Scaccia: «Mi godo mia figlia, per fare il Sindaco c’è sempre tempo»

L’assessore uscente al Commercio, già vice di Ottaviani, è uno di quelli rimasti fedeli: «Non come il Polo Civico». Il leader della Lista per Frosinone non si è candidato alle Primarie del centrodestra per due motivi: «La mia bimba di un anno e il nome di Mastrangeli»

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Lo davano ormai per candidato sindaco di Frosinone. A sostenerlo sarebbero stati principalmente i Fratelli d’Italia con tanto di strappo dal resto del centrodestra. Era tutta una voce quando rassegnò le dimissioni da vicesindaco di Frosinone. «Ma era negli accordi, non per chissà cosa», ribadisce ora Antonio Scaccia.

Parliamo di oltre un anno e mezzo fa: quando la piena unità del centrodestra non era ancora cosa fatta in vista delle Elezioni Amministrative di domenica 12 giugno. Ancor prima, però, il leader della Lista per Frosinone Antonio Scaccia aveva «già chiesto la disponibilità a Riccardo a candidarsi a sindaco». Riccardo è il farmacista Mastrangeli, suo collega di Giunta. Che ora è in campo in rappresentanza del centrodestra. Anzi, tanto per fare una semi-citazione semi-sgradita, il Campo largo di centrodestra: che accoglie anche liste civiche con un po’ di Sinistra.

L’assessore uscente al Commercio – Industria – Suap, a cinque giorni dalle Elezioni Amministrative 2022, ci tiene a a sottolinearlo. È stato «il primo ad indicare Mastrangeli come candidato sindaco dopo Ottaviani dichiara Scaccia – ma ha voluto rifletterci su ed ha sciolto la riserva negli ultimi tempi». Partecipando alle Primarie del centrodestra, anzi “per la città” in maniera trasversale, e stravincendole: con il 70% dei voti.

«Che alla fine le vincevo pure le Primarie»

Scaccia, con il candidato sindaco Mastrangeli, durante il lancio della Lista per Frosinone

«Poi c’era il rischio che le vincessi io quelle Primarie», dice sorridendo Antonio Scaccia, scherzando. Ma fino ad un certo punto.

Perché ha fatto un passo di lato? Per due “semplici” motivazioni: «Ho una bambina di un anno e voglio godermela. E poi il nome di Mastrangeli, la sintesi per l’unità del centrodestra». E quando sua figlia avrà sei anni? «Non escludo affatto di candidarmi a sindaco, ma nemmeno di correre alle prossime Elezioni Regionali, magari nella lista civica del candidato presidente, chissà».

Nel 2023 la sua bimba avrà due anni, ma del resto certi treni passano una volta sola. La corsa allo scranno più alto del comunale Palazzo Munari? Quella, sì, può attendere. Oltre un mese fa Scaccia ha presentato la ventennale Lista per Frosinone: un pezzo di storia politica in città, fondata dal compianto padre Gennarino.

Alle Comunali 2017 ha raccolto oltre il 5% dei consensi. È tra quei bottini che possono spingere un candidato sindaco alla vittoria al primo turno. Come accade al secondo Nicola Ottaviani con il 51%. Ora il sindaco uscente, coordinatore provinciale della Lega, si conterà nella sua Lista Civica Prima Frosinone – anziché sul Carroccio – per mostrare al Partito quanto pesa Ottaviani nel Capoluogo ciociaro. «Una persona con una testa a parte», lo definisce Scaccia.

Dimissioni, Polo Civico, passo di lato

Nicola Ottaviani e Gianfranco Pizzutelli
Assessore, ripartiamo da una tappa importante: le dimissioni da vicesindaco. A suo tempo se ne dissero tante. Anche di un acceso chiarimento con il sindaco Ottaviani. Qual è la sua verità?

«La questione è stata volutamente fraintesa. Gli accordi erano che io avrei dovuto avere la delega per dodici mesi. Invece ero arrivato al quindicesimo mese e si erano rese necessarie se non obbligatorie le mie dimissioni. La delega era ormai in quota al Polo Civico, quindi l’ho semplicemente restituita. E non c’è stata nessuna litigata con Nicola (Ottaviani, ndr), assolutamente».

Poi, però, il Polo Civico ha rimpiazzato l’assessora alla Polizia Locale Francesca Chiappini con Nohemy Graziani e poi quest’ultima con Elisabetta Tozzi. Nel mentre, per via del suo passaggio a FdI, la revoca dell’assessore ai Lavori Pubblici Fabio Tagliaferri, già vicesindaco, e la nomina di Angelo Retrosi. Ora il movimento di Gianfranco Pizzutelli sta nel Campo largo di centrosinistra. Che pensa del Polo Civico?

