«Se non regge il confronto, non è Politica per il Capoluogo»

Angelo Pizzutelli, capogruppo consiliare del Pd Frosinone, pretende ancora risposte sul "Caso Cinaglia". E commenta l'assolo del sindaco Mastrangeli in Piazza (dello Scalo). Centrodestra a parte, vuole una Segreteria cittadina «radicata sul territorio» e tifa «contro lo scollamento con il Psi»

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Per loro non è una storia chiusa, non è stata una storia estiva finita in ripostiglio insieme all’ombrellone. Al contrario: hanno tutta l’intenzione di metterla nel calderone che riscalderà l’aria politica del prossimo autunno frusinate. La storia è quella creata dall’assessora Alessandra Sardellitti che aveva inquadrato un “Amedeo Cinaglia” a Frosinone un mese e mezzo fa.

Fece esplodere il dibattito con un post nel quale affermava di avere visto in Aula nel capoluogo qualcuno che le ricordava il personaggio cinematografico celebre per chi segue la serie Suburra. Cinaglia è personaggio che nasce come politico onesto ma finisce per diventare ingranaggio del malaffare. Nel centrodestra nacque uno scontro interno ferocissimo e l’assessore Adriano Piacentini dovette impiegare ettolitri di acqua benedetta per esorcizzare quel caos. Nel centrosinistra Cinaglia spaccò il fronte: il Partito Democratico partì all’attacco pretendendo di sapere chi fossero corruttori e corrotti ai quali l’assessore alludeva. Si ritrovò sostenuto solo dalla Lista Marzi: il suo documento non venne firmato né dai Socialisti, né dalla Lista Marini, né dal Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli. (Leggi qui Cinaglia, il fantasma che agita Frosinone).

Il fantasma aleggia ancora

Amedeo Cinaglia, personaggio della serie tv Suburra

Spiegazioni che torna a chiedere Angelo Pizzutelli, capogruppo consiliare e dirigente provinciale del Pd, ancor prima di commentare l’assolo del sindaco Riccardo Mastrangeli.

«L’autrice del post chiarisse in modo sereno, visto che il chiarimento non è ancora arrivato, a cosa fosse dovuto un accostamento irriverente che ha fatto sobbalzare tutti dalla sedia – riattizza il Democrat -. Il Consiglio comunale di Frosinone è stato accostato a quello di Suburra, magari a qualche personaggio chiacchierato e non in linea con i dettami di buona condotta nella gestione della cosa pubblica».

Il Psi, tra gli altri, non condivide «né modi né toni né contenuti» di questa “battaglia” del Pd e della Lista Marzi. Cosa ne pensa? (Leggi qui: Nessun uomo è un’isola. Tranne che in Politica)

«Ritengo, innanzitutto, che sia stata marcata in modo esagerato la non-firma su una richiesta sacrosanta e legittima promossa dal Partito Democratico, rivolta alla maggioranza per via delle esternazioni discutibili di un assessore comunale. Si dovrebbero usare i social in maniera più istituzionale e non per il chiacchiericcio da bar. Noi, a differenza di altri, non tolleriamo che la Città di Frosinone venga accostata a Suburra».

Perché, allora, non è stata condivisa da tutto il Centrosinistra?
Equipaggio del 72° Stormo elicotteri Frosinone

«C’è parso un po’ forzato che il Psi, la Lista Marini e il Polo Civico non abbiano sottoscritto quella richiesta di verità. Di contro, però, sottolineerei la firma all’unanimità dell’emendamento alla mozione contro la chiusura della scuola per elicotteristi nell’aeroporto Moscardini. Tutte le forze d’opposizione lo hanno avallato e sottoscritto. Credo che c’è chi voglia far emergere un racconto divisorio, ma le opposizioni mettono da parte la goliardia che sta palesando la giunta in carica. La sua impasse è evidente e non mancano di certo forti contraddizioni. Qui esiste un caos».

A che “caos” si riferisce?

