La strage dei coordinatori (e della chiarezza) in Noi con Salvini

Sarà perché le idee partono da lontano. O forse perché sono nate in un lumbard che è proprio una lingua diversa dal ciociaro. Oppure perché i concetti di federalismo non sono proprio semplici da comprendere a sud di Roma. Ma è un’evidenza che il cammino di Noi con Salvini in provincia di Frosinone sia alquanto faticoso e tormentato.

 

LA STRAGE DEI COORDINATORI
In principio è Gabriele Picano. È lui a portare in provincia di Frosinone il simbolo di Noi con Salvini. Torna da Roma con un’investitura da coordinatore provinciale. Ma fa appena in tempo ad organizzare un paio di riunioni. Scopre che non può stare da solo: la Ciociaria è grande e c’è bisogno anche di un co – coordinatore. Si ritrova dalla sera alla mattina in una diarchia. Gli mettono accanto Antonio Occhiuto da Anagni.

Finiscono impallinati entrambi. L’odore di fregatura lo avvertono quando scoprono che oltre a loro sono stati investiti anche altri leghisti in provincia di Frosinone. Nella, fino a quel momento, tranquilla Ciociaria, esplode l’animo leghista: così appare Pietro Rotondi di Boville Ernica in tandem con Bernardino Lancia da Arce, nominati rappresentanti della Lega Nord da Borghezio.  (leggi qui Lo strano caso dei troppi leghisti in Ciociaria)

A Pontida si accorgono che c’è troppa confusione in Ciociaria. Mandano allora Umberto Fusco da Viterbo a commissariare tutto e tutti. Scatta l’azzeramento totale in provincia. Tutti i poteri vengono assegnati al solo Fusco nella sua veste di commissario per le province del Lazio.

Umberto Fusco è uno che ci crede: intesse relazioni, stringe accordi, chiude la partita delle elezioni comunali. Vince a Cassino dove elegge addirittura il vicesindaco. E viene silurato. Di certo non perché da qualche parte si siano accorti che i ‘nuovi‘ schierati nella sua lista sapevano un po’ di stantio: il suo ‘giovane‘ vicesindaco altri non è che il sindaco mancato di Forza Italia nella tornata precedente.

Viene nominata allora a Frosinone l’avvocato Kristalia Rachele Papaevangeliu di Alatri e della quale dice un gran bene Antonio Iannarilli. Al momento di fare le elezioni comunali a Frosinone Nicola Ottaviani non la riceve. Fino a quando lei, stanca di fare anticamera, si fa fotografare con Nando Incitti di Casapound. La storia racconta che alle scorse municipali Ottaviani cavalca a briglia sciolta verso la rielezione. Senza l’appoggio di una lista di Noi con Salvini: che non riesce a formarla.

Nemmeno il tempo di recriminare che finisce pure la stagione di donna Rachele. Nel corso di una conferenza stampa tenuta l’estate scorsa a Frosinone viene annunciato l’ingresso di Fabio Forte in Noi con Salvini.

 

TANTA E’ LA CONFUSIONE SUL CARROCCIO
Saranno le idee che partono da lontano, il lumbard, il federalismo o la continua girandola di coordinatori, ma la confusione inizia ad essere tanta.

Fabio Forte si presenta come nuovo coordinatore provinciale. Kristalia Rachele lo smentisce. Lui conferma con garbo. Lei nega in modo veemente. Fino al giorno in cui a Frosinone arriva Francesco Zicchieri, nuovo coordinatore regionale al posto di Umberto Fusco che ora muove le ruspe solo a Viterbo.

Zicchieri chiarisce che Papaevangeliu è il coordinatore provinciale. E Forte è il coordinatore politico provinciale. Più chiaro di cosi, non si può. Insomma: le alleanze chi le deciderà alle prossime elezioni? «Io» rispondono tutt’e due.

 

IL NUOVO AZZERAMENTO
Le cose, con Forte – Papaevangeliu vanno talmente bene che ieri pomeriggio Francesco Zicchieri è tornato a Frosinone. E li ha commissariati. Azzerata l’intera federazione di Frosinone. Nomina come plenipotenziario unico il suo vice Enrico Cavallari. (leggi qui)

Come mai li commissariano? Perché le cose andavano bene. La tesi di Zicchieri è questa. Testualmente dice ad Alessioporcu.it «la presenza di Fabio Forte ha attratto verso NcS una serie di forze che altrimenti non si sarebbero avvicinate al Movimento. Ma che sono restie ad entrare. La nomina del Commissario serve per spianare la strada di NcS a queste forze, azzerando gli incarichi».

Insolito. Mai sentito prima: una federazione va bene e viene commissariata. Sarà il nuovo che viene dal Nord.

 

I MISTERI BUFFI
Il bello però deve ancora venire.

Alessioporcu.it domanda a Fabio Forte:  Quindi il commissario è Enrico Cavallari, che fine fa Forte, messo a capo della linea politica da poche settimane?
«Rimango! Il mio è un carico ab intra statuto»

Chiarissimo. Kristalia fuori, Fabio rimane ab intra. Non c’è altro da spiegare.

Trascorrono pochi minuti dalla pubblicazione dell’articolo e si manifesta il coordinatore Zicchieri: minaccia querele, dispensa lezioni di buon giornalismo, nega qualsiasi interpretazione dello Statuto.

Ma è uno scherzo? «No. Io vado dall’avvocato. Quello che avete scritto prova fortissimo imbarazzo al Partito»

Ah. Scusi, segretario. E cosa sarebbe di imbarazzo? «Nessuno rimane in alcun modo! Qui non c’è stata alcuna interpretazione dello Statuto! L’unico che rimane è Cavallari, come commissario, che prende le funzioni di tutti!»

Rischiare una querela per avere detto che Fabio Forte resta… Manco fosse Jack lo Squartatore! Spiegatelo a Fabio Forte, però. Lui è convinto di restare ab intra statuto.

«Avete scritto che abbiamo nominato Gianfranco Rufa coordinatore di Frosinone! Questo è falso! È una vostra invenzione!!!»

Questa dell’ingresso di Gianfranco Rufa in Noi con Salvini è un altro mistero. «Come coordinatore comunale di Frosinone» annuncia lui. I giornali dell’indomani hanno anche il titolo e l’intervista.

Tuona al telefono Francesco Zicchieri: «Questa è una fesseria, se non smentite vi querelo».

Nel frattempo Rufa però conferma di essere il coordinatore parlando con Gianluca Quadrini, capogruppo di Forza Italia in Provincia.

Nuova telefonata con Zicchieri: «Ribadisco che l’unico incarico è quello di Enrico Cavallari»

Nel frattempo, la mezzanotte è passata da un po’ ed arrivano i titoli dei giornali in edicola l’indomani. Ciociaria Oggi riporta: «Ufficializzata la nomina di Gianfranco Rufa a coordinatore comunale di Frosinone. Lui dice: «È un onore»

Telefonatina, giusto per chiarire. Scusi Zicchieri, ma mi sa che non abbiamo capito in tanti…
«Non riesco a comprendere come sia possibile! Le cose non stanno così! Non c’è stata alcuna nomina a coordinatore comunale di Frosinone. Tutti gli incarichi sono azzerati. Abbiamo le registrazioni di quello che abbiamo detto».

Sempre più incomprensibile. Vabbè, riproviamo alla fonte: scusi Rufa, ma lei è coordinatore di Frosinone o no?
«Su una struttura commissariata io avrei questo ruolo» (sic)
Prego?
«Io ho assunto… Mi è stato dato il ruolo di coordinatore comunale a Frosinone. Successivamente è stato commissariato. Ma ciò non toglie che io non abbia questo ruolo. Il commissariamento non toglie che io sia coordinatore comunale di Frosinone»

Zicchieri, per favore, ci aiuti lei. Limpido come l’acqua: «Rufa non è coordinatore comunale di Frosinone»

Viva la chiarezza leghista. Sarà che non siamo del Nord, o che il federalismo ci è un po’ ostico. Ma ora la cosa è un po’ più chiara a tutti. Vero?

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