Salta l’intesa a Cassino: Fardelli sarà segretario, accordo con Mosillo

Marino Fardelli segretario del Pd di Cassino, Romeo Fionda presidente. Salvatore Fontana: «È' un'altra brutta pagina della politica Cassinate». La cronaca: dalla trattativa alla crisi, fino al piano B.

L’accordo  è saltato alle sette della sera. Una telefonata di Marino Fardelli ha comunicato “Non si può fare“. Fino ad un attimo prima l’intesa era stata raggiunto e ratificata:  Armando Russo (componente Renziana, area Scalia ma con lasciapassare anche della componente Emiliano, area Salvatore Fontana – Alessandro D’Ambrosio – Luigi Russo) segretario del Circolo Pd di Cassino, Romeo Fionda (componente Orlando) presidente. Un patto sottoscritto da Salvatore Fontana per la sua area e Giuseppe Golini Petrarcone per il gruppo renziano di fede Scalia.

 

Un’alleanza che tagliava fuori Francesco Mosillo, l’anima renziana di fede De Angelis: che volendo poteva essere coinvolta. Perché Romeo Fionda è un nome di convergenza e se servito nelle dovuto maniere sarebbe stato accettato anche dai mosilliani, ricostruendo così l’unità del Partito a Cassino.

 

Così non è stato. La falange di Fontana non vuole nemmeno sentire nominare quella di Mosillo: gli imputa la sconfitta del centrosinistra alle scorse comunali. È la stessa accusa che muovono all’immobiliarista dall’altro fronte. Dove non sono disposti a fare accordi che ne prevedano la presenza.

 

Il telefono ha trillato alle sette della sera. A chiamare Fontana è stato Marino Fardelli: «Non credo sia il caso di andare ad una conta, rischiamo di non avere i numeri». Salvatore Fontana non ci sta e ribatte: «I numeri li abbiamo eccome, la mia area e la vostra sono maggioranza». Fardelli vuole cercare di tracciare una rotta di convergenza: in pratica fa capire a Fontana che se ritira la candidatura di Russo e la sostituisce con un altro nome è possibile raggiungere un equilibrio. Ma le truppe di Fontana non sono disposte a percorrere quella rotta. E nemmeno quelle di Mosillo a percorre quella attuale.

 

Impossibile l’intesa. L’accordo salta.

 

Dal cassetto esce il piano B. Che – conoscendo Marino Fardelli – in realtà era il piano principale, mentre quello sottoscritto con Fontana serviva solo per vederlo saltare lasciandoci sopra le impronte digitali degli uomini di Emiliano.

 

Il piano B prevede Marino Fardelli segretario del Circolo Pd di Cassino, Romeo Fionda presidente, unificazione del gruppo in Consiglio Comunale e Giuseppe Golini Petrarcone capogruppo, con Barbara Di Rollo vice. È questo il piano che entrerà in scena tra qualche ora al congresso cittadino.

 

Gli uomini di Salvatore Fontana cosa faranno? Usciranno e non voteranno. Non è escluso che mettano in campo qualche manifestazione. Lo si intuisce dalla reazione postata sulla sua bacheca Facebook: «Si è girato il mondo! Una volta le persone perbene ponevano il veto su chi era chiacchierato, oggi viene posto e il veto a una persona perbene! No agli inciuci si alle persone perbene! Il PD rinascerà quando avrà fatto pulizia!».

 

Il telefono trilla e Salvatore Fontana risponde. Dice: «Stasera è stata scritta un altra brutta pagina della politica cassinate. L’uomo (Mosillo n.d.A.) che, eseguendo un ordine preciso dal suo capo (De Angelis n.d.A.), ha consegnato la città al centrodestra, ha imposto un consigliere regionale (Fardelli n.d.A.) segretario del Partito cittadino col consenso del candidato (Petrarcone n.d.A.) a cui ha fatto perdere le elezioni! Qua non ci vuole più nemmeno il buon senso, ci vuole uno psichiatra!».

 

Altro trillo di telefono: Francesco Mosillo dice «La situazione non è chiara, per me al momento non c’è nessun accordo con nessuno e non per mia cattiva volontà: sono mesi che lanciamo segnali per ricostruire l’unità del Pd. Se quell’unità non la si vuole costruire a causa delle pregiudiziali, non posso farci niente». Ma cosa farà l’area di Mosillo, durante il Congresso? «Ci riuniamo domani mattina presto e facciamo le nostre valutazioni». L’ipotesi  Fardelli – Fionda è realistica? «Potrebbe essere quella che più di altre, al momento, riesce a ricomporre un quadro politico con il quale si guarda al futuro»

 

Ultimo trillo di telefono: Marino Fardelli, a ridosso della crisi di nervi, implora: «Lasciatemi fare, la cosa non è ancora chiusa». Sembra di vederlo con Attack ed i cocci del Partito in mano: in realtà sta già contando i voti e teme che all’ultimo momento gli possa saltare la Segreteria.

 

Fontana chiude il cerchio con l’ultima telefonata: «Per me non c’è più niente da trattare, la nostra disponibilità l’abbiamo data. Ci vediamo al congresso».

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