Salvini a Frosinone: “Qui vedo due sindaci, vinciamo al primo turno”

Il leader della Lega celebra il primo cittadino uscente Ottaviani, coordinatore provinciale del Carroccio, e l’erede designato Mastrangeli, già assessore alle finanze per due mandati. Dal Modello Frosinone alla Ciociarità passando per Nuovi Orizzonti. «Non è la Ciociaria a essere la Brianza del sud, ma è la Brianza a essere la Ciociaria nel nord», dice Nicola all'amico Matteo

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

«Qui vedo due sindaci, vinciamo al primo turno»: la profezia di Matteo Salvini scalda candidati e pubblico che riempiono la sala del Fornaci Cinema Village di Frosinone. Molti sono venuti perché voteranno come sindaco il dottor Riccardo Mastrangeli, il farmacista che per dieci anni ha curato le Finanze del capoluogo, firmando buona parte delle grandi operazioni realizzate nei due mandati Ottaviani. Molti sono venuti solo per vedere Salvini: è stato un traino sicuro in ogni elezione politica.

Il Capitano ha partecipato al lancio delle liste della Lega e di Ottaviani: 64 candidati consiglieri con il sigillo di garanzia del sindaco uscente, coordinatore provinciale del Carroccio, a favore dell’erede designato Riccardo Mastrangeli. Con lui il coordinatore regionale Claudio Durigon, il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, l’onorevole Francesca Gerardi, il senatore Gianfranco Rufa e tutto il gotha provinciale della Lega.

L’abbraccio iniziale sul palco tra Ottaviani e Mastrangeli potrebbe essere ricordato come il vero passaggio di consegne. A detta di Salvini, che ha visto «due sindaci» sul palco del Dream Cinema, si può e deve vincere al primo turno.

A capeggiare Lega – Salvini Premier e Lista Ottaviani – Prima Frosinone sono, rispettivamente, gli assessori uscenti Rossella Testa e Massimiliano Max Tagliaferri. Si sono alzati in piedi tra le prime file, invitati a farlo da Salvini, con gli altri sessantadue scesi in campo per le Amministrative 2022.

Salvini vede Nuovi Orizzonti

L’arrivo di Matteo Salvini al Fornaci Cinema Village di Frosinone

Anche stavolta, come quando venne la prima volta per promuovere i referendum sulla giustizia, ha ricordato la visita alla Cittadella Cielo di via Tommaso Landolfi: la comunità di recupero e accoglienza gestita dall’associazione Nuovi Orizzonti, fondata da Chiara Amirante.

Venne a conoscere quella realtà, l’accoglienza che piace a lui. E poi ci fu l’incontro con il vescovo di Frosinone Ambrogio Spreafico: che alla Lega non le manda di certo a dire. A orchestrare il tutto in quei giorni è stato lo Zar Nicola. È lì che di fatto è nato il Modello Frosinone elogiato anche quest’oggi da Matteo Salvini a fianco all’ormai amico Nicola Ottaviani. Che, nell’occasione, gli ha detto che «non è la Ciociaria a essere la Brianza del sud ma la Brianza la Ciociaria del nord». Sempre a proposito della “sua” Ciociarità davanti al Lumbard.  

«Una straordinaria realtà che mi porto ancora dietro – ha detto Salvini a proposito di Nuovi Orizzonti -. Una mattina su due mi sveglio con i messaggi di Don Davide (Banzato, l’ assistente spirituale, ndr) per quello che è un piccolo grande esempio di miracolo, di come si prendono per mano ragazze e ragazzi, per difendere la vita come vuole la Lega a Frosinone e in Parlamento. Perché non esistono droghe meno droghe di altre. La droga è droga».

Ottaviani e l’uscita in grande stile

Salvini con il sindaco uscente Ottaviani e l’erede designato Mastrangeli

In sala mormorano che per Ottaviani è già pronta una candidatura importante: si vedrà se al Senato o alla Camera. La ciliegina sulla torta, con tutta la sua potenza di fuoco, sarebbe ormai l’elezione del suo due volte braccio destro Mastrangeli.

