Battisti: “Su Fiuggi la tesi di D’Amico… fa acqua”

Colpi di stiletto dalla consigliera regionale Pd al presidente di ConfimpreseItalia. Lo fa sui grandi temi per poi affondare di punta sul caso della città termale. Ricordandogli anche le sue responsabilità.

Piero Cima-Sognai
Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Serve sostanza. E subito. Le imprese stentano a ripartire dopo la batosta assestata dal Covid-19. Ma per offrire loro un trampolino di rilancio serve un approccio più concreto, meno ideologico. Perché l’Istat da un lato disegna una situazione delicata ma dall’altro indica una capacità di reazione celere. E l’istituto centrale di statistica spiega anche il motivo : sta tutto nella capacità degli italiani d’essere formiche, saper mettere da parte più e meglio degli altri in Europa. In termini economici questo si traduce in un solo modo: gli italiani hanno uno stato patrimoniale solido. E questa è la base migliore per qualunque ripartenza.

Progetti e proposte alla mano, a suonare la carica è Sara Battisti: il Consigliere Regionale del Lazio (Pd) che da mesi sta lavorando sul rilancio turistico ed economico di Fiuggi. Con un piano di dimensione nazionale: che faccia perno sulla Regione Lazio e riporti Fiuggi in quell’olimpo delle mete turistiche dove si trovava qualche decennio fa. La stazione del Treno ad Alta Velocità a Ferentino, il Palacongressi da diecimila posti a Fiuggi, fanno parte di una stessa trama che Sara Battisti con pazienza sta tentando di cucire.

D’Amico? Non convince

GUIDO D’AMICO. FOTO © PAOLO CERRONI / IMAGOECONOMICA

Alla fotografia di un futuro incerto scattata nelle ore scorse su questo sito dal presidente nazionale di ConfimpreseItalia Guido D’Amico, Sara Battisti risponde con l’immagine di un Lazio e di un’Italia che non vogliono stare a guardare. Nei quali la politica faccia fino in fondo la sua parte. Senza alcuna intenzione di sentirsi convitata di pietra al tavolo della ripresa economica dopo il Covid. (Leggi qui Decreto Agosto, ripresa mia non ti conosco. D’Amico non sa a chi spiegarlo).

Sara Battisti offre a Guido D’Amico la sua versione del caso Fiuggi. La prima considerazione di Battisti è ovvia ma doverosa. «Non ho mai sentito dire che sarebbe stato semplice. Che cioè sarebbero bastati gli interventi del Governo o quelli della Regione Lazio per far ripartire l’economia del nostro Paese. Come nel resto dell’Italia, anche in Provincia di Frosinone ci sono piccole e medie imprese che faticano a ripartir

Via l’ideologia

Sara Battisti

«Il tema però non può essere affrontato con approccio ideologico. Invece può esserlo provando ad osservare con attenzione i dati e accompagnare il Paese e la Regione verso una lenta ma certa ripresa».

Il nodo da sciogliere è quello Istat. Se per D’Amico i dati sono indicativi di una realtà ‘immaginaria’, per Battisti a saperli leggere segnano un trend preciso.

«Partiamo ovviamente da quelli forniti dall’Istat che se messi a confronto con lo scorso anno mostrano un segno meno. Tuttavia raccontano però di una parte di Paese in grado di reagire velocemente. Questo grazie ad uno stato patrimoniale delle famiglie italiane sufficientemente solido da rialzare i consumi dopo il lockdown».

Tutto ora è incerto: perché sta avvenendo in fretta, così tanto che è difficile riuscire a pesare se e quanto sono efficaci i provvedimenti che Regione Lazio e Governo stanno mettendo in campo. A rendere poi il tutto più complesso è la curva dei contagi tornata a salire. Insomma, le norme anti Covid hanno provato a dare ossigeno finanziario ma allo stesso tempo hanno stretto la morsa intorno al collo delle imprese che più patiscono la loro applicazione.

