Il diritto di veto di Schietroma e la libertà di giudizio (il nostro)

E’ proprio l’assenza di impronte digitali a dare alle varie operazioni le stimmate del delitto politico perfetto.

Operazioni che soltanto un politico sopraffino del livello di Gian Franco Schietroma può aver fatto. Altri, le impronte le avrebbero lasciate.

Il leader socialista continua a mantenere una roccaforte assoluta a Frosinone, considerando che ottiene comunque un risultato cinque volte superiore a quello nazionale.

Giura che non ha mai posto veti ai candidati Pd, respingendo l’analisi fatta nei giorni scorsi da Alessioporcu.it. Secondo la quale, se il Pd vuole ripartire deve lasciarsi alle spalle ciò che hanno rappresentato Schietroma ma anche da Michele Marini e Domenico Marzi (leggi qui ‘Il primo passo per il Pd: rompere con Schietroma, Marzi e Marini’). Gianfranco Schietroma non ci sta e dice che mai ha posto veti dal momento che il Psi ha sempre appoggiato candidati Pd (leggi qui la versione di Schietroma).

E’ vero: ha sostenuto Fabrizio Cristofari, dopo aver ottenuto che il candidato sindaco e lo stato maggiore del Pd locale andasse a tributargli omaggio nello studio di piazza Cairoli. Altrettanto è vero: ha ritirato la candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi dopo che però la stessa designazione era servita per far capire chiaramente al Pd che mai avrebbe sostenuto Norberto Venturi oppure Angelo Pizzutelli, entrambi con il peccato originale di essere fuoriusciti dal Partito Socialista.

Il diritto di veto (strumento legittimo in politica fin dai tempi antichissimi, riconosciuto peraltro in sede di consiglio di sicurezza dell’Onu) Gianfranco Schietroma lo ha esercitato eccome: sbarrando di fatto al strada a Pizzutelli e Venturi. I quali però hanno superato quota 700 e 400 preferenze personali nel Pd.

Se questo non è vero, Schietroma ha un modo solare per chiarirlo. Può fare una cosa semplicissima: dichiarare ad Alessioporcu.it che il Psi è pronto a sostenere la candidatura a sindaco di Angelo Pizzutelli (primo degli eletti), iniziando a lavorare da subito alla “remuntada” del centrosinistra per le elezioni che si terranno tra cinque anni. O prima se Nicola Ottaviani sceglierà altre strade.

Cinque anni fa lo stesso Gianfranco Schietroma esercitò una sorta diritto di veto (per la verità era in buona compagnia, con oltre mezzo Pd), dicendo no al sostegno alla rielezione di Michele Marini e contribuendo a spaccare il centrosinistra, posizionandosi su Domenico Marzi. Spiegando che la scelta era dettata dal fatto che Marzi era stato migliore come sindaco di Marini. Il Psi adottò quella scelta in modo sofferto, con Angelo Pizzutelli e Massimo Calicchia in evidente difficoltà per il fatto del mancato sostegno al sindaco che avevano lealmente appoggiato e sostenuto per i 5 anni precedenti, collaborando in modo attivo con la sua amministrazione.

E’ tutto politicamente legittimo e normale.

Soprattutto con un Pd in queste condizioni da cinque anni, incapace di sostenere i suoi candidati a sindaco in maniera unitaria.

Gian Franco Schietroma si sbaglia però: non intendiamo ambire alla segreteria del Pd. Perché siamo consapevoli che riusciremmo solo a combinare disastri più grossi di quelli fatti dal peggiore segretario che quel Partito ha avuto, chiunque esso sia.

Semplicemente vogliamo continuare a fare ciò che abbiamo iniziato due anni fa. E cioè raccontare i fatti e ad esprimere giudizi. Aggregando e catalizzando le migliori risorse presenti sul territorio, diventando complementari e mai alternativi agli organi di informazione tradizionali. Una cosa nuova, insomma: mai vista in provincia di Frosinone.

E’ per questo forse che suscitiamo in molti l’orticaria. Ed anche perché non abbiamo mai avuto la vocazione a cantare in coro.

Proprio per questo ci permettiamo di rivolgere una domanda a Gian Franco Schietroma: se in pochi anni sono andati via Norberto Venturi, Angelo Pizzutelli e Stefano Pizzutelli (il 5% che manca al Psi è probabilmente il suo), possibile che non ci sia spazio per un’autocritica?

Possibile che siano tutti nel torto politico? Non è che magari Venturi e i due Pizzutelli abbiano una visione di centrosinistra divergente da quella del leader del Psi?

Una cosa è certa: i fasti elettorali di Domenico Marzi e Michele Marini sono un lontano ricordo. Nella scale di responsabilità politiche il Pd è inarrivabile. Però magari anche il Psi potrebbe fare una riflessione.

Forse i veti non aiutano, magari innalzano muri invece che gettare ponti.

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