Salta tutto, chi si prepara alle nuove elezioni (di C. Trento)

In Ciociaria torna ad impazzare il totocandidature. Gli uscenti in pole position. Raffica di variabili. Il ruolo di Zingaretti e quello di Ottaviani. Il tema delle alleanze e il clima al veleno. La possibilità di rivincita per Scalia, Abbruzzese e De Angelis

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Sul ponte sventola bandiera bianca. A 84 giorni dalle elezioni del 4 marzo scorso naufraga il tentativo di Giuseppe Conte di formare un governo. Ieri sera il professore si è arreso, rimettendo il mandato nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Insuperabile il veto del Capo dello Stato sull’ipotesi di Paolo Savona al ministero dell’Economia. Nessun passo indietro da parte del leader della Lega Matteo Salvini. Inutile l’ estremo tentativo di mediazione da parte del capo del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio.

È saltato tutto: una crisi istituzionale senza precedenti nella storia della Repubblica. Sergio Mattarella ha convocato per stamattina al Quirinale l’ economista Carlo Cottarelli. A lui probabilmente l’incarico di formare un governo “neutrale” che, se anche bocciato dalle Camere, gestirà gli affari correnti e porterà il Paese ad elezioni anticipate.

 

E adesso?

Ma adesso che succede, anche in provincia di Frosinone? Di certo c’ è una sola cosa: la campagna elettorale ricomincia. Anzi, prosegue. E alle urne si andrà quasi sicuramente con l’attuale legge elettorale.

Riprende quindi il valzer delle candidature. Le alleanze Lega e Cinque Stelle continuano a parlare lo stesso linguaggio in questa fase. Ma il Carroccio fa parte della coalizione di centrodestra e Salvini ha fatto capire chiaramente l’ impostazione della campagna elettorale: una sorta di referendum sul futuro dell’euro, con critiche forti all’ operato del Capo dello Stato. Forza Italia lo seguirà, considerando che Silvio Berlusconi sul punto ha una posizione decisamente più morbida?

Nel centrosinistra, invece, il Pd è obbligato ad un riposizionamento e a questo punto non si potrà prescindere dalla guida politica del partito. Si annuncia una resa dei conti all’arma bianca.

 

Il ruolo di Zingaretti

Probabile che possa scatenarsi anche un effetto domino, in particolare sulla Regione Lazio, dove c’è l’ anatra zoppa. E dove c’ è soprattutto Nicola Zingaretti, che potrebbe rompere gli indugi e proporsi come leader del Pd. Certamente dovrà fare i conti con Matteo Renzi, ma a questo punto gli scenari sono imprevedibili.

 

Gli uscenti in pole

È evidente che, soprattutto se si voterà con il Rosatellum, gli uscenti sono in prima fila. Meno di tre mesi fa in questa provincia sono stati eletti, nel maggioritario, il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) e i deputati Francesco Zicchieri (Lega) e Ilaria Fontana (Movimento Cinque Stelle), rispettivamente alla Camera nord e sud.

Poi, nel proporzionale, hanno avuto il via libera Francesca Gerardi (Lega), Luca Frusone ed Enrica Segneri (Cinque Stelle). Nel collegio di Viterbo, invece, è stato eletto senatore il verolano Gianfranco Rufa, sempre nelle file della Lega. Da loro si ripartirà, con l’incognita delle alleanze.

C’è chi ipotizza un asse anche elettorale tra Cinque Stelle e Lega. Anche se gli addetti ai lavori ritengono che il precipitare degli eventi degli ultimi giorni ha di fatto ricompattato il centrodestra, che punta a superare il 40% e ad avere i numeri autonomamente.

Infine, un’ altra variabile: che succede se i Cinque Stelle dovessero sostenere un governo “neutrale” ? Ipotesi lontana però.

 

Le posizioni

Luca Frusone dice: «Quanto successo è gravissimo e dimostra che non c’è la volontà di mandare i Cinque Stelle al governo del Paese. Decidono le agenzie di rating e le cancellerie europee. Che cosa votiamo a fare allora?».

Pd e Forza Italia. Nei Democrat Francesco De Angelis ha già riattivato la campagna elettorale, ma stavolta non vorrà sentire ragioni, neppure da Matteo Orfini: capolista nel proporzionale. Resta da vedere se i tre parlamentari della scorsa legislatura proveranno a rientrare. Parliamo di Francesco Scalia, Maria Spilabotte e Nazzareno Pilozzi. Ma non sarà così semplice, considerando che adesso in tanti cercheranno di farsi strada. Nella convinzione che stavolta può essere… un’ altra storia.

Un nome che potrebbe emergere è quello del presidente della Provincia Antonio Pompeo, anche se adesso è impegnato nella campagna elettorale per la conferma a sindaco di Ferentino.

Per quanto riguarda Forza Italia, Mario Abbruzzese quasi sicuramente cercherà la rivincita. Però il nome nuovo è quello del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. Potrebbe essere lui a concorrere nel collegio maggioritario della Camera nord, con Francesco Zicchieri che a quel punto potrebbe essere capolista nel proporzionale.

 

Il nodo Frosinone

Nicola Ottaviani è “corteggiato” dalla Lega e sta lavorando a un partito dei sindaci su scala nazionale. Però l’ accelerazione della situazione politica cambia il quadro e Ottaviani, qualora decidesse di scendere in campo, lo farà con Forza Italia.

Si aprirebbe comunque un altro fronte, quello delle elezioni anticipate al Comune di Frosinone. Con il centrodestra che, senza Ottaviani, corre il rischio dell’ effetto Torre di Babele. E con un centrosinistra sempre lacerato dalle proprie contraddizioni.

Clima avvelenato Comunque vada, la tensione si respira, soprattutto nelle scontro tra il Quirinale e Lega-Movimento Cinque Stelle. Addirittura nei pentastellati c’è chi ha detto che si sta ragionando sull’ impeachment.

Ma intanto i nuovi eletti dovranno subito affrontare una nuova campagna elettorale. Senza aver avuto la possibilità di iniziare davvero la legislatura.

 

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