Se il silenzio elettorale sui social non vale

Il silenzio elettorale? In molti non lo hanno rispettato. Sfruttando i social e mettendo in campo mille pretesti. Ecco il riassunto di una giornata poco edificante

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

Latina vota e sui social il silenzio elettorale non vale. Il sabato prima del voto, normalmente, è rigido: la campagna elettorale si chiude il venerdì a mezzanotte. Sabato niente comizi, niente volantinaggio. Nulla. Almeno a livello ufficiale (ma all’amico potevi sempre fare una telefonata…).

Per l’informazione, finché questa è rimasta legata solo a giornali, radio e tv, è stato facile. Poi è arrivato il web. Che, come disse Umberto Eco, ha dato voce a tutti (ok, la frase era forse più forte…). E chiudere i social non si può.

Il silenzio rotto dai candidati

Foto: Andrea Panegrossi / Imagoeconomica

Dovrebbe essere rispettato dai candidati. Ma a Latina, sabato, non è stato così. Partono candidati consiglieri comunali, dell’una e dell’altra parte, che lamentano come i propri manifesti vengano strappati o vandalizzati, fanno capire, dalla parte avversa.

Poi è la volta di un candidato consigliere comunale di centrodestra, che mostra una lettera, firmata solo «i giovani di Latina», che, afferma lui, è stata recapitata nelle cassette delle lettere, e in cui si invita a votare per il candidato sindaco dell’altro schieramento. Grave violazione, secondo lui, ma non si sa quando sia stata recapitata. Subito, il suo post viene commentato, e l’avvenimento ripreso e denunciato, da altri candidati consiglieri della sua parte.

Uno dei principali candidati sindaco posta un video come appello al voto. E il massimo è però il post di risposta del suo principale competitor: «Scusate amici se ho deciso di rispettare il silenzio elettorale anche qui sui social, a differenza del mio avversario…ma che ci volete fare, sono cresciuto nel rispetto delle regole, e non cambierò certo il mio modo di essere».

Ok, ha detto di rispettare il silenzio, ma intanto ha pubblicato un post sulla sua pagina Fb, intestata a lui con nome e cognome. Un modo per esserci.

Noi, ligi alla regola, di sabato e di domenica i loro nomi non li pubblichiamo. Ma sul web pare proprio che Eco avesse ragione.

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