Francesco Scalia ‘benedice’ De Angelis e Pompeo (di C. Trento)

L’ex senatore rompe un lungo silenzio e per la guida dell’area “chiama” Pompeo. «De Angelis fa bene a candidarsi alla segreteria regionale: così rafforza il territorio»

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Rompe un silenzio lunghissimo, iniziato il 4 marzo, giorno delle elezioni politiche che hanno sancito la netta sconfitta del Partito Democratico. Da allora l’ex senatore Francesco Scalia è «un semplice militante». Ma è evidente che la leadership resta la stessa.

E poi c’ è la questione dell’area politica, nella quale è aperta la “successione”. Un’area che a livello nazionale fa riferimento a Luca Lotti e, quindi, direttamente a Matteo Renzi.

 

Intanto però Francesco De Angelis, leader della componente maggioritaria (orfiniana) e grande rivale di Scalia per anni, si candida per la segreteria regionale.

Argomenta Francesco Scalia: «Si tratta di un’ ottima idea. Francesco De Angelis fa bene a candidarsi alla segreteria regionale. Per quello che mi riguarda è un modo per riequilibrare i rapporti all’ interno del partito, con la provincia di Roma soprattutto. Va sostenuto in questa iniziativa».

Come valuta Scalia i dati delle ultime elezioni amministrative in provincia di Frosinone? Spiega: «Beh, intanto c’ è da sottolineare lo straordinario successo di Antonio Pompeo, anche sotto il profilo del carattere dell’ uomo. Un risultato che parte da lontano e che rappresenta il coronamento e la continuazione di un lavoro di squadra iniziato tanto tempo fa, un lavoro iniziato proprio da Ferentino».

Evidente il riferimento al fatto che, prima di Pompeo, a Ferentino ci sono state le consiliature segnate da Francesco Scalia e Piergianni Fiorletta. Ma non soltanto. Infatti Scalia sottolinea: «A Ferentino il Partito Democratico ha contribuito a mettere in campo tre liste civiche, oltre alla propria. A dimostrazione di uno spirito di coalizione fortissimo. Il risultato più negativo, inutile girarci intorno, si è registrato ad Anagni, dove sul piano politico c’ è stato un “ suicidio” . Più o meno assistito, lasciatemelo dire».

 

Una stoccata in punta di fioretto, che però centra il cuore del problema. Chi sarà il leader provinciale dell’ area di Scalia? Fra l’ altro proprio ieri sera c’ è stato un incontro della componente, riguardante non soltanto la provincia di Frosinone. Presente, oltre a Scalia, anche l’ ex senatore pontino Claudio Moscardelli.

Rileva Francesco Scalia: «Intanto cominciamo con il dire che si tratta di un’area che esprime il presidente della Provincia Antonio Pompeo, numerosi sindaci, consiglieri provinciali e comunali, assessori. Insomma, una componente in salute. La leadership si conquista sul campo, è una sorta di riconoscimento. Il mio ragionamento è questo: Antonio Pompeo è il massimo rappresentante istituzionale di questa area. Presidente della Provincia e sindaco di Ferentino. Ha dimostrato di avere carattere e sul piano organizzativo è strutturato moltissimo. Ci sono le condizioni quindi, ma la leadership dovrà conquistarla sul campo».

 

In ogni caso, quella di Francesco Scalia nei confronti di Antonio Pompeo è un’ investitura in piena regola. Ma i Democrat come debbono riorganizzarsi sul piano nazionale e anche provinciale? Afferma Scalia: «Dobbiamo farci trovare pronti e, al tempo stesso, ragionare sul medio e lungo periodo. Non nutro grande fiducia sulla durata di questo governo. Intanto perché la presunta “diversità”  del Movimento Cinque Stelle non esiste e se questo è l’esecutivo del cambiamento, ridateci la Prima Repubblica. Ma il punto vero è che i pentastellati non si “vedono”, sono stati già schiacciati e oscurati dalla Lega di Matteo Salvini. Prima o poi questo dato di fatto farà esplodere la coalizione. Noi dobbiamo rivendicare con orgoglio quanto fatto dai governi Renzi e Gentiloni. Nell’ultimo anno gli sbarchi sono diminuiti dell’ 82%. E senza lasciare nessuno al largo».

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