Scontro Raggi vs Zingaretti: niente paura, la tregua con il M5S non è finita

Virginia Raggi spara ad alzo zero contro la Regione Lazio. Attacco sui Rifiuti e sui Trasporti. Nicola Zingaretti replica. Ma non scatta l'allarme rosso. La tregua tra il Governatore ed il M5S non è saltata. Ecco perché

La tregua non è finita. Negli uffici della presidenza della Regione Lazio nessuno sta correndo a preparare i sacchi con la sabbia, gli elmetti sono rimasti negli armadi, la contraerea non è stata mobilitata. La sindaca Virginia Raggi ha lanciato il più violento affondo contro Nicola Zingaretti dallo scorso 6 marzo: quel giorno stabilirono la tregua che spianò la strada al patto di non aggressione del Movimento 5 Stelle in Regione. (leggi qui M5S – Zingaretti è tregua per tre mesi: se va male è sfiducia). Ma nonostante questo nessuno si allarma.

Il patto non è in bilico. Lo Stato Maggiore del Governatore tira fuori una statistica: è giugno. C’è il primo dei due picchi annui dei rifiuti nella Capitale, grazie al ritorno dei turisti. E ogni anno, in questo periodo, Virginia Raggi, inizia ad attaccare attribuendo a qualcuno la responsabilità dell’immondizia nelle strade.

L’anno scorso caricò a pallettoni contro il ministro dell’Ambiente e contro l’assessore Mauro Buschini. Quest’anno al Governo c’è il M5S e Buschini se n’è tornato in Consiglio. Il bersaglio scelto dalla sindaca allora allora è Nicola Zingaretti.

 

L’affondo di Virginia

«Se il presidente Zingaretti non vuole fare gli interessi di Roma, che è la Capitale d’Italia ma soprattutto la città più importante del Lazio, lo dica chiaramente: Roma sta soffrendo e Ama fa il massimo trattando più rifiuti possibile». Virginia Raggi lo ha detto a margine dell’inaugurazione di una parte del parco di Tor Marancia.

Giura che la colpa dell’immondizia nelle strade non è la sua. Nemmeno della sua amministrazione. «Roma sta soffrendo, Ama sta facendo il massimo trattando più rifiuti possibile – ha sottolineato la sindaca – ma se non abbiamo sbocchi ulteriori non sappiamo dove portarli, e questo è competenza della Regione. Il presidente lo deve dire e lo deve fare: non possiamo più attendere, non abbiamo più tempo».

Assicura che le richieste sono state presentate. Che tutte le carte sono in ordine. E che è la Regione a non voler autorizzare i nuovi impianti che lei è pronta a realizzare. «Abbiamo già chiesto più di due mesi fa di autorizzare due impianti per il compostaggio dei rifiuti ma il presidente continua a dire: cosa vuole fare il Comune di Roma?. Abbiamo presentato delle richieste formali, se volesse iniziare a dare l’autorizzazione e le Autorizzazioni Ambientali a quegli impianti noi potremmo già partire con i lavori e renderci un pezzetto più autonomi».

Ora che a Palazzo Chigi c’è un governo amico, la sindaca è pronta a bussare. Dice che presto porterà lì il dossier sui rifiuti di Roma. E non solo quello.

 

Il caso Trasporti

C’è anche un secondo fascicolo che Virginia Raggi intende portare all’attenzione del Governo. E sul quale punta il dito contro Nicola Zingaretti. «Purtroppo in questi giorni stiamo assistendo a una brutta prova della Regione sui trasporti».

