Scontro nel centrodestra: in Regione Lazio tutti contro Forza Italia

Tutti contro Forza Italia in regione Lazio. la Lega annuncia che non si siederà più a tavoli con il Partito di Berlusconi. Accusato di flirtare con Zingaretti. Attacchi da Toti, che presenta il Gruppo. La dura replica di Giuseppe Simeone

Fuoco amico su Forza Italia. L’assalto alla fortezza di Silvio Berlusconi in Regione Lazio è iniziato. Da due fronti: su un lato ci sono i fuoriusciti ora passati con Cambiamo di Giovanni Toti, sull’altro c’è il Gruppo della Lega. A poche ore di distanza l’uno dall’altro, i Totiani hanno accusato il loro ex Partito di stare con Zingaretti e lo invitano a fare chiarezza; i Leghisti hanno accusato Forza Italia di avere riaccolto nelle loro file il Consigliere Giuseppe Cangemi che per circa un anno ha garantito i numeri al Governo regionale. Accuse respinte al mittente in serata dal capogruppo di Forza Italia Pino Simeone.

La Lega apre il fuoco

Orlando Tripodi: © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Ad aprire il fuoco è Orlando Tripodi, capogruppo della Lega in Regione Lazio. Lo fa con una dichiarazione al veleno in cui parla di unità del Centrodestra.

«Mai col Pd è una condizione imprescindibile per ricostruire un centrodestra vincente nel Lazio, macchiato dalle porte girevoli e dall’ambiguità di Forza Italia capace di sostenere persino il disastroso Nicola Zingaretti».

Con chi ce l’ha Orlando Tripodi e perché parla di porte girevoli, di sostegno a Zingaretti?

Si riferisce a due episodi. Il primo: ieri Forza Italia ha riaperto le sue porte a Giuseppe Cangemi, che per un anno aveva lasciato il Gruppo ed era passato nel Misto; da lì ha garantito il suo appoggio esterno all’amministrazione di centrosinistra guidata da Nicola Zingaretti. (leggi qui Renzi, Toti, Berlusconi: effetto domino sulla Regione Lazio). Il secondo episodio: ieri la Regione ha approvato la Legge sul Compostaggio, messa a punto dal M5S e appoggiata dal centrosinistra: viene considerata la prova regina del patto tra i due Partiti. Forza Italia non ha votato contro ma si è astenuta. (leggi qui Compostaggio, via alla legge Pd-M5S. E Forza Italia manda segnali).

Stampelle di Zingaretti

Giuseppe Cangemi

Orlando Tripodi spara ad alzo zero. Dice che «Giuseppe Cangemi, ora che il Pd è pronto a sposare i 5 Stelle, viene riaccolto incredibilmente in Forza Italia dopo essere stato votato all’unanimità dal centrosinistra vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio. Probabilmente una merce di scambio per appoggiare un’amministrazione vergognosa e fallimentare a trazione Pd».

Non è solo lui al centro del tiro. La Lega spara anche sull’altro consigliere di Forza Italia: Laura Cartaginese. Tripodi tira fuori due episodi dello scorso dicembre e punta il dito contro il fatto che la consiglieri abbia votato contro la mozione di sfiducia a Zingaretti; non solo: nella stessa seduta ha votato a favore del bilancio.

Qualche colpo viene riservato anche al capogruppo Pinuccio Simeone, presidente della strategica commissione Sanità. Gli rinfaccia la condotta tenuta un anno fa al momento di assegnare le presidenze di Commissione. Ricorda che è uscito dal Gruppo per protestare contro la mancata assegnazione della delega alla Sanità, rientrando solo do averla ottenuta. La Lega, ricorda Tripodi «si è tenuta alla larga dalle ripartizioni delle presidenze di commissione. Una coerenza che non sembra contraddistinguere in molti nel centrodestra almeno alla Pisana, un modus operandi disgustoso da cui prendiamo le distanze senza se e senza ma».

La dichiarazione di guerra

Quella di Tripodi è una dichiarazione di guerra a Forza Italia. «Non parteciperemo più ai tavoli del centrodestra qualora fosse presente Forza Italia, almeno fino a quando qualcuno non faccia chiarezza. Cangemi si dimetta dal ruolo di vicepresidente dell’Assemblea regalato da Zingaretti».

Toti: Forza Italia faccia chiarezza

Toti in Regione Lazio per la presentazione del Gruppo Cambiamo © Foto Altobelli

A rinforzare il fuoco su Forza Italia è Giovanni Toti. Lo fa nel giorno in cui ufficializza la presenza del suo simbolo in Regione Lazio. Sono passati con il suo movimento l’ex vice presidente del Consiglio regionale Adriano Palozzi ed il presidente della Commissione Bilancio Pasquale Ciacciarelli. Troppo pochi per dare vita ad un Gruppo consiliare: nel Lazio occorrono almeno tre Consiglieri. All’ultimo momento non ha aderito Antonello Aurigemma che insieme a loro è uscito da Forza Italia ed è passato nel Misto. Cambiamo sarà presente come sub gruppo nel Misto.

