Se Roberta Lombardi non chiude al Mes e apre a Di Battista capo politico.

Foto © Imagoeconomica / Benvegnu' Guaitoli

La capogruppo regionale dei Cinque Stelle è una personalità importante nel Movimento. Ripropone il tema della collegialità, chiude ancora al bis della Raggi e guarda avanti, alle prossime elezioni.

Roberta Lombardi è stata la prima capogruppo dei Cinque Stelle alla Camera, quella che aveva “fulminato” il leader del Pd Pierluigi Bersani nella diretta streaming che aveva rappresentato il biglietto da visita dei pentastellati della prima ora. Adesso fa il consigliere regionale del Lazio ed è capogruppo. La sua anzianità di servizio nei Cinque Stelle è tale da far prendere sempre sul serio ogni sua esternazione. Ecco perché la sua apertura al Mes, se pure cauta e sfumata, non è passata inosservata.

Ha detto Roberta Lombardi: «Il Mes? Odio le posizioni pregiudiziali. A oggi la fine delle condizionalità è scritta sulla sabbia. Ma se alla fine dell’iter fosse ratificato il cambiamento, si può pensare di esaminarlo in tutte le sue possibili implicazioni».

Virginia Raggi, Roberta Lombardi © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

Nell’intervista al Corriere della Sera, la Lombardi ha parlato anche di altri temi centrali nella vita del M5S. Per esempio ha ribadito il suo no all’abolizione del tetto del doppio mandato per ricandidare Virginia Raggi a sindaco di Roma. Per quanto riguarda la guida del Movimento, invece, Lombardi ha auspicato una “leadership collettiva” che tenga insieme Di Maio e Di Battista. Spiegando: «Finché siamo stati collegiali siamo stati dirompenti. Anche Di Maio e Di Battista sono sicuramente necessari per il Movimento. C’è la necessità di migliorare Rousseau. Al momento non ha stanze tematiche di discussione né territoriali. Servono quesiti neutrali con argomentazione dei pro e dei contro della materia».

Il richiamo alla leadership collettiva in realtà è un’apertura alla possibilità che Alessandro Di Battista possa prendere la leadership del Movimento. Ma in accordo con Di Maio.

Alessandro Di Battista © Imagoeconomica / Paolo Lo Debole

Dopo l’election day di settembre si aprirà una fase importante per i pentastellati. Piena di variabili però. Da un lato l’abolizione di 345 seggi parlamentari rappresenterà una spinta per il Movimento, dall’altro però la situazione economica potrebbe precipitare. E a quel punto sarebbe importante avere una linea forte e condivisa. Sia se si dovesse andare ad elezioni anticipate, sia se invece si dovesse provare a resistere al Governo.

Perché alla domanda “Di Battista mette a rischio il governo?”, la Lombardi ha risposto così:

«Con Alessandro abbiamo fatto 5 anni di opposizione feroce, capisco che cambiare ruolo sia difficile. Finché questo governo fa cose giuste, è giusto criticarlo ma offrendo anche idee costruttive».

È più di un’apertura.

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