In tempi non sospetti, creando tre anni fa il Movimento Italia, Ottaviani superò il suo primo Modello Frosinone: targato Forza Italia e celebrato da Berlusconi. Ora Salvini ha detto che «non merita uno ma due applausi, da sindaco e da dirigente di Partito». Promosso su entrambi i fronti: amministrativo e politico.

Salvini ha spaziato poi sui grandi temi del Belpaese. Parlando della Guerra ha auspicato «pace e lavoro, perché è importante salvare le vite in Ucraina ma anche difendere l’interesse nazionale e i posti di lavoro che si perdono. Altri, invece, pensano all’invio delle armi».

Poi la riforma fiscale: «La Lega, in materia di catasto, ha evitato una futura tassa sulla casa da 1100 euro a famiglia». Spazio a seguire alla sicurezza: «C’è chi ha un cuore grande come Nuovi Orizzonti, a favore della vera accoglienza, e chi accoglie ucraini in fuga da una vera guerra, non che arrivano su barchini e barconi senza fuggire da nessuna guerra e portandocela in casa».

Open Arms, Richard Gere, Enrico Letta

Enrico Letta (Foto: Carlo Lannutti © Imagoeconomica)

Da qui il riferimento di Salvini al processo in corso a suo carico per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio nelle vesti di ministro dell’Interno: il Caso Open Arms, il blocco dello sbarco di 147 migranti salvati nell’agosto 2019 dalla nave Ong battente bandiera spagnola. «Vi dico solo che contro di me si è costituito il Comune di Barcellona e tra i testimoni c’è Richard Gere», ha ironizzato il leader leghista.

Prima, a proposito di referendum sulla giustizia, di tornare serio: «Per processi del genere si spendono milioni di euro dei cittadini e tre arrestati al giorno vengono poi assolti, mentre altri tre italiani muoiono sul posto di lavoro e non torneranno a casa. Il tre è un numero indegno da cancellare immediatamente».

A ruota l’attacco frontale al segretario del Pd Enrico Letta: «Pensa soltanto alla legge elettorale proporzionale e al Ddl Zan, mentre nelle scuole nascono i primi bagni gender fluid per bambini dagli otto ai dieci anni, oppure si usano solo i cognomi per non “svilire” le identità fluide. Sono bambini, questi hanno problemi seri».  

E poi il reddito di cittadinanza, votato assieme al Movimento 5 Stelle ai tempi del governo gialloverde Conte 1: «È diventato un reddito di nullafacenza, non viene premiato il merito. Era un progetto e lo abbiamo approvato, ma se non funziona basta. Con i navigator di cui si sono perse le tracce e hanno guadagnato senza fare un accidente».   

Salvini: “La Frosinone di Ottaviani, poi di Mastrangeli”

Salvini a fianco al candidato sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli

«Partecipo a campagne elettorali con progetti futuribili e sindaci in carica che dicono “farò”, ma dopo dieci anni si dovrebbe portare in dote quello che si è fatto. Ovviamente, poi, nel cassetto ci sono progetti e progetti. Qui, però, c’è profumo di cultura, arte, sociale», ha commentato Salvini dopo il video con la carrellata di opere finanziate e cofinanziate nel Capoluogo ciociaro dalla doppia Amministrazione Ottaviani.       

Ha “pregato” il duo Ottaviani-Mastrangeli di vincere al primo turno, «così la Festa Patronale del 20 giugno si festeggia con il nuovo Sindaco». Nulla è mai lasciato al caso: è la Lega democristiana, spostatasi verso il Centro mettendo in conto la perdita di voti di destra alla volta di FdI. Proprio quella che piace a Ottaviani: come il suo Movimento Italia.

Salvini ha detto che tornerà presto nel Capoluogo, sicuramente prima delle Elezioni di domenica 12 giugno, «magari non per parlare di problemi e progetti da realizzare, ma per trascorrere tre ore nella Frosinone bella di Ottaviani». E, nella storia che scuole scrivere il sindaco uscente, presto del fraterno Mastrangeli.   

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright