Volano i piatti in municipio a San Giorgio

Un amore politico finito in frantumi. Volano i piatti nel municipio di San Giorgio a Liri.  La cacciata dalla giunta ordinata come rappresaglia dal sindaco Modesto Della Rosa ( (leggi qui) fa aprire gli occhi a Pasqualino Ciacciarelli. E finalmente gli fa rendere conto di chi aveva accanto. Anni di scelte politiche fatte insieme, percorsi condivisi, successi amministrativi… senza rendersi conto della vera natura dell’uomo che indossava la fascia tricolore.

La revoca della delega da assessore al Comune di San Giorgio a Liri, firmata dal sindaco Della Rosa, a seguito della sua mancata elezione a consigliere provinciale «è un vero e proprio atto di arroganza politica oltre che la dimostrazione di una visione personalistica ed utilitaristica dell’attività politico-amministrativa».

Arrogante e per i fatti suoi. Cominciamo bene.

Ciacciarelli prosegue. «È Fin troppo semplice far ricadere i propri fallimenti politici sugli altri, fallimenti che iniziano nel 2013 alle elezioni regionali con la sua candidatura finita in malo modo».

Insomma, Della Rosa è pure un trombato. Di lusso, ma sempre trombato.

Altri piatti, avanti con il servizio di porcellana. «Una revoca dietro la quale è fin troppo chiara la presenza decisionale del vice sindaco, da tempo impegnato nella improbabile corsa verso una candidatura a sindaco alle prossime amministrative, che sin dall’inizio di questa seconda consiliatura tiene sotto “controllo” politico il sindaco Della Rosa. Vorrei ricordare che sono sempre i cittadini che votano e loro sanno valutare bene».

C’è un altro. Come in tutte le migliori storie d’amore (politico, s’intende). Il vice sindaco si è infilato poco alla volta nel cuore di Modestino. E piano piano ha scalzato Pasqualino dal ruolo di erede.

E’ ora del servizio buono, quello di limoges con i ricami a mano.

«L’orgoglio ferito di Della Rosa e la bramosia di potere del suo vice sono alla radice di questo inqualificabile atto politico che scioglie il cemento di una forza amministrativa vincente per due elezioni amministrative anche grazie al mio consenso personale, circa 200 voti, punto di riferimento moderato e di Forza Italia nella maggioranza comunale».

Ecco, siamo alle divisioni: questo è tuo e questi 200 voti sono miei; tu ti tieni il gatto e io mi porto via la macchina… Ma prima, un colpettino anche ai bicchieri di cristallo.

«Con estrema serenità prendo atto dell’accaduto e ai gufi dico “se ne facciano una ragione continuerò a svolgere a pieno il mio ruolo di consigliere comunale”. Rassicuro i miei concittadini che continuerò ad esercitare il mio ruolo a tutela degli interessi della collettività».

Pasqualino va via dalla giunta. Ma non esce dalla politica. Nella prossima tornata si candiderà sindaco. Contro il nuovo amore politico di Modestino. Chissà se prima, però, faranno pace. Dopotutto, se si sfasciano i piatti nel momento di separarsi, significa che ci si è tanto amati.

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