Scala reale o bluff? Zingaretti vuole andare a vedere le carte di Renzi

Caos totale sulla prescrizione: l’ex rottamatore annuncia la sfiducia al ministro Bonafede, che replica: “Faccia pure”. Il Partito Democratico avverte Italia Viva, mentre aumenta l’irritazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma la partita vera è tra Nicola Zingaretti e Matteo Renzi, la resa dei conti.

La minaccia del leader di Italia Viva Matteo Renzi: “Presenteremo la sfiducia al ministro della giustizia Alfonso Bonafede”. La reazione durissima del Partito Democratico, con il segretario Nicola Zingaretti che lascia trasparire tutta la sua insofferenza nei confronti dell’ex Rottamatore. Il ministro Dario Franceschini, capo delegazione dei Democrat al Governo, che avverte Renzi: “Andresti contro tutto il governo”. Il ministro Alfonso Bonafede (Cinque Stelle), fedelissimo di Luigi Di Maio, che lancia la sfida al fondatore di Italia Viva: “Faccia pure, il provvedimento resterà così com’è”.

Alfonso Bonafede © Imagoeconomica / Livio Anticoli

Intanto però l’emendamento con la modifica nel decreto Milleproroghe non c’è. Forse perché il profilo costituzionale di un provvedimento del genere ha bisogno di atti specifici e non può essere inserito in un Milleproroghe qualunque.

Ma in tutto questo caos che scuote ormai almeno tre volte al giorno la maggioranza giallorossa c’è pure la posizione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il quale ha fatto filtrare la sua posizione: il Capo dello Stato è stufo e in caso di crisi si andrà alle urne.

Lo scontro ha mille sfaccettature. Da una parte c’è quella evidente tra Matteo Renzi e il Movimento Cinque Stelle, su un tema, quello della Giustizia, nel quale entrambe le formazioni politiche si giocano quel che resta dei rispettivi elettorati.

Però il braccio di ferro politico vero è tra Matteo Renzi e il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti. È il confronto fra loro che dirà se e come questo governo andrà avanti. Da tempo, da prima della scissione, i due non si sopportano. La caduta del primo governo guidato da Giuseppe Conte li ha portati dalla stessa parte, ma con molta riluttanza. Zingaretti era contrario alla formula della maggioranza giallorossa, aveva appena intrapreso il percorso di Piazza Grande e immaginava una lunga traversata nel deserto. Poi ha cambiato idea e ora è lui quello che tiene insieme sia il governo che la maggioranza.

Matteo Renzi © Imagoeconomica / Livio Anticoli

Matteo Renzi invece continua a giocare da battitore libero e nella fase della “distruzione” non ha rivali. Lo ha fatto con Salvini, può rifarlo con Conte.

Il premier Giuseppe Conte è il grande assente di questa fase. A dimostrazione che quando non si ha un Partito di riferimento, alla fine si è destinati a fare il vaso di coccio tra vaso di ferro. Molto probabilmente Matteo Renzi tornerà alla carica per chiedere il cambio del premier. Magari proporrà Dario Franceschini, al quale sarebbe complicato dire no da parte dei Democrat.

Ma Nicola Zingaretti sta guardando a qualcosa di diverso: alla costruzione di un nuovo centrosinistra e ad una stagione congressuale “rivoluzionaria”, con diecimila assemblee di circolo. Considera Matteo Renzi un eccellente giocatore di poker, ma è intenzionato ad andare a… vedere. Convinto che il leader di Italia Viva non abbia una scala reale. Vuole scoprire il “bluff” Zingaretti. Ma rischia anche lui.

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