Se ne va Renato Sponzilli, il manager che stupì la politica

Si è spento a Sora Renato Sponzilli. Figura chiave della sanità nel Sud Lazio. Sindacalista di spessore nazionale, fu scelto da Craxi per il Dipartimento Sanità del Psi. Da manager della Asl creò a Latina le basi per i traguardi di oggi. Il ricordo di Marco Ferrara, con cui condivise sindacato, politica, sanità

A Latina lo ricordano perché era sgusciante come un’anguilla: non riuscivano a fregarlo con nessuna delle trappole che gli avevano costruito lungo il percorso. Merito soprattutto della sua bravura: della competenza, la conoscenza delle leggi, sia quelle in materia di sanità e sia quelle non scritte che regolano la sopravvivenza in Politica. Renato Sponzilli indicato nel 2011 manager della Asl di Latina fu una nomina che mandò di traverso il caffè a molti. Perché era bravo. E, ancora di più, perché era di Frosinone. Ed a quel tempo le ragioni del campanile tra bufalari e ciociari erano ancora forti.

Fu il potentissimo Coordinatore regionale del Popolo delle Libertà Alfredo Pallone a suggerirne il nome a Renata Polverini, allora Governatore del Lazio. Non fu una raccomandazione: fu una grazia per la Sanità pontina. Ed allo stesso tempo uno smacco per quella ciociara.

Dalla politica alla Sanità

Renato Sponzilli

Grande esperto della Sanità, ne aveva imparato i segreti alla scuola della Cgil. Nel sindacato aveva fatto strada fino a diventarne eccellente dirigente nazionale della Funzione Pubblica.

Arrivò a Frosinone nell’ottobre 1982. Ce lo aveva spedito come Commissario la CGIL Nazionale: aveva il compito di rilanciare la sigla in provincia, in particolare nella Sanità. Creò una squadra: con lui c’erano Francesco Notarcola, Giuseppe Caruso, Eros Sbardella, Antonio De Santis e Marco Ferrara (l’addetto stampa della Asl andato in pensione da poche settimane). Con loro La Cgil Funzione Pubblica raggiunse migliaia di iscritti: tanti quanti mai ne aveva avuti.

«Nelle prime tre tornate elettorali, significa 6-9 anni di seguito – ricorda commosso Marco Ferraranelle RSU in tutte le 10 USL ciociare (oggi unica ASL) la Cgil Funzione Pubblica riportò sempre la maggioranza assoluta dei seggi».

Con i ministri e con Craxi

Alla fine degli Anni 80 il Segretario nazionale della Cgil Bruno Trentin lo volle a Roma al Nazionale. A Renato Sponzilli venne affidato il compito di guidare la delegazione trattante con il Governo per il rinnovo dei contratti di Sanità e Pubblico Impiego. Parlava da pari a pari con Carlo Donat-Cattin, Renato Altissimo, Dante Schietroma, Elena Marinucci ed altri ministri dell’epoca.

Nel sangue aveva sanità e politica. Socialista fino al midollo: fino a diventare dirigente nel PSI nazionale. A lui Bettino Craxi attribuì una grande responsabilità nel Dipartimento Sanità del Partito, allora guidato da Sergio Moroni. Era un’epoca in cui i Dipartimenti erano il cervello vitale dei Partiti: lì si elaboravano le leggi da proporre al Partito, se ne studiavano vantaggi e svantaggi, su bilanciavano le virgole; si definivano sotto il profilo tecnico le strategie che poi, se approvate dalla Direzione, i Parlamentari avrebbero sostenuto. da lì nasceva quello che spesso si diceva poi nei dibattiti pubblici.

La carriera medica

Era psicologo e psicoterapeuta. Aveva iniziato la carriera al CNR tra Roma ed Arezzo. «Possedeva – ricorda Marco Ferrarauna solida preparazione anche in campo medico. Il che gli consentiva di essere amico personale di Cancrini e Franco Basaglia, gli psichiatri che furono fondamentali per la soppressione dei manicomi e la loro sostituzione con percorsi di cura. Si confrontava con loro con competenza e senza timori reverenziali».

Ha presieduto innumerevoli Commissioni di concorso per Dirigenti Psicologi in Italia: più di una generazione di psicologi in Italia ha avuto Renato Sponzilli commissario d’esame. Negli anni della direzione Zott alla Asl di Frosinone fu coordinatore Socio-Sanitario, struttura sorta con lui e poi ereditata da Narciso Mostarda. «Molte realizzazioni socio-sanitarie in Ciociaria (Distretti sociali, Case della Salute) sono state programmate ed organizzate con lui. Fu la sua capacità di visione a consentirgli di vedere con largo anticipo quanto potessero essere utili quelle strutture» conferma Marco Ferrara.

Manager alla Asl

Il suo ultimo incarico di prestigio è stato quello di Direttore Generale della Asl di Latina. C’è rimasto fino al 2014. In quel periodo, all’interno di quella comunità sanitaria ha riorganizzato, riprogrammato, innovato. Molti dei traguardi ottenuti in questi anni dalla Sanità pontina poggiano sulle basi costruite da Renato Sponzilli. Proprio quella competenza, quei traguardi, quelle prospettive, gli consentirono di tenere a bada la politica che invece avrebbe preferito l’uovo oggi alla gallina di domani, cioè risultati meno importanti ma da poter esibire subito agli elettori. L’autorevolezza di Sponzilli gli consentì di tenere lontano chi pensava di poterlo tirare per la giacca.

Stanotte Renato Sponzilli ha appeso il camice definitivamente. Si è congedato dalla vita in silenzio. Lasciando tante cose che funzionano ancora oggi nella Sanità.

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