Se Forza Italia remasse in un’unica direzione…

A livello nazionale il partito risale nei sondaggi, in Ciociaria ha gli uomini e le donne per fare la differenza. Se soltanto Tajani e Fazzone sospendessero la guerra fredda.

Secondo il sondaggi più autorevoli Forza Italia a livello nazionale è risalita fino al 9%. Ad un passo dalla doppia cifra. Un dato che testimonia come il Partito di Silvio Berlusconi resti decisivo non soltanto nel centrodestra ma anche nella prospettiva di futuri Governi del Paese.

Non c’è dubbio alcuno, infatti, che l’appartenenza al Ppe dia agli “azzurri”un vantaggio strategico fondamentale nei confronti degli alleati della Lega e di Fratelli d’Italia, quello di poter rappresentare un interlocutore autorevole e attendibile per l’Europa.

Claudio Fazzone e Antonio Tajani

In provincia di Frosinone quella percentuale potrebbe perfino salire se Forza Italia riuscisse una volta per tutte a chiarire le incomprensioni e a marciare unita. Invece da mesi va avanti uno scontro neppure troppo sotterraneo tra il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone da una parte e il vicepresidente nazionale Antonio Tajani dall’altra. Al punto che la nomina di un commissario provinciale, peraltro individuato nell’onorevole Alessandro Battilocchio, è diventato un mistero durato poche ore sul sito del Partito. (Leggi qui Mistero buffo in Forza Italia Fazzone fa saltare la rivoluzione).

Tutti gli uomini del Cav

Proviamo però a mettere tutti insieme i diversi esponenti del Partito in provincia di Frosinone: Daniele Natalia è il sindaco di Anagni, Adriano Piacentini il presidente del consiglio comunale del capoluogo, Rossella Chiusaroli a Cassino è stata la Capogruppo consiliare capace di aggregare l’area che ha determinato la crisi. Poi c’è Giuseppe Patrizi, uno che ha perfino ricoperto il ruolo di commissario dell’Amministrazione Provinciale.

Sull’altro versante ci sono sindaci eletti del calibro di Anselmo Rotondo e Gioacchino Ferdinandi, che è pure consigliere provinciale. E c’è Gianluca Quadrini, capogruppo del Partito alla Provincia e commissario di Comunità Montana. Ma anche “re del voto ponderato”, perché la sua capacità di aggregare gli amministratori locali è formidabile.

Claudio Fazzone, Gianluca Quadrini, Alessandro Battilocchio

Se Forza Italia riuscisse soltanto a schierarli tutti nelle varie competizioni, allora avrebbe la garanzia di raggiungere in ogni caso percentuali importanti. Si resta però al punto di partenza e cioè nell’impossibilità di arrivare ad un chiarimento vero. Sedendosi attorno ad un tavolo e tirando fuori tutti i dubbi, le perplessità, i malumori. Per poi provare o a superare la situazione una volta per tutte oppure a siglare una tregua armata. Perlomeno.

Il bivio di Forza Italia

Claudio Fazzone ha annunciato la stagione congressuale in primavera, ma sarà inevitabile fare i conti con il Covid. Anche se si potrebbe utilizzare la modalità in teleconferenza per arrivare comunque ad una linea condivisa. A meno che Antonio Tajani e Claudio Fazzone non decidano di prendere loro in mano la situazione, spazzando via manovre e trappole e mettendosi d’accordo su un assetto di gestione condivisa del partito in Ciociaria.

In primavera si vota in ventuno Comuni della provincia di Frosinone e poi per l’elezione dei consiglieri provinciali. I numeri per fare bella figura Forza Italia li ha. Si tratta però di ridare la parola alla politica.

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