Scontro in Aula sul Bilancio: la seduta viene sospesa

La tensione durante il Consiglio Comunale obbliga il presidente d'Aula a sospendere i lavori. Ma si pone un problema sull'assessore. Il sindaco gli conferma la fiducia. Il caso Naretti. Che per molti in realtà è un 'caso Rosatella'

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

La cosa più imbarazzante sono state le facce. Perplesse, in qualche caso sbigottite. Incapaci di credere a quello che stava succedendo. Le facce di chi non riesce a darsi una spiegazione razionale. E si vergogna di quello che vede.

Anche perché, ed il dettaglio non è per niente secondario, le facce in questione non erano quelle della minoranza. Ma della maggioranza. Quella del comune di Anagni. Che comincia a vedere nel suo assessore al Bilancio un problema.

Il Consiglio Comunale di Anagni © Ettore Cesaritti

C’è un problema Marino in città? Forse sì, a giudicare dall’atteggiamento dei suoi colleghi di maggioranza. Perché fino a quando le dichiarazioni e gli atteggiamenti polemici dell’esponente di Cuori anagnini scatenano le polemiche della minoranza, è quasi fisiologico. Come era fisiologico che l’altro giorno i membri dell’opposizione, in consiglio, si lamentassero aspramente della mancanza di risposte arrivata dall’assessore su tutta una serie di domande.

Domande prevedibili, visto che si parlava di variazioni di bilancio, anche piuttosto consistenti, in qualche caso. Solo che sulle questioni sollevate non c’è stata risposta. Solo una sequela di polemiche. Che hanno scatenato una reazione furibonda; tanto da costringere il presidente De Luca a sospendere la seduta.

Alla fine, come ci si poteva aspettare, il punto è passato. Ma la questione rimane. Non è la prima volta che, quando si parla di bilancio e di cifre, qualcun storce il muso davanti alla competenza dell’assessore. Era già capitato, quando qualcuno era giunto a rimpiangere Aurelio Tagliaboschi.

La novità sta nel fatto che voci di questo tipo cominciano a trapelare anche dalla maggioranza. Voci anonime, ovviamente, molto riservate. Ma il cui tono è identico. “Marino dovrebbe concentrarsi solo sulla Cultura”, “il sindaco dovrebbe togliergli la delega per affidarla ad una persona con esperienza”.

Voci che in pubblico vengono silenziate. Ma in Consiglio, appunto, l’imbarazzo era palpabile. Come era palpabile ieri il nervosismo del presidente del consiglio comunale De Luca nel ricordare in pubblico a Marino che la seduta era stata sospesa.

Il sindaco con l’assessore Marino

Resta da capire cosa potrebbe fare il sindaco Daniele Natalia. Che già qualche giorno fa aveva rimproverato aspramente l’assessore sul caso dei manifesti sbagliati. Chi c’era, sostiene che sulle polemiche di ieri il primo cittadino avrebbe adottato un atteggiamento di tolleranza. Sostenendo che Marino, in ogni caso, va lasciato crescere anche attraverso gli errori. Il problema è vedere fino a che punto arriveranno questi errori. E fino a quando il resto della maggioranza farà finta di niente.

Una maggioranza che, per inciso, deve anche gestire il caso Naretti. Che, nelle ultime ore, si va sempre più configurando come un caso Rosatella. (leggi qui Se l’accenZione diventa un marchio e l’apostrofo un accessorio)

In altre parole, la restituzione delle deleghe di Naretti sarebbe figlia dell’insoddisfazione del leader locale di Forza Italia; che avrebbe premuto fino allo spasimo per avere la poltrona di assessore a Lavori Pubblici, senza riuscirci. Generando perciò una polemica tale da costringere Naretti ad un passo indietro.

Anche in questo caso, è molto improbabile che le fibrillazioni possano generare una spaccatura vera e propria. Comunque vada, l’immagine della maggioranza coesa e compatta è, evidentemente, solo una fotografia ufficiale. Dietro la quale si agitano tensioni notevoli.

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