Scranno conteso, Lecce rinuncia al ricorso al Tar. O forse no

Mistero sul ritiro del ricorso al Tar sulle elezioni Comunali. Circola un documento firmato dall'ex Presidente d'Aula Antonio Lecce. Che per appena 5 voti s'è visto sorpassare da Salvatore Meglio. Rinuncia al ricorso amministrativo. O forse no.

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Il giallo del mistero ed il nero della toga. Vanno a braccetto, sono elementi essenziali di un’infinita letteratura e di altrettante pellicole di successo. Sora riesce a distinguersi anche su questo fronte: il giallo non è legato a qualche misterioso delitto o qualche audace furto. No. Il giallo è sul seggio conteso nell’Aula del Consiglio Comunale. Ed il mistero non è per qualche toga che dovrà risolverlo; ma è sotto la toga. Perché è giallo sulla rinuncia al ricorso presentato dell’avvocato Antonio Lecce per ottenere il seggio da Consigliere comunale assegnato dopo le elezioni d’ottobre a Salvatore Meglio.

IL DOCUMENTO DEI MISTERI

Antonio Lecce ed il documento dei misteri

Fonti vicine all’ex amministratore di Fratelli d’Italia Antonio Lecce sostengono che nulla sia stato depositato al Tar: pertanto il ricorso è ancora in piedi. Di fatto dalla tarda serata di mercoledì circola in numerose chat di Whatsapp un documento. È indirizzato al Tar di Latina, datato 21 giugno ed in calce ha la firma di Antonio Lecce. E qui sta il mistero.

Secondo fonti molto vicine al consigliere in carica Salvatore Meglio il documento è stato inviato via Pec al suo avvocato, mettendolo al corrente della novità. Ed il legale ha già risposto per accettazione. E, dunque, l’iter di rinuncia al ricorso al Tar è peerfezionato. Cioè non è più reversibile.

In realtà però manca qulunque numero di protocollo in ingresso del Tar, qualsiasi timbro di avvenuta accettazione del documento. In pratica Antonio Lecce, lo scorso 21 giugno (martedì) ha solo firmato un atto consegnato al suo avvocato ed in queste ore starebbe valutando se tornare sui suoi passi.

La notizia dell’imminente e probabile ritiro del procedimento e la sua motivazione, ossia la candidatura a sindaco di Posta Fibreno, l’aveva anticipata proprio Alessioporcu.it (leggi qui Le Regionali, Leodori e il bivio per Di Stefano mentre Lecce studia da sindaco).

I MOTIVI DELLA RINUNCIA

Foto Sara Minelli © Imagoeconomica

Cosa c’è scritto nel documento che circola da ieri sera e che non c’è alcuna certezza che sia stati già depositato? È evidente l’intenzione di rinunciare all’azione legale da parte dell’ex presidente del Consiglio Antonio Lecce.

Scrive infatti nella lettera indirizzata al Tar di Latina:

Oggetto: Comunicazione di rinuncia agli atti e all’azione per sopravvenuta carenza di interesse.

Illustrissimo signor presidente, il sottoscritto Antonio Lecce, dichiara di non aver più interesse alla prosecuzione del giudizio numero 787/2021 pendente davanti all’On. Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio – Latina, con udienza pubblica fissata al 7 luglio 2022, essendo venuto meno l’interesse alla decisione della causa”.

Efficace dal punto tecnico – giuridico. Ma nulla si spiega: perché ai giudici non è necessario dirlo. E allora cerchiamo di sopperire. Di fatto, i motivi della sua decisione a rinunciare al ricorso vanno cercati in più direzioni.

La prima: la probabile sua candidatura a sindaco di Posta Fibreno su cui sta lavorando il Partito di Fratelli d’Italia. La seconda: una opportunità di lavoro su Sora che avrebbe generato incompatibilità, qualora Lecce fosse diventato Consigliere. Una terza motivazione, comune a entrambi le parti, riguarda certamente anche una situazione processuale non perfettamente delineata che avrebbe reso incerto l’esito del ricorso. E portato entrambe le parti a cercare un accordo per l’interruzione della controversia.

LECCE INDISPETTITO

Antonio Lecce

Non rilascia dichiarazioni l’ex consigliere di Fratelli d’Italia. Sta riflettendo sul da farsi. Fonti a lui vicine lo descrivono molto infastidito per la fuga di notizie. Anzi, per la fuga del documento.

Le stesse fonti confermano che il Partito sta lavorando per una sua candidatura a sindaco di Posta Fibreno. Assicurano che agli atti del Tar ancora non è depositata alcuna rinuncia. E che quello firmato da Lecce era soltanto un dialogo fra le parti per un accordo sulle spese di giudizio. Ma dopo la fuga di notizie con il documento che è trapelato ora ci sarebbero delle riflessioni in corso.

Oggi pomeriggio, infatti, Lecce si è visto a Frosinone con il coordinatore regionale Paolo Trancassini e con gli altri rappresentanti di Fdi per decidere cosa fare.  

QUALI I MOTIVI DEL RICORSO

Antonio Lecce, durante le elezioni Comunali di ottobre si era candidato alla carica di consigliere nella lista di Fratelli d’Italia con la coalizione del centrodestra, a sostegno del candidato sindaco Federico Altobelli. Quelle elezioni le ha vinte il sindaco Luca Di Stefano, mentre Federico Altobelli ora siede su uno degli scranni dell’opposizione. Ed il presidente uscente del Consiglio Comunale Antonio Lecce non è stato rieletto in Aula.

Foto: Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Al suo posto è diventato Consigliere l’esponente di Forza Italia Salvatore Meglio (anche lui in minoranza. Era candidato nella listaUdc-Federico Altobelli sindaco”, in pratica la stessa coalizione. Per una manciata di voti, appena cinque, la lista di Fratelli d’Italia non aveva raggiunto in quorum.

Di conseguenza – per appena 5 voti – non si è vista assegnare alcun seggio. Mentre nella precedente Amministrazione De Donatis c’era un Gruppo composto da ben 3 consiglieri: Massimiliano Bruni, Simona Castagna e Antonio Lecce. Proprio quest’ultimo, essendo il più votato della lista, di concerto con il Partito, nel novembre 2021 aveva deciso di presentare ricorso al Tar (leggi qui Quelle schede elettorali contese che logoreranno il Centrodestra).

Un ricorso basato su alcune testimonianze che riferivano di voti erroneamente attribuiti. Il Tar di Latina aveva incaricato la Prefettura di Frosinone di effettuare la “verificazione delle schede”. È avvenuta nel marzo 2022 (leggi qui Seggio conteso, le schede per il ricorso ci sono).

Il prossimo 7 luglio ci sarebbe stata un’altra udienza davanti al Tar che, probabilmente, sarebbe stata quella decisiva. Nel frattempo, è subentrata la volontà di Lecce di ritirare il ricorso.  O forse no.

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