Se a inaugurare la stagione teatrale saranno i commissari…

Il Teatro D'Annunzio non resterà chiuso. L'annuncio arriva durante l'inaugurazione delle lezioni dell'anno accademico del Dams di Roma Tre. Laboratori per creare i nuovi professionisti: dall'audiovisivo, allo spettacolo, alla musica, in contesti digitali

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Ti impegni, poi cadi e non potrai fare le inaugurazioni che tanto avresti sognato. Il Teatro, in primis, e poi ci sarà il Ruspi, poi ci sarà la Biblioteca Manuzio, poi ci sarà – forse – anche la ex Banca d’Italia. Inaugurazioni di opere pubbliche le cui riqualificazioni e ristrutturazioni o acquisizioni sono state portate avanti per anni e anni, e che arrivano a compimento quando l’amministrazione guidata da Damiano Coletta non c’è più.

Il Teatro D’Annunzio di Latina, principale sala teatrale comunale, è sicuramente il primo di questi. Damiano Coletta, ormai ex sindaco di Latina, ha fatto appena in tempo a mostrarlo alla stampa per l’atto conclusivo dei lavori di ristrutturazione durati sei anni, avviati già fin dalla gestione commissariale di Giacomo Barbato, prima che i consiglieri comunali di centrodestra, dimettendosi, lo facessero cadere. (Leggi qui: Si alza il sipario sul D’Annunzio: con il Pnrr si rifarà tutto il resto).

Il simbolo della cultura

Un teatro, finalmente rimesso a nuovo, e finalmente dotato di agibilità, non può restare chiuso: è un simbolo culturale, è una casa per la comunità, è anche una questione di orgoglio comunale. Il D’Annunzio quindi, riaprirà nelle prossime settimane. E che questo sia certo, oggi, è venuto dalle parole della sub commissaria del Comune di Latina, Monica Perna. In un’occasione storica per la città di Latina, la sua vita universitaria e la sua esistenza culturale: l’inaugurazione, nel capoluogo pontino, delle lezioni dell’anno accademico del Dams di Roma Tre, presso l’istituto Vittorio Veneto-Salvemini, che già ha sia il corso di cultura e spettacolo professionale, sia il corso di moda e turismo, svoltasi mercoledì alla presenza di docenti e istituzioni.

E la Perna, prendendo la parola, ha chiarito come «abbiamo una città che ha bisogno di trovare momenti culturali importanti, che forse sono mancati negli anni passati», annunciando che «nelle prossime settimane riusciremo forse a riaprire il teatro cittadino. E attraverso anche il contributo del dipartimento Spettacolo del Dams Roma Tre, vogliamo che Latina sia non solo il luogo dove si vive e si lavora. Ma sia una città in cui ci si dedica ad attività culturali, che sono fondamentali. Noi ci impegneremo nei mesi in cui siamo stati chiamati a governare per dare alla città una nuova stagione di crescita culturale».

Azione ed ideazione

Il D’Annunzio, dunque, riapre agli spettacoli. E saranno quindi gli uffici comunali, su quella che sarà la guida dei commissari, a stabilire come e quando. Ma certo, non potrà essere una vera e propria stagione, dato che quella si organizza un anno prima per un anno dopo, in modo che le compagnie riescano a programmare tutti i diversi impegni.

Inoltre, non può esserci una struttura culturale senza una idea di produzione culturale: Latina ha bisogno di diventare centro di ideazione e pianificazione di una propria identità di prosa, oltre che di musica e rappresentazione scenica in generale.

E anche in questo si inserisce oggi l’iniziativa del Dams: «Con quest’offerta prettamente umanistica, la città amplia le occasioni di formazione a favore dei giovani del territorio – ha spiegato il responsabile del Dipartimento di filosofia, comunicazione e spettacolo del Dams Roma Tre, Roberto Morozzo Della RoccaSperiamo nella risposta di Latina, che poi non è soltanto di Latina perché possono venire qui a studiare anche dall’hinterland, dalla Campania o da altre zone».

Scuola per le arti

Una delle aree del Dams a Roma Tre

Secondo il responsabile dell’area didattica del Dams, Enrico Carocci, quello attivato sarà «un percorso orientato a creare delle figure di professionisti nel panorama attuale. Che, alla fine di questo percorso triennale, dovrebbero essere in grado di orientarsi nel mondo del lavoro. I dati ci dicono che un discreto numero di chi ha frequentato il Dams riesce a trovare un’occupazione nel campo dello spettacolo o in ambiti affini. A Latina ci saranno dei laboratori specificamente dedicati all’audiovisivo, allo spettacolo, alla musica, in contesti digitali».

«L’idea – ha aggiunto la docente Dams di cinema e televisione, Stefania Parigiè anche quella di valorizzare il territorio pontino dal punto di vista cinematografico. Qui il cinema ha una storia ricchissima, che non si perde negli anni ’30, ma che continua ad andare avanti nel futuro».

Per Roberto Cecere, laureatosi al Dams di Roma Tre (nonché segretario provinciale Cisl), «il traguardo finale sarà creare a Latina una grande facoltà umanistica. Servirà la collaborazione di tutti, ma, da allievo, credo che si possa dare una prospettiva a tanti ragazzi che a Latina amano questo lavoro: l’arte, il cinema, la musica, il teatro». E annuncia: «Roma Tre ha già visitato i locali dell’ex Banca d’Italia in piazza della Libertà».

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