Se Zingaretti tornasse segretario nazionale del Pd

La clamorosa ipotesi viene rilanciata da Italia Oggi. Il presupposto è che, con Mario Draghi al Quirinale, a Palazzo Chigi andrebbe Enrico Letta. Anche per frenare l’asse tra Matteo Renzi e Dario Franceschini. E Zingaretti resta comunque l’ultimo segretario eletto dei Democrat. E sarebbe lui a decidere sulle liste elettorali.

Nicola Zingaretti potrebbe tornare Segretario nazionale del Partito Democratico? Dipende da come finirà la votazione per il presidente della Repubblica. Fantapolitica? Certamente uno scenario non semplice, ma non impossibile.

Marco Antonellis ha scritto su Italia Oggi: “Ci risiamo: è sempre Letta contro Renzi, la politica del centrosinistra è ancora ferma allo «stai sereno». Che è successo stavolta? Che Matteo Renzi sta già lavorando sottotraccia affinché con Draghi al Quirinale non sia il pisano Enrico Letta a mettere piede a palazzo Chigi, a papparsi la Presidenza del Consiglio ed a prendersi la rivincita contro chi gli diede il benservito”.

Nicola Zingaretti e Dario Franceschini

Quindi ha aggiunto: “Nella sfida, una parte importante la gioca Dario Franceschini: accantonati definitivamente i sogni di gloria riguardanti il Quirinale, ora si è schierato a favore di Matteo Renzi nella disfida contro il Segretario dem perché sarebbe lui l’uomo che il senatore semplice di Rignano vorrebbe piazzare a capo del governo. Di contro, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti è schieratissimo con il segretario Pd, di modo che se fosse quest’ultimo ad andare a palazzo Chigi come successore di Mario Draghi, Zingaretti, potrebbe tornare al Nazareno e prepararsi a compilare le prossime liste elettorali”.

Scenario naturale

Si tratta in realtà di uno scenario perfino naturale se vogliamo. Perché l’ultimo segretario nazionale del Pd eletto è proprio Nicola Zingaretti. Poi sono venute le dimissioni, che hanno portato all’indicazione di Enrico Letta. Ma senza passare per un congresso. Indubbiamente nel Pd esiste un problema che si chiama Matteo Renzi. D’altronde se il leader di Italia Viva “flirta” con il centrodestra, poi lancia un ponte nei confronti di Giovanni Toti e contemporaneamente elabora strategie con Dario Franceschini, è impossibile dire che non esiste un problema. (Leggi qui Quelli che continuano a sottovalutare Berlusconi. E Renzi).

Inoltre uno come Massimo D’Alema non fa esplodere una “bomba” simile senza considerare le conseguenze. (Leggi qui Tra D’Alema e Letta vietato dimenticare Zingaretti).

Nicola Zingaretti è andato via dalla Segreteria del Pd sbattendo la porta. E’ un politico tutto di un pezzo e difficilmente torna sui suoi passi. Ma adesso lo scenario potrebbe riservare tante di quelle sorprese che è impossibile scartare qualunque tipo di soluzione.

Alla fine l’elezione di Mario Draghi al Colle resta l’ipotesi più credibile, ma aprirebbe un problema nel Governo. La Lega proverebbe a tornare all’opposizione e a quel punto toccherebbe al Pd (non più ai Cinque Stelle) indicare il premier. Per evitare la rivolta delle “correnti” il nome del segretario sarebbe quello migliore.

Enrico Letta a Palazzo Chigi lascerebbe un vuoto nella segreteria. E l’ultimo segretario eletto, Nicola Zingaretti, lo lascerebbe colmare ad altri?

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