«Al fatto che non ci sono idee chiare. Non si capisce come in una strada larga cinque metri possano transitare in contemporanea il Bus rapid transit e piste ciclopedonali. Abbiamo fatto proposte che sono state accantonate, come quella del consigliere Marzi per il ripristino dell’ascensore inclinato al costo, per l’esattezza, di 136mila euro».

«Quella è mobilità impossibile»

Cosa c’è che non va nella mobilità voluta da Mastrangeli?

«Il problema è che è complicato fare le piste ciclabili che vorrebbe il primo cittadino. È colpa di nessuno se non della cementificazione selvaggia consentita cinquant’anni fa. Creando così una mobilità unica in senso negativo a livello nazionale. Lo scempio è figlio delle scellerate politiche urbanistiche del passato. Le piste ciclabili, soprattutto nel quartiere Scalo, non possono essere realizzate. Non ci si deve prendere in giro, dicendo che loro sono ambientalisti e noi distruttori. Quell’impianto che è contestato dalla gente, soprattutto dal loro elettorato».  

Il Sindaco Mastrangeli è sceso in Piazza (dello Scalo) da solo. Non lo trova impavido? (Leggi qui Mastrangeli impavido: “balla da solo”… allo Scalo senza i suoi).

«C’è stato un confronto in piazza e rivolgo sicuramente anch’io un plauso al coraggio messo in campo dal primo cittadino. Devo dire, però, che è uscita fuori una brutta immagine. È emersa una debolezza palese: un uomo da solo a metterci la faccia e prendersi anche gli insulti. Diranno magari che è stata una scelta, ma di certo non c’erano nessuno dei suoi assessori».

Pensa che sia un progetto irrealizzabile?

«Purtroppo sì. E andrà a penalizzare le future generazioni pur di mettere un tappo. Tutti vogliamo le piste ciclabili, ma si devono fare con raziocinio laddove è possibile. Parla da sé la risposta del dirigente comunale nel Consiglio di luglio: “Forse non andava creato il senso unico di via Marittima”».

«Non è Politica per il Capoluogo»

Come interpreta l’assolo di Mastrangeli?
L’aula consiliare del Comune di Frosinone

«Dico solo che, se non sanno reggere un dibattito pur acceso, non è Politica per il Capoluogo. La presenza degli assessori era fondamentale per comprendere bene la situazione. L’opposizione potrebbe cavalcare l’onda del dissenso, magari stare lì a infuocare la piazza, ma non ci appartiene».

Non la vede come un accentramento dei “poteri”?

«No, anzi. Quella è stata l’ennesima riprova che questa maggioranza ha problemi enormi. Qualcuno mi dirà che l’opposizione non sta messa meglio. Ma ad ognuno il suo. Se siamo tra gli scranni della minoranza, evidentemente, qualcosa non ha funzionato. Il Centrosinistra schematico di una volta non esiste più. L’Ulivo non esiste più, gli schemi sono saltati e, pur essendo il principale interlocutore, non si riesce a trovare massima coesione con il Movimento 5 Stelle».   

Il Psi, invece, era e resta autonomo. Il capogruppo Iacovissi ha parlato di “incomunicabilità” con il Pd. Lei come la vede?

«Riconosco sicuramente che il Partito Socialista abbia ragione ad assumere alcune posizioni. È l’alleato naturale, di fino per ideali e pragmatismo amministrativo, come dimostrano le vittorie delle fortissime coalizioni del passato. Il Partito Democratico pensa di poter essere autoreferenziale. Si è pensato di poter vincere da soli. In queste condizioni, però, si perde ovunque».

Pd-Psi, «Tifo contro lo scollamento»

Lei, di tradizione socialista, per cosa tifa? (Leggi qui C’era una volta il Pd a Frosinone, che non è più né unitario né vincente)
Angelo Pizzutelli, capogruppo consiliare del Pd

«Io tifo affinché venga meno lo scollamento tra Pd e Psi. E deve essere il primo punto in agenda, il primo passo per la ricostruzione di un’alleanza forte. Il circolo cittadino del Pd, intanto, sta per andare a congresso. Servirà una segreteria forte, d’esperienza e con radicamento sul territorio. Il gruppo consiliare chiede questo alla Segreteria provinciale. In autunno, si spera, ci sarà finalmente un rinnovamento della dirigenza locale».

