Salta il battesimo dei renziani al Pd di Cassino

Foto: © Imagoeconomica, Benvegnu' Guaitoli

Salta l'incontro per il battesimo 'renziano' del Pd di Cassino. Ufficialmente, improvvisi impegni del presidente Copasir Lorenzo Guerini e del capogruppo al Senato, Marcucci. Salera non intendeva essere marchiato da alcuna corrente

Se ne fa più nulla. L’incontro del Partito Democratico a Cassino è stato annullato: doveva essere l’occasione per imporre il sigillo sul risultato elettorale. In cartellone c’era la visita del presidente del Copasir Lorenzo Guerini: renziano della primissima ora, già portavoce, vicesegretario e coordinatore del Pd). Con lui, Andrea Marcucci, capogruppo dei senatori Dem a Palazzo Madama, renziano anche lui. 

Ufficialmente l’incontro salta per improvvisi impegni sopraggiunti. A Marcucci è arrivata la convocazione dal Presidente Senato, a Guerini è stata comunicata la riunione del Copasir per esaminare il caso Russia. Nessuno ammetterà mai se tutto sia saltato per questo motivo oppure perché non c’erano più le condizioni politiche. 

Un dato è certo. Il sindaco di Cassino Enzo Salera ad un certo punto ha avuto il sospetto che intendessero marchiarlo. Già subito dopo le elezioni è stato chiaro: non vuole etichette, non intende essere il sindaco anti Francesco De Angelis, non vuole essere considerato il caposaldo della corrente avversaria a Pensare Democratico, non si sente il proconsole di Antonio Pompeo nel sud della provincia. Non vuole marchiature politiche. Vuole essere del Pd. Punto.

L’incontro tutto di impronta renziana aveva iniziato a far fiutare odore di bruciato al sindaco Enzo Salera. Il timore era quello di ritrovarsi ingabbiato in una componente. Invece lui aveva solo dato la disponibilità ad ospitare un evento. Per evitare equivoci, ad un certo punto ha mandato dire “Sappiate che durante l’iniziativa dirò con chiarezza che non si tratta di una mia adesione alla componente. A nessuna componente”. 

Lorenzo Guerini poi ha acceso i suoi sensori sulla provincia di Frosinone: si è fatto fare un report velocissimo sul quadro politico del Pd nel territorio. Poco dopo è arrivato l’improvviso impedimento che ha fatto saltare tutto.

Ma chi aveva mobilitato il potentissimo Lorenzo Guerini, l’uomo che gestiva il Pd mentre Matteo Renzi governava da Palazzo Chigi? Non Antonio Pompeo. Che doveva essere al tavolo dei relatori. La richiesta gli è arrivata tramite il senatore Claudio Moscardelli del Pd di Latina, renziano di chiara fede e molto vicino al già senatore e ora solo professore ed avvocato Francesco Scalia.

L’improvviso impedimento ora disinnesca un grosso rischio politico: ritrovarsi a battezzare un sindaco che non ha alcuna intenzione d’essere fatto della chiesa renziana, impegnare la componente su un territorio nel quale Matteo Renzi ha serie riserve. Dopotutto, c’è chi lo ha sentito dire, mentre scendeva le scale di palazzo Iacobucci una volta terminata la presentazione del suo libro nel palazzo della Provincia, (leggi qui Un’altra strada per Matteo Renzi a Frosinone) rifiutando di trattenersi per il buffet in Presidenza: “Non resto a mangiare con chi si è contato al Congresso sulla mia pelle”.

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