Se Baratta torna in sella al grido di “largo ai giovani”

Cosa c'è dietro la girandola di incarichi decisa in queste ore dal sindaco. È stato necessario un riequilibrio. Per una ragione precisa. Un'operazione che ha un vincitore ben individuato: Fausto Baratta

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Le Amministrazioni comunali di Sora passano ma usi e consuetudini negli avvicendamenti di Giunta restano. Modi e maniere che resistono: tanto con il centrodestra di Ernesto Tersigni, tanto con il centro né di destra né di sinistra guidato da Roberto De Donatis, altrettanto con il civico di centrosinistra a trazione Luca Di Stefano.

Agli inizi di ottobre del 2019 l’allora capogruppo consiliare di Reset Alessandro Mosticone ritirò dalla Giunta il suo assessore al Commercio Silvia Ucciero; al suo posto fece nominare dal sindaco Roberto De Donatis l’ex amministratore della società Ambiente Surl Daniele Tersigni. L’operazione fu condotta in sordina all’insaputa degli altri gruppi consiliari che appresero della notizia da Alessioporcu.it (leggi qui Mosticone cambia l’assessore e non avverte nessuno).

Qualche giorno fa una procedura molto simile è accaduta nell’Amministrazione del sindaco Luca Di Stefano. Il gruppo “Adesso Tocca a noi” ha deciso di ritirare l’assessore ai Servizi Sociali Naike Maltese e di far entrare nell’esecutivo, al suo posto il leader politico della compagine, Marco Mollicone (leggi qui Fine della camomilla: Mollicone bussa alla giunta).

Con una differenza: stavolta la diretta interessata sarebbe stata l’ultima a saperlo e non l’avrebbe neanche presa tanto bene. Inoltre, il cambio di assessore ha provocato una sorta di reazione a catena con altri gruppi che hanno preteso un riequilibrio delle deleghe con i Servizi Sociali passati a Fausto Baratta.

RETROSCENA DI UNA SURROGA ANTICIPATA

Marco Mollicone

Marco Mollicone ha chiesto di accelerare i tempi con le dimissioni da assessore di Naike Maltese. La decisione è stata pretesa durante la conferenza dei capigruppo propedeutica al consiglio comunale del trenta maggio. Lo confermano fonti interne e accreditate.

Durante quella conferenza dei capigruppo si sarebbe dovuto discutere di tutt’altro, la surroga non era all’ordine del giorno – riferisce la fonte – ma quando Mollicone ha capito che si rischiava di andare troppo oltre con i tempi ha sostanzialmente preteso che il punto venisse calendarizzato nell’ordine del giorno del trenta”. Una fretta poco comprensibile se si pensa alla formazione della prima Giunta Di Stefano del 25 ottobre 2021 (leggi qui Via al Di Stefano 2.1, la giunta degli equilibri).

Di quella giunta proprio Marco Mollicone, insieme ai primi eletti di altre coalizioni, aveva scelto di non fare parte. Tant’è che gli attenti osservatori politici avevano parlato di una Giunta politicamente molto debole dove l’unica eletta che si era dimessa per diventare assessore e vicesindaco era la dottoressa Maria Paola Gemmiti.  

Il RIMPASTO È SERVITO

Luca Di Stefano

Mollicone è stato nominato dal sindaco Di Stefano assessore con delega all’Urbanistica, ossia una delle due deleghe “pesanti” che lo stesso primo cittadino all’inizio di gennaio aveva preferito tenere per sé insieme a quella dei Lavori pubblici (leggi qui Di Stefano assegna le deleghe ma tiene per sé quelle “pesanti”).

E questo spiega perché a differenza dell’analogo avvicendamento Ucciero-Tersigni stavolta ci è scappato un vero e proprio rimpasto.