«Infatti sempre l’Istat rileva che il settore della ristorazione e dell’alberghiero è in difficoltà. Che almeno la metà delle attività rischiano la chiusura, mettendo a rischio più di 700.000 posti di lavoro. Così come versano in uno stato di difficoltà il settore della cultura e dello sport. Al momento la fotografia è questa, il futuro è incerto ed è chiaro che le istituzioni dovranno prestare massima attenzione nell’indirizzare le risorse. Così come la classe politica del nostro territorio è chiamata ora ad una grande responsabilità».

Un dibattito nato nei ‘Fantini days’

LUCA FANTINI

La risposta definitiva saranno i fondi che l’Italia è riuscita ad ottenere dall’Unione Europea. Per fare quelle infrastrutture con cui smettere di vivere a debito. Ma occorre un salto in avanti: nel dibattito, nei temi, nei progetti.

«Ho avuto modo di dirlo più volte, durante i giorni del Congresso che ha eletto il nuovo Segretario Provinciale del PD di Frosinone. Inizierà un dibattito serrato che porterà a scelte strategiche. Scelte relativamente a come far crescere l’Italia in funzione del Recovery Fund. Sostegno alle imprese, investimenti pubblici, digitalizzazione, servizi alla persona. E poi organizzazione del sistema sanitario, promozione e valorizzazione di uno dei Paesi più belli del mondo».

Poi l’affondo. «Ed è li che si deciderà anche il futuro della nostra terra. Lì bisognerà essere all’altezza del ruolo e della funzione che ognuno di noi ricopre. Vale per la politica, per le istituzioni, per le associazioni di categoria, per i sindacati. Per questo prestiamo attenzione alla stagione che abbiamo davanti. Facciamolo invece di polemizzare a difesa di una bandiera».

E a proposito del caso Fiuggi…

Battisti poi inquadra il problema frusinate esattamente partendo dal nervo scoperto da D’Amico. Stesso trampolino, rotta differente. Con qualche stoccata di garbo e nerbo.

«Al Presidente di ConfimpreseItalia, Guido D’Amico ricordo una cosa. A lui che ha richiamato come esempio Fiuggi per descrivere gli effetti di politiche e di una classe dirigente territoriale assente, a detta sua ovviamente. Che cioè proprio lui è Consigliere di Amministrazione di ATF, partecipata del Comune di Fiuggi. Parliamo dell’azienda che gestisce il patrimonio del marchio dell’Acqua di Fiuggi. Quindi imbottigliamento, due parchi termali, uno dei campi di golf più longevi d’Italia».

«Il ruolo del management di questa azienda dovrebbe essere quello di programmare le stagioni turistiche della città. E oggi, nonostante ci venga raccontato di un Bilancio risanato, abbiamo assistito alla chiusura di uno dei due parchi termali durante questa stagione estiva. Poi della riduzione di servizi e degli eventi all’interno dei parchi. Infine di una strategia di comunicazione evidentemente inefficace».

Bilancio risanato con i tagli

Il sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini © Valerio Portelli / Imagoeconomica

«Questo stato di cose non può essere giustificato unicamente con il presunto risultato raggiunto di un risanamento di Bilancio. Anche perché è facile intuire che questo risultato è avvenuto a danno di un’intera collettività. E con essa del suo indotto. Di fatto si è scelto di risanare un Bilancio non intervenendo sulle voci in perdita ma tagliando i servizi».

Di cosa avrebbe avuto bisogno la perla termale della Ciociaria secondo Battisti? «Iniziamo a dire che Fiuggi aveva bisogno di una programmazione e di una promozione capace di attirare il così detto turismo di prossimità. Sempre i dati Istat rilevano che gli italiani hanno prediletto, oltre le zone balneari, le località in grado di offrire un pacchetto turistico esperienziale. Cioè natura, sport all’aria aperta, benessere, gastronomia».

Poi l’affondo. Che è una chiamata di responsabilità anche al presidente D’Amico in virtù del suo ruolo all’interno della Acqua e Terme. «Fiuggi non è l’esempio di una città che trova nella pandemia la ragione della crisi delle attività ricettive. È l’esempio di scelte evidentemente sbagliate su come riconvertire l’offerta turistica».