Ne prenderanno il controllo nei prossimi giorni: Palozzi e Ciacciarelli sono pronti a presentare la richiesta di sostituzione dell’attuale capogruppo Enrico Cavallari: ex leghista, sceso dal Carroccio e passato un anno fa a sostenere dall’esterno la maggioranza Zingaretti insieme al suo collega Giuseppe Cangemi, tornato in queste ore a Forza Italia.

Il nuovo capogruppo sarà Antonello Aurigemma.

Enrico Cavallari – Foto: © Imagoeconomica Stefano Carofei

A presentare la nuova realtà politica è venuto direttamente il Governatore della Liguria Giovanni Toti. Al tavolo con lui i due consiglieri Palozzi e Ciacciarelli, con Mario Abbruzzese, già presidente del Consiglio regionale e che ha lasciato la carica di vice coordinatore nazionale di Forza Italia.

Totale intesa con la Lega

La prima presa di posizione politica di Cambiamo in Regione Lazio è un attacco ostile a Forza Italia.

«Condividiamo totalmente il comunicato del capogruppo regionale della Lega, Angelo Tripodi, sulla ambiguità della posizione di Forza Italia, che non è neanche intervenuta nel dibattito di questa settimana in Aula sulla nuova situazione politica».

Giovanni Toti con lo stato maggiore di Cambiamo nel Lazio

Spiegano che è proprio questo atteggiamento ad averli convinti ad uscire da Forza Italia per passare con Giovanni Toti. «Anche noi chiediamo chiarezza ai Partiti della coalizione che si riconoscono nel centrodestra. Se Forza Italia vuole far parte di questa coalizione e vuole accogliere un componente del patto che ha sostenuto in questo periodo la maggioranza di centrosinistra (il riferimento è a Giuseppe Cangemi, NdA), lo faccia, facendolo però prima dimettere dalla carica di vice presidente del Consiglio regionale, ottenuta soltanto ed esclusivamente con i voti del centrosinistra».

Fratelli d’Italia: più coerenza

Punture di spillo arrivano dai Fratelli d’Italia. «Faremo dura opposizione alle maggioranze di Sinistra, sia a guida Pd che M5 Cinque Stelle. Al fine di favorire un maggiore coesione chiediamo alle altre forze di Centrodestra di tenere la stessa line a di condotta».

Chiara Colosimo: © Imagoeconomica, Daniele Stefanini

Fabrizio Ghera (capogruppo), Giancarlo Righini e Chiara Colosimo, per essere ancora più chiari aggiungono: «Purtroppo, in questo primo anno di legislatura, ci sono stati comportamenti non chiari che hanno incrinato la coesione dell’opposizione alla giunta di Sinistra: come in occasione della seconda mozione di sfiducia a Zingaretti». L’accusa è sempre a Forza Italia: a dicembre anche una sua assenza dall’Aula contribuì a tenere a galla il Centrosinistra.

Gli schiaffi di Pinuccio

In serata arriva la risposta del capogruppo di Forza Italia Pino Simeone e del consigliere Laura Cartaginese. Con fuoco altrettanto intenso. E su tutti i bersagli.

Hanno fatto scudo a Giuseppe Cangemi. «A chi lo critica, ricordiamo che in occasione della mozione di sfiducia nei confronti del governatore Nicola Zingaretti ha votato a favore, con l’obiettivo di far cadere l’attuale amministrazione regionale».

Poi l’assalto ad Orlando Tripodi. Simeone e Cartaginese confermano «grande rispetto per la Lega, risultato indiscutibilmente il primo partito in Italia nelle recenti elezioni europee». Ribadiscono «amicizia e stima nei confronti del suo segretario nazionale Matteo Salvini, un leader capace di portare il Carroccio dal 4 al 34% in pochi anni».

Abbruzzese con Simeone e Aurigemma

E poi l’affondo: «Non altrettanto possiamo dire del capogruppo in Regione Lazio, Orlando Angelo Tripodi, che di ‘porte girevoli’ se ne intende. Lo ricordiamo per la sua giovane militanza nel MSI, per i suoi trascorsi in An e nel Pdl, fino all’approdo con FI. Nel 2013 fu candidato azzurro alle Regionali e appena un anno dopo, nel 2014, divenne assessore al Commercio nel Comune di Latina in quota Forza Italia. Poi decise di fare un nuovo cambio di casacca».

«Vale la pena di rievocare la sua candidatura a sindaco di Latina nel 2016, una sfortunata esibizione con una coalizione di liste civiche che non gli consentì neppure di strappare un seggio in Consiglio comunale. Appena due anni dopo ha avuto il pregio di prendere il biglietto vincente per La Pisana ottenendo poco piu’ di 3.000 preferenze, il suo massimo risultato in 25 anni di attivita’ politica. Oggi il capogruppo della Lega si riprende la scena, dopo un lungo silenzio. Riacquista la parola, mostrando tutto il suo livore, solo per attaccare un partito alleato del centrodestra».

Pino Simeone e Laura Cartaginese ricordano che Forza Italia non ha mai votato a favore di proposte provenienti dalla maggioranza. Tripodi dice che non vogliono sedersi al tavolo con gli azzurri? «È un suo problema. Al capogruppo della Lega consigliamo di seguire un proverbio, ‘La superbia va a cavallo e torna a piedi’. Potrebbe essere utile tenerlo sempre bene in mente». 

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