Urbanistica e Servizi sociali sarebbe state deleghe troppo pesanti, tutte concentrate nelle mani del gruppo di Marco Mollicone. Ecco perché l’atra mattina Luca Di Stefano è stato chiamato a firmare altri tre decreti, stavolta non di nomina ma di assegnazione delle deleghe smentendo di fatto chi, anche dall’opposizione, dopo aver fatto i complimenti all’ormai ex assessore Maltese “per l’ottimo lavoro svolto durante la gestione dell’emergenza profughi a causa della guerra russa contro l’Ucraina” pensava che, seppur senza assessorato, la dottoressa Maltese sarebbe rimasta a gestire il Sociale. Invece così non è stato.

BARATTA E LE NUOVE DELEGHE

Fausto Baratta

Ecco, dunque i nuovi incarichi assegnati dal sindaco Di Stefano. A Naike Maltese, in sostanza, sono andate le deleghe che furono di Marco Mollicone, ossia Sport e Gestione impianti sportivi e Rilancio del distretto del tessile più una terza, quella al Turismo, che è stata tolta al già assessore Andrea Alviani.

A quest’ultimo restano quindi: Innovazione tecnologica, Attività produttive e Commercio, Rapporti con le associazioni di categoria.

Probabilmente è Fausto Baratta il vero vincitore di questo rimpasto perché a lui vanno deleghe pesanti: Politiche sociali; Sovrintendenza alle attività sociali e interventi comunali in materia di assistenza all’infanzia, adulti e anziani, nomadi ed extracomunitari; Attuazione delle competenze socioassistenziali e di integrazione sociosanitaria; Gestione del sistema dei servizi e delle iniziative a sostegno della famiglia. Un peso enorme, sia dal punto di vista politico che economico. Il perché è presto detto: in pratica il 30 o 40 per cento circa del Bilancio del Comune di Sora riguarda proprio queste deleghe che, sin dall’inizio, a qualcuno che le aveva chieste, era stato risposto che “senza assessorato non si possono avere”. Evidentemente ora le esigenze politiche sono cambiate.  

IL SINDACO PARLA DI COMPETENZE

Luca Di Stefano

A proposito di competenze, le deleghe inziali del consigliere Baratta riguardavano la Pesca sportiva, la Riorganizzazione del mercato, la Protezione civile e il Piano di emergenza comunale. Queste ultime due le ha riprese il sindaco. Le altre gli restano. Sempre per via delle competenze.

Come spiega anche Luca Di Stefano: “Le deleghe sono state assegnate tenendo conto delle peculiarità e delle specifiche competenze dei consiglieri e dell’assessore. Sono certo che i loro contributi rappresenteranno un tassello prezioso nelle azioni del nostro governo. È un altro passaggio molto importante per l’azione amministrativa che, con l’imminente approvazione del bilancio, avrà un forte impulso”.

SI ERA CONGEDATO GRIDANDO “LARGO AI GIOVANI”

ROBERTO DE DONATIS E FAUSTO BARATTA

Era il 5 novembre 2021, dopo settimane di impasse politica nei giorni precedenti la seduta consiliare la maggioranza aveva avanzato per la presidenza dell’Assise il nome di Fausto Baratta. La proposta portava la firma dei consiglieri Alessandro Mosticone, Francesco Monorchio, Marco Mollicone e Francesca Di Vito.

Lui, durante l’Assise, aveva preso la parola chiedendo ai colleghi di non votarlo (leggi qui Presidenza del Consiglio, Baratta si ritira. Tutto da rifare).

Il senso della sua volontà sta tutta nella dichiarazione che fece pubblicamente quel 5 novembre:

“Ringrazio chi mi ha proposto come presidente dell’Assise, sarebbe un onore. Però in tutta la campagna elettorale ho detto che la mia candidatura sarebbe servita solo come tramite per un passaggio generazionale. Penso sia arrivato il momento che i giovani prendano in mano le sorti di questa città; quindi, ringrazio i consiglieri che mi hanno proposto, sono stati affettuosi ma, per la coerenza che mi contraddistingue da anni, invito questo Consiglio comunale a non esprimere la preferenza sulla mia persona”.

Più che passaggi generazionali quelli di Fausto Baratta ricordano quegli amori che recita la canzone di Antonello Venditti, Benvenuti in Paradiso: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Amori indivisibili, indissolubili, inseparabili”.

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