dividere ancor di più le opposizioni, ha fatto un’apertura di credito a Luca Fardelli, che nessuno si aspettava. Probabilmente neanche il consigliere ex Pd. Salera a un certo punto della riunione ha fatto notare come “l’amministrazione è sempre pronta a recepire le proposte fatte dalla minoranza per il bene della città, come quelle che spesse volte ha fatto Luca Fardelli”.

Il dialogo con Fardelli

Potrebbe essere il segnale di raffreddamento della tensione con il Consigliere al quale è stata negata l’iscrizione al Partito Democratico. Storie che affondano le radici fino alla scorsa campagna elettorale. Luca Fardelli non condivideva la candidatura di Enzo Salera a sindaco e lo ha detto. Ha fatto quanto poteva per contrastarla. E di fronte alla decisione della maggioranza ha preferito lasciare il Pd per sostenere Giuseppe Golini Petrarcone. Essersi schierato contro il candidato designato dal Pd chiude le porte all’iscrizione per un minimo di due anni.

Gino Ranaldi

La vittoria di Enzo Salera maturata alla fine di un confronto aspro e combattuto ha lasciato diverse ferite aperte: la difficoltà di dialogo con Fardelli e con altre intelligenze come quella dell’ex consigliere comunale Sarah Grieco. Tanto che il muro alzato nell’ultimo anno dalla maggioranza aveva spinto Luca Fardelli tra le braccia di Mignanelli e Fontana.

Ora il sindaco sembra iniziare abbattere quel muro. Con due martellate che non passano inosservate. A smussare gli angoli poi ha provveduto Gino Ranaldi, tant’è che il capogruppo del Pd, nella sua “classica” pausa sigaro ieri si è allontanato ed ha parlato a lungo con Luca Fardelli proprio delle aperture fatte dal sindaco.

Ora è chiaro perché Enzo Salera non abbia accettato di tenere un confronto solo con i quattro consiglieri che gli chiedevano il confronto. Ma invece lo abbia allargato a tutte le opposizioni. (Leggi qui Tutti insieme debolmente: il sindaco vede l’opposizione. Tutta).

Un’apertura Pop per Salera

Nel pieno dei lavori arriva la notizia delle dimissioni di Nicola Zingaretti. E delle conseguenze che avrà nel Partito Democratico.

C’è chi, come la componente di “Pop” che fa riferimento sul territorio all’assessore Danilo Grossi, si augura l’apertura di una fase nuova instaurando un dialogo serio e costruttivo con il M5S.

ENZO SALERA E ROMEO FIONDA

Viceversa, sul fronte moderato, c’è chi spera possa esserci spazio per una riedizione della “Margherita 2.0” con dentro Demos, Azione, Italia Viva ed il pezzo del Pd che fa riferimento a Base Riformista.

Inevitabilmente quel che accadrà a livello nazionale avrà delle importanti ripercussioni sui territori e anche sull’amministrazione di centrosinistra che governa la città di Cassino. All’orizzonte c’è il congresso del Pd cittadino. Ma a questo punto il condizionale è d’obbligo. Il commissario di circolo Romeo Fionda non ha notizie in merito, nulla si sa neanche sul tesseramento. Fionda, espressione dell’area di sinistra dem che fa riferimento a Gianni Cuperlo, commenta invece le dimissioni di Zingaretti e dice: “Nel Pd le scelte sono state sempre collegiali, serve lealtà. Se poi il problema è la linea politica dicessero chiaramente che vogliono un Partito centrista alleato con Berlusconi e Salvini”.