Se l’agibilità politica dipende dal luogo di riunione

Ora la polemica si accende sul luogo in cui i Gruppi si riuniscono. Meglio la vecchia sede, più appartata. Ma non è possibile. Perché è in atto un gioco del domino sulle sedi

Andrea Apruzzese

Inter sidera versor

A Latina il problema fondamentale è dove si riuniscono i gruppi consiliari. Anzi, no, il fatto che per raggiungere le sale dei Gruppi consiliari si debba passare davanti al quartier generale del sindaco.

Tra i mille e più problemi dell’amministrazione comunale di Latina, ora si aggiunge anche questo.

Scusi, è permesso?

La Sala De Pasquale

I gruppi consiliari, da sei anni sono alloggiati al secondo piano del Municipio, nel corridoio alla destra della Sala Conferenze che l’allora sindaco Vincenzo Zaccheo intitolò una quindicina di anni fa al regista Rai, calabrese di nascita e pontino d’adozione, Enzo De Pasquale. Esattamente sopra alle stanze del sindaco Damiano Coletta e del suo staff. Per raggiungerle, quando la sala De Pasquale è chiusa, occorre utilizzare una scala, proprio nel mezzo delle stanze del sindaco.

Una situazione che non piacerebbe ad alcuni consiglieri. Hanno richiesto, da mesi, il ritorno urgente alle antiche sale dei gruppi consiliari, in via Farini, in una dependance alle spalle del Municipio, nello stesso complesso, ma con ingresso autonomo, esterno. Molto esterno.

Questione di legalità

La piazza del municipio di Latina

Il tema è approdato sul tavolo della commissione Trasparenza e Legalità (e già qui ci sarebbe da chiedersi quale sia il nesso), perché i consiglieri vogliono traslocare. Anzi, no, il motivo è «la centralità e l’importanza del ruolo di consigliere», spiega il centrodestra. Che evidentemente dipende anche dall’autonomia di entrare e uscire dalle sale riunioni.

Commissione che ha votato all’unanimità (inclusi quindi anche i consiglieri del Pd, Daniela Fiore, e di FI, Giuseppe Coluzzi, presenti insieme all’opposizione di centrodestra) l’indirizzo di ritorno a via Farini.

Ma qual è (o quale sarebbe) il problema? Il problema è che le sale di via Farini sono ingombre di mobili e masserizie, eredità di quando, sette anni fa, il Comune lasciò gli uffici presso l’Intendenza di Finanza dove erano ospitati la Segreteria Generale, l’Ufficio di Presidenza e l’aula delle Commissioni Consiliari.

Ma anche di agibilità

Raimondo Tiero

Spostare tutto? Si, ma a quel punto le stanze di via Farini servono comunque per altro: il Comune deve lasciare il Pegasol (uffici Tributi e Bilancio) dove paga un affitto, per poter risparmiare e finanziare così le rate del mutuo per l’acquisto della ex sede della Banca d’Italia. Inoltre, va lasciata libera l’ex scuola di via Varsavia (uffici dell’Economato e di Urbanistica) perché prossima ai lavori di ristrutturazione, e va anche lasciata l’ex Teti (Segreteria generale e Servizi sociali), sui quali ci sarebbe l’interesse del Demanio a rientrare nel loro possesso per destinarli a uffici giudiziari.

In definitiva, l’assessore al Patrimonio Dario Bellini ha chiarito: le sale di via Farini servono. Ee le stanze attuali dei Gruppi consiliari al secondo piano del Municipio, se sono state usate nei cinque anni precedenti, si possono benissimo continuare a utilizzare. Ma il presidente del Consiglio Raimondo Tiero non l’ha presa bene. In aula, ha ricordato che sono mesi che lui chiede ad assessore e dirigente la disponibilità di via Farini. Finora senza ottenere risposta. E ora invierà una nota ufficiale ad assessore e dirigente. Perché l’agibilità politica dipende anche da dove ci si riunisce.

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