Salta l’emendamento Scalia, le assicurazioni non si toccano (per ora)

Contrordine, compagni. L’assalto ai risarcimenti delle assicurazioni per il momento è rinviato. Non verrà compiuto usando come ‘cavallo di Troia‘ le righe dell’emendamento scritto dal senatore Francesco Scalia. Un emendamento che valeva 1,5 miliardi di euro: «Un regalo alle Compagnie» sostiene un fronte, «Un modo per eliminare migliaia di cause inutili, intentate da avvocati senza considerare i tempi e gli interessi delle vittime di incidente» sostiene invece il fronte del senatore.

Le norme RC Auto sui risarcimenti per i danni gravi e la morte per ora non cambieranno. Dopo l’articolo dell’altro giorno (leggi qui il precedente) i due relatori del disegno di legge Concorrenza Salvatore Tomaselli (Pd) e Luigi Marino (Area Popolare) scrivono che non sarà approvato l’emendamento presentato da Francesco Scalia con cui si esclude il danno morale del calcolo degli indennizzi

Scrivono Tomaselli e Marino che il voto su questo articolo – su proposta dei relatori – «è stato accantonato e al momento non c’è alcun pronunciamento degli stessi relatori né tantomeno del Governo sul merito degli emendamenti presentati dei singoli parlamentari». Rivelano che «nella discussione in corso in commissione l’orientamento prevalente sostenuto degli stessi relatori è quello di confermare senza modifiche il testo licenziato dalla Camera».

I due parlamentari avevano denunciato che Francesco Scalia era sotto attacco per avere tentato di picconare gli interessi delle centinaia di avvocati che si occupano di risarcimenti per incidenti stradali. (leggi qui il precedente).

Tra quelli che non la pensano come Francesco Scalia e che – secondo la chiave di lettura dei due relatori – stanno partecipando all’attacco concentrico sul senatore di Ferentino ci sono il coordinatore ed il segretario della Commissione Responsabilità Civile dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura – Oua, Angelo Massimo Perrini e Marco Montozzi. Denunciano le manovre lobbistiche in corso in queste ore in commissione Industria al Senato «finalizzati a implementare ulteriori regali alle Assicurazioni». La manovra lobbistica alla quale fanno riferimento è proprio l’emendamento con cui Francesco Scalia riformula una proposta di correzione avanzata dalla maggioranza: “Al comma 1, capoverso Art. 138, sostituire il comma 4 con il seguente: «4. Quando sussista un danno biologico, l’ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona».

Se venisse approvato quel testo, in caso di incidenti l’ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto per le lesioni gravi (superiori al 9%) comprenderebbe ogni voce di danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona. In buona sostanza, sottolinea l’OUA «ove venisse approvato un simile formulato si raggiungerebbe il risultato di far sparire la liquidazione del danno morale dai risarcimenti che verrebbero decurtati del 30 per cento in media».

Ma Scalia giura che il suo obiettivo non era quello di fare un maxi regalo alle assicurazioni.

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