Lanciate un messaggio al Segretario provinciale Luca Fantini?

«Certo, anche nella sua veste di commissario del circolo unitamente alla presidente Stefania Martini da ormai due anni. Ci appelliamo affinché attenzioni e monitori anche le istanze di un gruppo consiliare che cerca sommessamente di essere presente e rispondere agli appelli che arrivano dal territorio. È il radicamento necessario, serve una forte coesione per una nuova stagione del Pd Frosinone».

Il gruppo consiliare, se è così coeso, con chi si sente invece “pappa e ciccia”? (Leggi qui Se l’apertura di Venturi è un’arma a doppio taglio)

«Sicuramente con la Lista Marzi, che fa parte autorevolmente della coalizione. Il nostro candidato sindaco è sempre presente sulle tematiche, dimostrandolo con interventi di spessore in Consiglio comunale. Il Partito Democratico, però, dovrà dare contezza e riscontro rispetto alla costruzione di una coalizione più forte possibile, ma soprattutto aperta ai valori che hanno sempre contraddistinto il Centrosinistra».

Le mancanze di Frosinone

Di cosa, su tutte le necessità, ha bisogno Frosinone?

«Ha bisogno di un miglioramento della qualità della vita. Dobbiamo trovare il modo per far tornare il sorriso alle famiglie frusinati. In questi mesi estivi, girando i Comuni, ho visto tante comunità sorridere e andare di passo con le loro amministrazioni comunali. Ci vuole coraggio ad affermare che la programmazione estiva sia stata un successo».

Tra gli eventi rilevanti il Festival dei Conservatori, il Teatro tra le Porte e le Terrazze del Belvedere. Poco?

«Non tirino sempre fuori la questione dei debiti, perché il Comune ha stanziato 110mila euro, una somma importante, per il Festival dei Conservatori. È una somma che, aggiungendo forse altri 40mila euro, potrebbe essere impiegata per creare un adeguato palinsesto culturale, ricreativo e ludico».

Come sarebbe adeguato secondo lei?

«Vorrei che si soddisfino le aspettative dei cittadini non soltanto nel mese di luglio, ma anche nel mese di agosto. Senza dimenticare che il bando per il tradizionale cinema all’aperto alla Villa comunale, su cui il Comune ha messo zero euro, è andato ovviamente e tristemente deserto. Guardare sempre altrove è un colpo mortale per questa città».

Sport, il cavallo di battaglia

A proposito di Sport, invece, pare ormai prossimo l’auspicato recupero della storica Palestra Coni…
Angelo Pizzutelli, responsabile regionale Pd delle politiche sportive

«Anch’io ho appreso dal delegato a mezzo stampa che siamo ormai pronti a partire per il recupero del Palazzetto Coni. Mi feci parte attiva sin dal 2020 affinché il Comune si sedesse a un tavolo con la Regione Lazio e la società Sport e Salute del Coni».

Ormai la Regione ha cambiato colore politico. E, ora che non comanda più il Pd ma Fratelli d’Italia, il Centrodestra dice che filerà tutto liscio. Non crede?

«Vorrei ricordare che la Regione, allora governata da Nicola Zingaretti, ha concesso un contributo di mezzo milione di euro per la ristrutturazione. Poi la delibera di giunta tra dicembre 2021 e gennaio 2022, un tavolo per l’accordo sulla gestione, ora l’annuncio del prossimo avvio dei lavori».  

Non si fida troppo dopo tanta attesa?

«Spero solo che ora si taglino i tempi morti, senza magari temporeggiare in modo strumentale per convenienza elettorale. Capisco che si siano allungati i tempi per via del rincaro dei costi energetici. Ma per oltre un anno, seduti a un tavolo con il pianto pronto, non sono riusciti ad avviare l’intervento. Le associazioni sportive, la Palestra Coni, la stanno aspettando come il pane». (Leggi qui Si scrive Pizzutelli ma si legge Sport. Anzi, stavolta Welfare). 

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