Sanità, «Lazio fuori dal Commissariamento». Via il superticket di 10 euro

Foto: © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Vertice tra Ministero delle Finanze, Ministero della Sanità e Regione Lazio: "I conti sono in ordine, l'assistenza è migliorata, il commissariamento della Sanità può finire". Via al superticket nazionale di 10 euro.

I numeri ci sono, manca solo l’annuncio ufficiale: il Lazio ha i conti in ordine per poter uscire dal commissariamento della sua Sanità. Lo rivela Nicola Zingaretti al termine del confronto periodico tra Regione Lazio, Ministero dell’Economia e Finanze, Ministero della Salute. «Alla luce dei risultati emersi ritengo concluso il mandato commissariale assegnatomi dal Consiglio dei ministri il 1 dicembre 2017 e il 10 aprile 2018. Domani scriverò al presidente Conte per chiedere un incontro affinché si proceda agli atti amministrativi e di governo che noi reputiamo maturati nel corso di questi anni».

Cosa significa. La Regione Lazio ha messo le briglie ai conti della sua Sanità che erano fuori controllo. E grazie a quelle briglie sta non sta accumulando nuovo debito ma sta pagando con puntualità le rate dei 10 miliardi di debito accumulato per anni. Un debito che non è solo sperpero (o non è solo sperpero). Ma è il risultato di un modo sbagliato di gestire la Sanità: nel quale per decenni non si è tenuto conto dei bilanci, tanto avrebbe ripianato lo Stato.

Quei 10 miliardi di debito sono figli di 9 ospedali fotocopia che erano aperti in provincia di Frosinone e così era a Latina, Rieti, Viterbo. Di Roma è meglio non parlare.

Il livello cresciuto

Le briglie sono state messe riorganizzando, coinvolgendo i privati. Che fanno ad un costo più basso gli interventi e le prestazioni di routine. Mentre gli ospedali fanno le cose più costose e complesse. 

Il livello dell’assistenza? È migliorato, lo dicono i Lea, cioè i parametri che misurano la qualità del servizio. Non sono al top in Italia, c’è moltissimo ancora da fare. Ma sono meglio di ieri. (leggi qui Sanità, Lazio tra 8 giorni fuori dal commissariamento). Il tavolo ha confermato il raggiungimento del punteggio Lea di 180: il punteggio di appropriatezza nazionale è 160 punti, il Lazio è partito per il risanamento da quota 140 punti.

Il tavolo ha preso atto del processo di ricostruzione del sistema: verrà completato attuando i piani operativi 2019-2021.

Il percorso sottile

C’è poco da festeggiare: il percorso è sottile: lo ha messo in luce pochi giorni fa la Corte dei Conti dando il suo via libera, seppure con molte indicazioni. (La Corte dei Conti dice si: bilancio parificato, il Lazio può uscire dal commissariamento). Ma un dato è incontrovertibile: per la prima volta da quando sono state riformate le Regioni, il Lazio registra i conti della Sanità in positivo. I conti che sono sotto il 5% del budget da 5 anni consecutivi.

I tempi di uscita dal commissariamento? A questo punto tutto dipenderà dal Consiglio dei Ministri. Nicola Zingaretti commenta: «È sempre chiaro come si entra in un commissariamento, ma non è definito come si esce. Quello che è certo è che i motivi che hanno portato al commissariamento sono superati, sia dal punto di vista finanziario che da quello dei Lea. Sia da quello richiesto da Gentiloni nel 2017, dell’attuazione dei piani operativi. Quindi ora scriverò al premier per informarlo che il mandato che mi era stato assegnato è stato portato a compimento».

Sarà materia del prossimo Consiglio dei Ministri? «Dipende dall’istruttoria che viene fatta e da come viene calandariazzata, ma per quanto ci riguarda il mandato e’ stato soddisfatto» sottolinea l’assesore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato.

Via il super ticket

Non è l’unica buona notizia. In mattinata l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato ed il vice presidente della Regione Lazio Daniele Leodori, hanno firmato l’intesa con i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil per l’abolizione del super ticket nazionale.

Cosa cambia per i cittadini del Lazio: via la quota di 10 euro del ticket delle ricette sanitarie per la specialistica ambulatoriale, per gli over 60 anni e le categorie svantaggiate.

Un risparmio che toccherà una platea di oltre 400 mila soggetti interessati.

«Eliminiamo una tassa nazionale iniqua – spiega l’assessore D’Amato- Un risultato straordinario raggiunto grazie alla collaborazione di tutti e che ci permette di compiere un ulteriore passo in avanti verso una sanita’ piu’ giusta ed equa».

Cosa accadeva fino ad oggi: al ticket per qualsiasi tipo di prestazione di specialistica ambulatoriale si doveva aggiungere una quota fissa di 10 euro sulla ricetta, quota replicata per ogni singola ricetta (escluse esenzioni gia’ previste).

La Regione Lazio nel 2016 aveva gia’ disposto l’abrogazione della quota regionale di compartecipazione alla spesa sanitaria, abrogando il ticket di 15 euro sulla diagnostica (5 euro sulla fisioterapia e 4 euro per le visite specialiste e ambulatoriali).

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