Se il bilancio della Regione diventa modello di Governo

Il documento economico guarda al dopo Covid ma intanto non aumenta le tasse. E sul piano politico segna un’apertura alle minoranze per i temi consiliari. Un messaggio anche al premier Giuseppe Conte. Inoltre la tempistica e il merito degli interventi fa capire come si muove la macchina politica e mediatica del Governatore.

Un gioco di squadra finalizzato e annunciato da quelli che potrebbero essere definiti i “tre tenori”. L’approvazione del Bilancio della Regione Lazio ha rappresentato quest’anno un provvedimento dal grande significato politico. Non soltanto perché è l’anno del Covid, ma soprattutto perché contemporaneamente a livello nazionale il Governo guidato dal premier Giuseppe Conte è in difficoltà sia come maggioranza che nei rapporti con il Parlamento. (Leggi qui Zingaretti taglia le tasse nel Lazio: “Ora c’è il Covid”).

Nel  Lazio, invece, Nicola Zingaretti, che è pure il Segretario nazionale del Partito Democratico, non ha problemi.

I segnali politici stanno in molti dei passaggi con i quali i tenori hanno commentato il via libera ai cionti.

Il Buschini istituzionale

Mauro Buschini

Il primo a lanciare quelli che romanticamente una volta venivano chiamati “dispacci d’agenzia”, è stato il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini. Quello che ricopre il ruolo maggiormente istituzionale.

Buschini ha chiarito che “con l’approvazione della legge di Stabilità regionale 2021, il Lazio traccia un orizzonte di speranza per la ripresa dalla crisi causata dal Covid-19”. Confermando il patto stretto con cittadini e imprese sulla riduzione delle tasse nonostante le enormi difficoltà derivanti dalla crisi sanitaria ed economica in corso.

Ha rilevato Buschini: “Un risultato non scontato vista l’esposizione della Regione impegnata in questi mesi a rispondere con misure concrete alle difficoltà delle famiglie e delle aziende aggravate dal Coronavirus. Un impegno mantenuto senza rinunciare a investimenti strategici per la crescita dell’intero territorio grazie a una tenuta solida delle casse regionali”. 

Buschini punta l’attenzione sul fondo per la riduzione delle tasse, sia dell’Irpef che dell’Irap per le imprese del territorio. E sulla conferma di importanti investimenti per la difesa dei posti di lavoro, per la formazione, per lo sviluppo che salvaguardi la tutela ambientale e per la crescita dei servizi sanitari per proseguire la lotta al virus.

Poi ha affermato: “Con il lavoro in aula sono stati apportati miglioramenti rispetto al testo iniziale e per questo motivo desidero ringraziare i consiglieri di maggioranza e delle opposizioni per i contributi forniti”. Il riferimento alle minoranze  è cruciale, perché il confronto in aula ha rappresentato una costante di questo secondo mandato di Nicola Zingaretti. Proprio quel dialogo ha portato alla definizione dei due maxi subemendamenti con i quali sono stati spazzati via in un colpo solo migliaia di emendamenti al Bilancio.

Il Bilancio del Leodori operativo

Poi è stata la volta di Daniele Leodori, vicepresidente molto operativo del Lazio. Il quale ha scelto un profilo tecnico-amministrativo.

Scrivendo: “La riconferma rispetto allo scorso anno delle agevolazioni fiscali, con 2,3 milioni di contribuenti esentati, 500mila coinvolti dalla riduzione dell’Irpef con un criterio di progressività e un numero maggiore di imprese che beneficerà dell’abbassamento dell’Irap dello 0,92%, è un risultato straordinario”.

Come Regione, proprio in una fase di maggiore crisi economica e disagio sociale, abbiamo voluto prendere scelte coraggiose e lungimiranti per il bene della collettività, nonostante tante difficoltà. Con l’estensione poi della platea dei benefici Irap ai residenti nei comuni inclusi nelle zone del cratere del sisma del 2016, al settore della pesca e dell’acquacoltura e alle cooperative sociali iscritte nell’albo regionale con valore della produzione netta inferiore a un milione di euro abbiamo lanciato un messaggio chiaro: non lasceremo indietro nessuno”.

Daniele Leodori è da sempre l’anima silenziosa e operativa di questa coalizione. Non è un caso che sia stato lui a mettere in risultato l’aspetto pratico dei numeri contenuti nel Bilancio. Indicando quanti sono stati esentati dalle imposre regionali e quanti usufruiranno di un taglio.

C’è un aspetto fondamentale: il risanamento dei conti della Sanità ha consentito di abbassare per tutti i cittadini l’Irpef Regionale. È quell’imposta che si calcola in proporzione alla Dichiarazione dei Redditi: una parte va allo Stato, una parte va alla Regione. Quando si ha la Sanità commissariata l’imposta regionale è al massimo. Ora invece è stato possibile farla scendere.

Le candeline di Zingaretti

Nicola Zingaretti. Foto Carlo Lannutti / Imagoeconomica

A quel punto al presidente Nicola Zingaretti non restava che spegnere la candeline. E lo ha fatto alla sua maniera. Così: “Conferma della riduzione dell’Irpef per mezzo milione di cittadini e consistente abbassamento dell’Irap per un numero importante di attività economiche del nostro territorio, coinvolgendo nuovi settori in particolare quelli in sofferenza a causa del Covid. Sono questi gli asset della manovra di bilancio appena approvata dal consiglio regionale del Lazio”.

È una manovra che ribadisce, nonostante le difficoltà di un anno segnato dalla pandemia e da nuovi ingaggi di spesa, l’impegno di quasi 10 miliardi di euro di risorse economiche dal 2021 al 2023 al netto delle spese sanitarie, delle altre somme già vincolate e delle abituali partite tecniche”.

In effetti l’approvazione del bilancio della Regione Lazio  si presta a quattro letture: 1) volontà di programmare il dopo Covid; 2) sostegno a tutte le categorie danneggiate dalla pandemia; 3) apertura alle opposizioni in quelle che sono le tematiche consiliari; 4) modello di Governo nazionale. Un dato di non poco conto. Nicola Zingaretti ha ridotto le tasse regionali in ognuno dei Bilanci approvati sotto il suo mandato.

E proprio questo ultimo punto dovrebbe preoccupare non poco Giuseppe Conte.

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