Se il muro tra le scuole rischia di diventare un pericolo

Il caso del muro per delimitare gli spazi tra due scuole. Al di là delle polemiche ci sono le letture politiche a dare un'altra dimensione. Ad un fatto che già da se è divisivo

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

Ad Anagni c’è un muro che è come lo schiaffo. Divide; ma mostra anche in modo chiaro i fermenti che si agitano nella politica anagnina in queste ultime settimane. Il muro è quello che da giorni divide la comunità politica e non soltanto nella città. Un muro pensato per risolvere la vecchia gestione degli spazi tra due scuole. Ma che rischia di proiettare un’ombra lunga in vista delle prossime Comunali.

Il muro tra le scuole

Daniele Natalia

Per coloro che si fossero persi qualche tappa degli ultimi giorni. Infuria in città una polemica relativa a due plessi scolastici che si trovano nella parte bassa, in località Finocchieto. Le scuole sono il Comprensivo 1 ed il Comprensivo 2.  Da anni le due scuole si trovano a condividere degli spazi, con tanto di polemiche e rivendicazioni di quegli stessi spazi.

Negli ultimi giorni il sindaco Daniele Natalia ha deciso di risolvere il problema in modo radicale, creando un muro. Che, nelle intenzioni, dovrebbe servire ad eliminare in modo definitivo le discussioni.

Una decisione che ha però creato una serie di polemiche che negli ultimi giorni hanno raggiunto l’acme. Dirigenti e genitori del Comprensivo 2 hanno denunciato la discriminazione del sindaco; dal Comprensivo 1 si è risposto ribadendo la legittimità della scelta del sindaco.

Una vicenda, normale anche se calda, di cronaca. Che però si presta ad almeno un paio di letture, tutte e due politiche. 

Le letture politiche

Sandra Tagliaboschi

La prima; all’interno del Comprensivo 1 lavora uno dei Consiglieri comunali più influenti, l’esponente del Partito Democratico Sandra Tagliaboschi. Ovviamente qui non si vuole prefigurare in alcun modo l’idea di uno scambio di favori. Però è un fatto che da giorni, come dimostra anche la vicenda della Pro Loco ed il tentativo di raggiungere compromesso tra le parti per ora fallito, il sindaco sta cercando di arrivare ad una tregua con una certa parte del mondo progressista locale, per evitare di esasperare una tensione che rischia di diventare già da ora, in vista della campagna elettorale, insostenibile.  

L’altra lettura è più di prospettiva. E rimanda ad un aspetto già sottolineato. Da tempo il sindaco è in difficoltà sui risultati da portare a casa in vista delle prossime elezioni. Uno dei punti critici dell’amministrazione Natalia, non è un segreto per nessuno, è quello di aver risolto effettivamente pochi dei problemi che aveva promesso di affrontare. Attenuanti se ne possono trovare a volontà: dal Covid alla contrapposizione della Regione, dipende come sempre dalla curva in cui si assiste alla partita.

Tra questi impegni presi cinque anni fa, c’è appunto quello del rapporto tra le due scuole. Tema che tra l’altro, negli anni dell’amministrazione Bassetta, era stato uno dei più utilizzati dall’allora minoranza, con l’allora solo genitore Carlo Marino, attualmente assessore alla Cultura della giunta Natalia, che si era scagliato contro le lentezze della giunta Bassetta, chiedendo una soluzione in tempi rapidi.

Soluzione che, ovviamente, non è più arrivata. Non per incompetenza, sia chiaro, ma perché la questione è complessa, e non si può risolvere con degli slogan. Solo che sarebbe stato più coerente farlo notare anche prima. E allora il sospetto è  che il sindaco voglia cercare di ottenere in fretta dei risultati concreti da poter portare in campagna elettorale nei prossimi mesi.

Il rischio è che però la fretta generi più danni che vantaggi. Creando divisioni, più che consensi. A tutto vantaggio di chi, per ora solo dalle retrovie, invoca coerenza.

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