A cosa fa riferimento? Ad un tema che la sindaca aveva trattato con il governatore quando si erano incontrati in Campidoglio lo scorso marzo. (leggi qui Zingaretti – Raggi è disgelo: vertice positivo in Campidoglio)

«Quando Zingaretti era venuto in Campidoglio per iniziare a trovare delle tematiche comuni sulle quali inaugurare questo nuovo corso della sua nuova legislatura regionale avevamo convenuto che le ferrovie ex concesse sarebbero dovute andare a Roma Capitale. Invece abbiamo scoperto che il presidente ha deciso di metterle a gara. Il tutto mentre siamo ancora in attesa dei 180 milioni di euro che la Regione dovrebbe investire sulla Roma-Lido».

C’è un altro nervo scoperto. Sono i soldi per Atac. Un emendamento di Forza Italia girava quei soldi direttamente a Roma Capitale. Ma c’era il rischio che poi le province restassero a piedi. (leggi qui Bilancio, via alla maratona in Regione: le Province rischiano di rimanere… a piedi) L’emendamento poi era stato ritirato: c’era una ragione politica (leggi qui Perché l’anatra zoppa di Zingaretti non è salita sui bus dell’Atac)

A Virginia Raggi la cosa non è piaciuta. «In Consiglio regionale Zingaretti dice che la gestione per i fondi del tpl è meglio che passi per la Regione perché così diventa una camera di compensazione, ma noi vediamo che il Cotral, che fa molti chilometri in meno rispetto ad Atac, prende cifre considerevolmente superiori. Quindi questa perequazione che il presidente dice di fare di fatto non avviene. Non mi sembra questo un atteggiamento onesto nei confronti della Capitale».

 

Arrogante comiziaccio

Nicola Zingaretti risponde a stretto giro. ‘«Quello della sindaca Raggi è purtroppo è un brutto e arrogante comiziaccio di campagna elettorale fatto in un Municipio al voto. Dopo il ‘cemento magico’ messo sempre nei municipi al voto, ecco la ricerca del nemico. Un modo molto singolare di distrarre le persone, creando ad arte problemi che non esistono».

Il governatore spiega perché secondo lui quelli della sindaca sono soltanto pretesti. E dice che sulle ferrovie concesse la Regione ha semplicemente adempiuto ad una dispozione Ue «che non compromette nulla».  E poi Atac comunque ha escluso quelle linee dal suo Piano Industriale per il concordato. .

Tanto per contrattaccare, Zingaretti ricorda alla sindaca che i problemi dei trasporti sono altri: «fermate piene di cittadini disperati per i ritardi e impauriti dai rischi di incendio».

 

Rifiuti in ritardi per M5S Puglia

Sui rifiuti nelle strade, Nicola Zingaretti ammette che un ritardo c’è. Ma il responsabile, assicura, non va cercato in Regione. La Puglia ha accettato di accogliere una parte della spazzatura romana. Ma «se ci sono stati ritardi, sono stati legati alla iniziale contrarietà dei 5 Stelle pugliesi ad ospitare i rifiuti di Roma, posizione poi superata grazie al contributo di tutti 5stelle compresi».

Lunedì, conclusi gli adempimenti, la Giunta regionale ha già in agenda il nuovo accordo con la Regione Puglia. Che arriva – ricorda Zingaretti – «dopo aver approvato in questi anni quelli con Emilia Romagna, Umbria, Toscana Abruzzo».

 

Polverone elettorale

È per questo che in Regione non è scattato l’allarme rosso. Diverso sarebbe stato se gli attacchi fossero partiti dal livello nazionale ed avessero coinvolto la capogruppo grillina in Regione Roberta Lombardi. Che sta cin una componente grillina diversa da quella della sindaca.

Un attacco congiunto nazionale Lega – M5S potrebbe mettere sotto stress la tenuta della tregua.

«La mia sensazione – taglia corto Nicola Zingarettiè che si voglia creare ad arte un polverone a fini elettorali e per rivendicare dal Governo i poteri promessi. Con questo continuo scaricabarile Roma rischia di spegnersi. Difenderemo Roma e i suoi cittadini con amore come abbiamo sempre fatto su tutto e con un impegno inedito anche per sopperire al disastro di questi anni”.

 

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