Se alla fine Luca Frusone dovrà ringraziare Giuseppe Conte

Il limite dei due mandati potrebbe cadere nei Cinque Stelle e l’ex premier sta preparando la strada. Intanto domani i grillini votano il comitato di garanzia, che dovrebbe occuparsi anche della vicenda della “ribellione” di Luca Frusone sulla riforma Cartabia. Ma è complicato che Conte vada in rotta di collisione con Di Maio in questo momento. Tutti gli scenari, nazionali e locali.

Il paradosso è che potrebbero effettuare il terzo mandato (ora vietato da Statuto) i duri e puri del Movimento Cinque Stelle. E per merito delle scelte di Giuseppe Conte, che con i pentastellati della prima ora non c’entra assolutamente nulla. Ma è questo lo scenario che si sta prefigurando.

L’ex presidente del Consiglio, ospite di Nicola Porro a Rete 4, ha risposto così alla domanda su come verrà risolta la questione del limite dei due mandati: “Avremo delle proposte che faremo alla comunità interna. È necessario trovare una soluzione che tenga in equilibrio il principio per il quale la politica non deve essere un mestiere di vita e l’esigenza di trovare una formula per salvaguardare l’esperienza acquisita”.

Il limite dei due mandati riguarderebbe pure “mostri sacri” come Luigi Di Maio e Roberto Fico.

Il Comitato da eleggere

Beppe Grillo e Vito Crimi (Foto: Daniele Stefanini / Imagoeconomica)

Poi c’è la vicenda, altrettanto fondamentale del Comitato di garanzia. Domani, 16 settembre, dalle ore 10 alle 22, si voterà sulla piattaforma SkyVote il nuovo Comitato di Garanzia del Movimento, un componente del Collegio dei Probiviri e la destinazione dei prossimi otto milioni di euro frutto del taglio degli stipendi dei portavoce nazionali. (Leggi qui Giovanni Di Sotto, l’uomo che ha fatto dimenticare Rousseau).

Il comitato è composto da tre membri, sovrintende alla corretta applicazione dello Statuto. Il garante Beppe Grillo ha proposto una rosa di candidati e gli iscritti potranno scegliere i loro rappresentanti da quella lista. Questi i nomi proposti: il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il presidente della Camera Roberto Fico, la sindaca di Roma Virginia Raggi, l’eurodeputata Tiziana Beghin, il capogruppo M5s in Umbria Andrea Liberati, la deputata Carla Ruocco.

Nel caso del collegio dei Probiviri la rete procederà ad eleggere la sostituta o il sostituto di Raffaella Andreola, che si dimise nel giugno scorso in rotta con i Cinque Stelle. Gli iscritti saranno chiamati a scegliere tra la pugliese Grazia Di Bari e l’ex ministro Riccardo Fraccaro.

Nei prossimi giorni, invece, saranno comunicate le opzioni su come destinare le restituzioni dei parlamentari. Ma comunque vada a finire questa partita, è evidente che Beppe Grillo intende mantenere un ruolo di primo piano. E che Luigi Di Maio conserverà gli spazi necessari per poter contrastare Giuseppe Conte.

Frusone il puro, Conte il moderno

Giuseppe Conte

Le novità riguarderanno anche Luca Frusone, deputato dei Cinque Stelle della provincia di Frosinone. Il no alla riforma Cartabia lo ha posto a rischio esclusione dal gruppo parlamentare del Movimento. Ma è pensabile che in un momento come questo Conte proceda con il cartellino rosso sapendo di scatenare poi la reazione di Luigi Di Maio? (Leggi qui Il codice Frusone: «Conte deve capire il Movimento»).

Inoltre, nel caso dovesse cadere il limite dei due mandati, Luca Frusone potrebbe candidarsi per il terzo. E dovrebbe ringraziare il meno grillino di tutti. Cioè Giuseppe Conte. Lui, Frusone, che è uno dei duri e puri della prima ora.

Per quanto riguarda il resto, in Ciociaria ci sono due parlamentari che fanno a riferimento a Luigi Di Maio: Luca Frusone ed Enrica Segneri. Mentre la sottosegretaria Ilaria Fontana e il capogruppo regionale Loreto Marcelli stanno con Giuseppe Conte. I rapporti di forza si vedranno quando si tratterà di definire le candidature “pesanti”.

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