Se arriva Barelli, Fazzone ed i suoi sbatteranno la porta

I prossimi giorni saranno quelli della resa dei conti finale in Forza Italia. Non c’è soltanto la questione della provincia di Frosinone ma anche quella degli assetti regionali. Con la Lega che corteggia da tempo il senatore di Fondi. E adesso al timone nel Lazio c’è un certo Claudio Durigon.

Saranno giorni di fuoco per quanto riguarda gli assetti di Forza Italia. Comunque andranno a finire. Un ennesimo nulla di fatto sarebbe l’ennesima vittoria di Claudio Fazzone. Se invece il senatore di Fondi dovesse essere sostituito come Coordinatore Regionale e Commissario Provinciale di Frosinone, allora si innescherebbe una resa dei conti con Antonio Tajani, dagli esiti imprevedibili.

Il quadro ciociaro

Anselmo Rotondo, Gianluca Quadrini, Alessandro Battilocchio, Antonio Tajani e Gioacchino Ferdinandi

La questione della Ciociaria è ormai chiara: la componente di Gianluca Quadrini, Gioacchino Ferdinandi e Anselmo Rotondo, schierata con Tajani, non riconosce la leadership di Fazzone ma neppure quella dei sub commissari provinciali Daniele Natalia, Adriano Piacentini e Rossella Chiusaroli. Non riconosce neppure il ruolo di Giuseppe Patrizi.

Ma non c’è soltanto questo aspetto locale. Cosa potrebbe essere rimproverato a Fazzone? Secondo alcuni il fatto che Forza Italia starebbe lasciando troppo spazio agli alleati. In realtà è un argomento dibattuto. In provincia di Frosinone la Lega ha nominato da poco Nicola Ottaviani Coordinatore Provinciale proprio per radicare maggiormente un Partito che secondo i vertici nazionali non riesce a diffondersi quanto dovrebbe. Discorso spostato su tutto il Lazio, considerando la recente nomina di Claudio Durigon coordinatore regionale. Con Francesco Zicchieri nell’Olimpo dei fedelissimi di Salvini. (Leggi qui Salvini nomina Zicchieri nel cerchio magico della Lega).

Il dualismo Tajani – Fazzone

In realtà in Forza Italia Antonio Tajani non tollera più la leadership di Fazzone nel Lazio e in Ciociaria. Sta circolando il nome di Paolo Barelli come possibile sostituito alla guida regionale del Partito.

Ma se davvero questo dovesse succedere Claudio Fazzone non se ne andrebbe in maniera silenziosa. Da tempo il senatore è corteggiato dalla Lega e l’ascesa di Claudio Durigon può ulteriormente favorire il dialogo. Perché la linea Durigon è quella di fare come Fratelli d’Italia: inglobare i larghi pezzi di Forza Italia che sempre più si staccano da un Partito sempre più distante dai territori.

In provincia di Frosinone Claudio fazzone lo seguirebbero in tanti. A cominciare da Adriano Piacentini, Daniele Natalia e Rossella Chiusaroli. Inoltre tra i fedelissimi di Fazzone il ragionamento di queste ore è il seguente: Antonio Tajani non ha mai trattenuto nessuno, non ha mai mosso un dito per provare ad evitare che dal Partito andassero via Alfredo Pallone, Antonello Iannarilli, Alessia Savo, Pasquale Ciacciarelli, Mario Abbruzzese, Nicola Ottaviani, Danilo Magliocchetti, Giuseppe Patrizi (poi rientrato). Lo stesso Gianluca Quadrini se vogliamo, poi venne recuperato proprio da Fazzone.

Le conseguenze nel sud Lazio

In provincia di Latina il numero degli amministratori locali che sta con Fazzone è ancora più consistente: lo ha dimostrato alle scorse Provinciali, facendo il pieno; alle Regionali eleggendo alla Pisana un suo fedelissimo; alle Europee mandando a Bruxelles il sindaco della sua Fondi.

Con il nuovo disegno dei collegi elettorali in conseguenza del taglio di circa 350 parlamentari, un’uscita di Claudio Fazzone sarebbe in grando di cambiare del tutto gli equilibri.

La resa dei conti si consumerà nei prossimi giorni. Se Paolo Barelli sarà il nuovo coordinatore regionale, una parte importante di Forza Italia andrà da un’altra parte.

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