Se De Angelis e Scalia tornano ad amarsi…

Il risultato di ieri per la presidenza Saf conferma il valore dell'asse tra i due Franceschi. E restituisce il Pd come perno degli accordi politici. Alle spalle il caso Acea

Quando si trattò di rinnovare i consiglieri provinciali, nel gennaio del 2017, il Partito Democratico fece quadrato. Eleggendone sei, dando la maggioranza al centrosinistra e blindando la presidenza di Antonio Pompeo.

Ieri, per quanto riguarda la presidenza della Saf, è successa la stessa cosa: 59 voti in seconda convocazione, contro i 21 del centrodestra e Lucio Migliorelli al vertice.

Francesco De Angelis, in difficoltà dopo lo stop degli altri capi corrente (Francesco Scalia, Nazzareno Pilozzi, Antonio Pompeo, Simone Costanzo) a Barbara Di Rollo, ha saputo ribaltare la situazione. Con quel realismo politico che ne ha contraddistinto l’intera carriera.

Ha spinto per l’intesa con Scalia, ha proposto un suo fedelissimo, Lucio Migliorelli, ha chiamato i sindaci di area quattro volte al giorno per tre giorni, ha ottenuto il risultato. Relegando all’angolo Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia, che negli ultimi anni si era ritagliato il ruolo di spacca-Pd.

Però De Angelis e Scalia in questo modo hanno anche reso superflua la mossa fatta dai sindaci del centrodestra, Nicola Ottaviani, Carlo Maria D’Alessandro, Roberto Caligiore e Giuseppe Sacco. La candidatura di un ingegnere ambientale di alto profilo come Giovanni Cavallo poteva evitare di entrare nel turbinio di una “conta” politica.

Ormai però è andata.

Il Partito Democratico resta il perno centrale delle alleanze che guidano i principali enti intermedi: Saf, Asi e Cosilam. In più governa la Provincia. Il centrodestra, nonostante manovre avvolgenti e bel gioco, non fa gol.

L’unico vero risultato, ottenuto sulla gestione del servizio idrico, è stato quello della votazione sulla risoluzione della convenzione con Acea. Ottenuto però grazie alle molte assenze e alla “ribellione” di diversi esponenti del Pd.

Attenzione però: il Pd si dimostra quasi imbattibile laddove ci sono gli amministratori e bisogna fare accordi e strategie. Alle comunali invece il centrodestra ha vinto a Frosinone, Cassino e Ceccano.

Alle politiche e alle regionali tutti si giocheranno tutto. Inoltre, ci sarà il Movimento Cinque Stelle, forte quando il voto è di opinione. Oltre ai cittadini la “chiave” possono essere i sindaci.

Francesco De Angelis e Francesco Scalia ci stanno già lavorando.

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