Sandro Bartolomeo non firma il Patto. Per unire il Pd

Il quattro volte sindaco di Formia non firma il Patto Trasversale per le Comunali con Lega, Udc e Civici di Costa. Ma lo fa per tenere unito il Pd. E portarlo tutto sull'accordo. Che candiderebbe sindaco Amato La Mura. A destra riunione di Conte. Ma Taddeo non ci va

Sandro Bartolomeo è l’uomo che ha vinto quattro volte le elezioni comunali di Formia. Ha attraversato l’evoluzione della sinistra nel Golfo. E in parte l’ha costruita. “Quando nel 1993 vinsi per la prima volta le elezioni amministrative con la lista Progetto per Formia anticipai di tre anni la nascita dell’Ulivo. Fui considerato un visionario, un folle. Invece capii prima di tutti che la componente post comunista poteva colloquiare benissimo con quella cattolica democratica, socialista ed ambientalista. Ora la Lega chiede al Pd di sedere allo stesso tavolo? È una proposta politicamente forte, ideologicamente dura da accettare da parte del mio Partito. Ma il tempo per effettuare una sintesi c’è: utilizziamolo al meglio”.

L’ex sindaco Bartolomeo è sereno il giorno dopo il “gran rifiuto”. Venerdì sera, al termine del vertice nel Grande Albergo Miramare, ha deciso di non sottoscrivere il documento politico che avrebbe dovuto dare il via alla coalizione elettorale per le prossime Comunali insieme a Lega, Udc e civici di Ripartiamo con voi.

Niente firma. Ma per unire

Amato La Mura, Sandro Bartolomeo e Maurizio Costa

Non lo ha firmato per dare più forza a quel documento. Sandro Bartolomeo sa che se lo avesse sottoscritto avrebbe spaccato in maniera irreversibile il Partito Democratico. Una parte lo avrebbe seguito. Ma una parte sarebbe rimasta convinta di non farlo. E di scendere in campo con un candidato identitario all’interno di un cartello del centrosinistra. Tre anni fa fu un fallimento che portò in Aula un solo Consigliere.

Per questo ha preso tempo. Per cercare di portare tutti sulla sua posizione. Anche a costo di aprire un confronto più vasto: con il Segretario provinciale Claudio Moscardelli e con il Regionale Bruno Astorre. Solo una volta incassato il placet del Partito Sandro Bartolomeo firmerà il documento che esprime come candidato a sindaco l’infettivologo Amato La Mura.

Non è un caso se l’ex sindaco l’altra sera, parlando con i suoi fedelissimi, ha definito la riunione di venerdì «molto fruttuosa ed utile. Ho rimarcato però agli amici che vanno fatti i dovuti passaggi nel Pd. Soprattutto con chi questo Partito lo guida».

Tocca a Moscardelli e Astorre

Bruno Astorre – (Foto: Imagoeconomica)

Bartolomeo ha già intensificato i contatti con Claudio Moscardelli e Bruno Astorre. Saranno loro ad illustrare la linea politica alla base del Partito cittadino. «Sono consapevole che stiamo proponendo una coalizione tra forze di estrazione politica e culturale diversa. – ha aggiunto l’ex sindaco – Ma dopo un preoccupante triennio di vuoto amministrativo, c’è bisogno di grande responsabilità per rimettere in sesto il comune. Il Pd se fa questo sarà ancora un attore protagonista nel futuro della vita amministrativa della città. In alternativa sarà condannato a svolgere un ruolo di mera testimonianza. E io voglio vincere».

Ma il resto della coalizione va di fretta. Vuole iniziare a definire le liste con le candidature, raccogliere le firme a sostegno, dare il via alla campagna elettorale. Gli hanno chiesto un segnale «entro dieci giorni, al massimo due settimane».

Le alternative: Aprea o Villa

Nella delegazione Dem con Sandro Bartolomeo c’erano l’ex consigliere comunale moscardelliano Gennaro Ciaramella e Antonio Capobianco. Sono gli stessi che dovranno incontrare la Segreteria cittadina del loro Partito, guidato da Luca Magliozzi. E sostenere la linea del patto trasversale. Bartolomeo fa il pompiere, si augura che avvenga «autonomamente e alla luce del sole nell’interesse solo di Formia».

In alternativa il Pd avrebbe altre due opzioni. La prima: presentare una candidatura autonoma ed il nome più gettonato è quello di un ex consigliere comunale, l’avvocato Mattia Aprea. La seconda: sostenere la nuova sfida elettorale del sindaco uscente Paola Villa alla quale ha fatto opposizione senza sconti nei tre anni di amministrazione finiti con la crisi dello scorso dicembre.

Paola Villa è ormai priva della coalizione vincente del 2018. Ha avviato contatti con il Meetup locale del Movimento Cinque Stelle.

Il fronte del centrodestra

Amato la Mura, Gianfranco Conte e Gianluca Taddeo

A poche ore di distanza dalla riunione del Patto Trasversale c’è stata la riunione del centrodestra. Si è tenuta sabato all’Appia Grand Hotel. Qui l’ex sottosegretario Gianfranco Conte ha ospitato un consulto delle sue tre liste civiche, allargato alla delegazione di Fratelli d’Italia. C’erano l’ex consigliere comunale e provinciale Pasquale Cardillo Cupo, il portavoce Giovanni Valerio ed il suo vice Stefano Di Russo

Non c’era invece Gianluca Taddeo, il Consigliere uscente indicato da Forza Italia come suo candidato sindaco. L’incontro dei giorni scorsi con Cardillo Cupo non porterà ad un’alleanza. Taddeo ha confermato che scenderà in campo «come penso lo sia a questo punto anche Gianfranco Conte». 

Conte sabato ha proposto di coinvolgere nella scelta del candidato a sindaco le segreterie politiche di Fdi e Forza Italia. Ma Taddeo ha confermato, invece, che una posizione politica ufficiale c’è già: l’unità del centrodestra su un candidato che sia espressione dei Partiti. E Gianfranco Conte non lo è.

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