Se il Prefetto è come la Madonna: tutti chiedono miracoli

C'è chi ancora non ha capito: il Prefetto ed il Sindaco sono due autorità diverse. Il prefetto non è il capitano che da ordini al sindaco che non è suo tenente. Ma qualcuno è rimasto ancora ai tempi dello Stato Pontificio

Lidano Grassucci

Direttore Responsabile di Fatto a Latina

Titoli cubitali: Il Prefetto chiede ai Comuni di fare il regolamento sulle sedute da remoto; I consiglieri comunali di opposizione vanno dal Prefetto contro Coletta che non li fa parlarel’opposizione va dal Prefetto per le commissioni consiliari.

Capita solo a Latina tutto questo “disturbo” al Prefetto.

Serve uno spiego

Il prefetto di Latina Maurizio Falco (Foto: Stefano Carofei / Imagoeconomica)

Il prefetto non sta al sindaco come il Papa sta al Figlio: il sindaco ha per padre solo il popolo sovrano. Il prefetto non è il capitano che da ordini al sindaco che non è suo tenente: non c’è rapporto gerarchico. Il prefetto non è Batman e il sindaco non è Joker .

Sono, il Prefetto e il Sindaco, due autorità diverse. La seconda è “sovrana” non riconosce sopra di se alcuno; la prima, invece, è emanazione del Governo centrale.

Solo nei casi, previsti dalla legge, di impossibilità ad autogovernarsi la prefettura prende atto della crisi e interviene per il tempo ponte a un nuovo voto (tampona non si sostituisce).

Il prefetto non può nulla rispetto alla autonomia del Consiglio comunale, nulla sul suo funzionamento. Come regolare le sedute (in presenza, per via telematica, o misto) è potere esclusivo del Consiglio comunale.

Il prefetto ed il regolamento

Del resto la prefettura di Latina ai 33 Comuni ha girato ieri una nota del Ministero dell’Interno che ribadisce la loro autonomia statutaria. Non gli ordina di fare i regolamenti, dice che è loro potere farli e che l’argomento è cosa che non riguarda il Governo centrale. (Leggi qui il precedente: Modalità mista, ora interviene la prefettura).

Insomma il sindaco di Latina Damiano Coletta non può essere messo in castigo da alcuno, solo dagli elettori o da Consiglieri che cambiano opinione sulla sua fiducia. 

Il nodo grave è un altro: sono 6 mesi che il Consiglio comunale di Latina parla di se stesso, di come funziona o di come dovrebbe funzionare, di chi deve fare cosa. È come una macchina nuova il cui proprietario invece di farla viaggiare discute sulle istruzioni e ogni tanto chiama la Fiat per sapere che strada deve prendere per andare a lavoro; e la Fiat gli scrive che il viaggio è cosa dell’autista non scelta della vettura. 

In troppi pensano di stare ancora allo Stato Pontificio, la Repubblica è difficile da vivere perché non è cosa di padri e figli, ma di uomini e donne responsabili.

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