«Il Polo Civico stava prendendo una posizione ambigua già dai primi movimenti in Giunta. Avendo capito questa cosa, me ne sono tirato fuori. Non potevo stare sotto il ricatto politico di queste persone. Insieme era stato intrapreso un percorso intelligente e avremmo potuto fare buone cose. Non nel momento in cui si cambia da una parte all’altra e in maniera così strana. Io allora mi dissocio e resto dove sto. La buona politica, alla fine, paga».   

Dalle dimissioni al suo passo di lato rispetto alla candidatura alle Primarie. A fine gennaio il capogruppo Marco Ferrara dichiarò pubblicamente che il candidato della Lista per Frosinone sarebbe stato lei. Dopo la sua rinuncia, a favore di Mastrangeli, Marco Ferrara è tornato con Fratelli d’Italia «in segno di protesta». Che dice a riguardo?

«Dico che era Ferrara stesso che voleva essere candidato alle Primarie. Rilasciò dichiarazioni a mio favore perché stava già preparando l’uscita dalla Lista per Frosinone. Lui che non si candida alle Primarie, io che faccio il passo di lato ed ecco la scusa per andarsene. In realtà già stava con una scarpa dentro a Fratelli d’Italia».

«Ancora me lo chiedono ‘perché no?’»

Il già vice sindaco di Frosinone Antonio Scaccia (Foto: Stefano Strani)
Tra il suo elettorato, però, c’è sicuramente chi le chiede ormai di candidarsi a sindaco. Cosa risponde solitamente a quelle persone?

«Il passo di lato lo sto spiegando ancora adesso ai miei elettori. Il primo motivo è che ho una figlia di un anno. Candidarsi ed essere eventualmente eletto sindaco avrebbe praticamente significato vederla dopo cinque anni. La candidatura a sindaco è impegnativa. La seconda motivazione è che, se si è trovata subito una quadra sul candidato, è giusto puntare su Riccardo (Mastrangeli, ndr), persona di esperienza e capace. A me è andata bene questa candidatura, ma non escludo che in futuro sicuramente un passo del genere lo farò».

Quindi per lei Riccardo Mastrangeli è il nome perfetto?

«Posso dire a gran voce di essere stato il primo a indicare il nome di Riccardo, un paio di anni fa. Gli chiesi la disponibilità, poi lui ha voluto rifletterci su per questioni personali. Quando ha sciolto la riserva, con me ha sfondato una porta aperta. Al sottoscritto interessa l’unità della coalizione, quindi l’importante era trovare un nome di sintesi. Del resto c’era anche il rischio che io le vincessi le Primarie del centrodestra (sorride, ndr)».

La Lista per Frosinone, nel nome di Gennarino Scaccia, ha ormai venti anni ed è radicata sul territorio del Capoluogo ciociaro. Pensate di accrescere il consenso?

«Sono convinto che avrà una buona affermazione. È rimasto lo storico zoccolo duro e c’è stato un rinnovamento generazionale. Abbiamo ringiovanito la squadra e ci sono forze nuove».

Cosa c’è di vero, invece, tra lei e Fratelli d’Italia?

«Quello è davvero un romanzo, perché all’epoca penso proprio che fosse soltanto una manovra per sfasciare l’unità dell’amministrazione Ottaviani».

Vittoria al primo turno, Ottaviani, Regionali

Nicola Ottaviani e Antonio Scaccia
Crede che la storia che intende scrivere Ottaviani, lasciare il testimone all’amico Mastrangeli, potrà avverarsi al primo turno?

«Credo che ci siano le condizioni per la vittoria al primo turno. Ma, se non al primo, vinciamo al secondo turno. Secondo me Nicola Ottaviani è stato il miglior sindaco degli ultimi quarant’anni se non prima. Nicola è una persona veramente in gamba, preparata, con una testa a parte. Lo stimo in primis come amministratore. È sotto gli occhi di tutti, non serve inventare nulla. Non per niente la sua Lista Civica sarà con tutta probabilità la più votata di tutti. Attenzione, però, a Fratelli d’Italia».  

Se dovesse dire chi preferisce tra Lega e Fratelli d’Italia, cosa direbbe? O intende restare Civico?

«Voglio aspettare il risultato elettorale per capire cosa riusciamo a fare. Dopodiché non è nemmeno esclusa una candidatura alle Elezioni Regionali. Perché, con le giuste condizioni, la valuto. Magari nella Lista Civica del candidato presidente del centrodestra, chi può dirlo. Per ora non lo escludo. Se si creano le condizioni, bene. Altrimenti non è che le candidature me le vado a cercare. Vale anche per gli incarichi nella Giunta comunale, aspettiamo il risultato elettorale».

Un’ultima domanda: ma Massimo Ruspandini e Fabio Tagliaferri, leader provinciale e coordinatore cittadino di FdI, glielo hanno già proposto di passare con il Partito della Meloni?

«Assolutamente no. A suo tempo sapevano soltanto che c’era un problema di comunicazione tra Nicola (Ottaviani, ndr) e Fratelli d’Italia. E tentavano di pompare la questione e sfasciare la maggioranza. Tutto qui».  

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