Sanità, è sempre una questione politica

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Alla fine è sempre una questione politica. Hai voglia a dire che nella Sanità dovrebbero essere tenuti in considerazione soltanto competenze, curriculum, merito e risultati.

Quando nell’autunno scorso fu convocata la conferenza dei sindaci per esprimere un parere sull’operato dell’allora manager Isabella Mastrobuono, si disse che quel giudizio era “politico” e non avrebbe fatto la differenza. Invece è successo il contrario. Quel parere è arrivato prima della valutazione dell’organo tecnico e del giudizio finale della commissione regionale. Alla fine la Mastrobuono non è stata confermata al vertice della Asl di Frosinone e Nicola Zingaretti ha indicato Luigi Macchitella commissario.

Una formula, il commissariamento, neppure scelta a caso, perché in questo modo, qualora fosse stato deciso dai tribunali amministrativi reintegro della Mastrobuono, l’Azienda Sanitaria non si sarebbe trovata con due direttori generali. In realtà prima il Tar e poi il Consiglio di Stato hanno respinto la richiesta della Mastrobuono di “sospensiva”. Nel merito giudicherà il Tar, salvo poi ulteriore appello al Consiglio di Stato.

Intanto il tempo passa e, nel frattempo (il gioco di parole è voluto), dalla Asl sono andati via anche Mario Piccoli Mazzini e Roberto Testa, direttore amministrativo e sanitario della Mastrobuono. Macchitella “regna” da solo.

Ma la curiosità vera è che il Consiglio di Stato, nel rigettare la richiesta cautelare della Mastrobuono, ha detto che è prevalente l’interesse pubblico alla continuità dell’azione di governo della Asl di Frosinone. Si potrebbe sintetizzare in “lasciate lavorare Macchitella”.

La morale della favola è che Isabella Mastrobuono (che esattamente un anno fa veniva proposta da Zingaretti per la guida dello Spallanzani) ha iniziato a perdere terreno dopo lo scontro frontale con Mauro Buschini, assessore regionale del Pd. La vicenda giudiziaria non è chiusa e al Tar ci sarà un nuovo capitolo.

Intanto però alla guida della Asl c’è soltanto Luigi Macchitella. Fedelissimo di Nicola Zingaretti.

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