Scintille e parole grosse prima del Consiglio alla camomilla

Scintille, parole grosse e contrapposizioni nel dibattito sul dopo De Luca. La destra è tornata 'sangue e arena'. Il Consiglio invece è stato soporifero

Paolo Carnevale

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Non è stato soltanto il Consiglio. Le cose più interessanti sono accadute prima e probabilmente accadranno dopo. Il Consiglio è quello che c’è stato ad Anagni per l’approvazione del Bilancio consuntivo.

Un’assise particolarmente attesa in città, dopo l’uscita clamorosa dell’assessore al bilancio Giuseppe De Luca. Che ha deciso di farsi da parte dichiarando un forte malessere nei confronti del resto della maggioranza. (Leggi qui De Luca si dimette e mette in dubbio il bis di Natalia. E leggi anche La verità dell’ex assessore: “Molti si lamentano, io ho agito”).

La riunione per nulla tranquilla

Giuseppe De Luca

Il gesto di De Luca ha ovviamente messo in moto la macchina per arrivare alla sostituzione dell’esponente del gruppo Anagni in comune. E proprio qui sta il “prima” del Consiglio. Ovvero, la riunione che si è tenuta due giorni fa tra le anime della maggioranza presso il palazzo comunale. Per fare il punto della situazione in vista del Consiglio; e, ovviamente per tracciare la rotta su quello che bisognerà fare a proposito della scelta del prossimo assessore.

Una riunione che, nonostante le attestazioni di tranquillità, non è stata tranquilla affatto. Anzi, in diversi momenti, pare ci siano stati passaggi piuttosto tesi tra alcuni esponenti del centrodestra.

Per esempio, ci sarebbero state uno scambio di battute molto forte, ai limiti della colluttazione fisica, tra il volto maschio della destra anagnina, il consigliere comunale e provinciale di Fratelli d’Italia Riccardo Ambrosetti e l’ex sindaco di Anagni Franco Fiorito che ormai ha decisamente stabilito di saltare il fosso e tornare alla politica attiva, posto che l’avesse mai abbandonata. 

La riunione ha avuto anche il merito di fare chiarezza rispetto alla decisione da prendere sul successore di De Luca. Le ultime notizie danno in deciso arretramento le sorti di Guglielmo Vecchi; non a caso l’esponente di Idea Anagni che infatti ieri in Consiglio è apparso a molti piuttosto giù di tono rispetto alle abituali apparizioni.

Poca carne sul fuoco del Consiglio

La seduta del Consiglio

Il Consiglio comunale in sé ha detto obiettivamente poco; anche la durata, che ci si aspettava molto più imponente, si è limitata a poco meno di 2 ore di rituali stoccate tra maggioranza ed opposizione. Con questi ultimi a parlare di “amministrazione inesistente” e con la maggioranza a replicare che “sarà il popolo a giudicare”.

I dettagli da analizzare però non sono mancati. Come ad esempio l’assenza, molto visibile, del consigliere di Forza Italia Pierino Naretti. C’era in platea il suo mentore, Guglielmo Rosatella, che non ha voluto spiegare le ragioni del forfait. Che però non fa altro che confermare le voci di una tensione molto consistente tra il consigliere comunale di Forza Italia ed il sindaco, che è un dirigente provinciale dello stesso Partito. 

Le prospettive

Daniele Natalia

Adesso le prospettive si spostano sul “dopo”: ovvero sul prossimo Consiglio comunale, quello del Bilancio di previsione che si terrà tra pochi giorni. Difficile dire se per quella data verrà già nominato un nuovo assessore al Bilancio.

Per il quale, a questo punto, le alternative sono due; un tecnico che potrebbe essere individuato all’interno della lista dell’ex assessore, Anagni in comune, o un esponente molto più organico alla maggioranza, anche e soprattutto in funzione preelettorale. Scelta quest’ultima che però con ogni probabilità provocherebbe, l’uscita dal consiglio di Magno D’Angeli, unico consigliere del gruppo in assise. E con un Naretti già ballerino di suo, non sarebbe un bel segnale.

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