Ad un Secondino dal baratro: «Se il sindaco non accetta l’azzeramento non ha più bisogno di noi e…»

Intervista al vetriolo per il presidente del Consiglio Comunale di Cassino, Dino Secondino. «Vogliamo più collegialità». «D'Alessandro non azzera? Significa che non ha più bisogno di noi»

Nel puttanaio della politica non è un giovanotto di primo pelo. Dino Secondino è figlio d’arte: suo papà Salvatore è stato assessore e consigliere comunale Cassino, sedeva in aula con Mario Abbruzzese.

Cresce nella scuola dei grandi superstiti della Democrazia Cristiana cassinate, si forma all’ombra di intrighi e veleni che sono il sale della Prima Repubblica ma è così che impara a schivare i colpi alla schiena ed a bere dal bicchiere giusto. Il momento del debutto arriva nel 2011: candidato a sostegno di Carmelo Palombo aspirante sindaco sostenuto da un cartello di centrodestra. Prende circa 350 voti e rimane fuori dal consiglio per un nulla.

Siccome è uno che sa rispettare le regole e le gerarchie di Partito lo scelgono dal 2014 come coordinatore di Forza Italia a Cassino. Nel 2016 è candidato nella Lista FI a sostegno di Carlo Maria D’Alessandro: con 430 preferenze è il più votato tra gli azzurri ed il primo assoluto nella coalizione. Il che gli vale la Presidenza del Consiglio Comunale.

Oggi è iscritto alla fazione dei ‘dissidenti’ che rimproverano al sindaco Carlo Maria D’Alessandro un difetto di collegialità. (leggi qui tutta la ricostruzione Si dimettono in tre: ma restano in maggioranza).

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Presidente, chi dice le bugie voi o il sindaco: sulla storia dell’assessorato a Evangelista sapevate o no?

Non è una gara alle bugie. È solo una questione politica. Eravamo per la condivisione di tutto e ci eravamo dati una pausa di riflessione. Il sindaco ha interrotto la pausa unilateralmente.

La nomina dell’assessore Evangelista senza consultarvi è stata una manovra per isolarvi e disinnescare il vostro dissenso?

Il dissenso non si disinnesca. O c’è o non c’è.

E nel vostro caso, c’è. Come si risolve il vostro dissenso?

Nel caso della maggioranza Consiliare, io, come Presidente e come responsabile cittadino del Partito di maggioranza, ho sempre lavorato per la convergenza tra l’esecutivo e il gruppo che rappresento. Le divergenze tra le due parti sono il vero punto critico di ogni Amministrazione. Soprattutto nella seconda metà della consiliatura.

Si, ma cosa volete?

Noi chiediamo un confronto serio che dia spazio a ogni sensibilità.

Il sindaco Carlo Maria D’Alessandro di oggi è lo stesso che avete votato o è cambiato?

Fare l’esperienza di amministrare non è neutro. Nè per il Sindaco nè per un Consigliere nè per il Presidente d’Aula. La campagna elettorale è una vicenda, straordinaria, completamente diversa. Nessuno di noi è lo stesso. Io ho imparato tanto, credo sia accaduto a tutti.

L’acqua è andata ad Acea, i conti sono in dissesto, non avete costruito una sola delle opere promesse: cosa non ha funzionato?

L’acqua è andata ad Acea il giorno del nostro insediamento con la nomina da parte del Prefetto del commissario quindi lasciandoci senza nessuno spazio di manovra. Il dissesto credo sia l’atto più importante e responsabile che questa amministrazione abbia fatto riconoscendo con coraggio la necessità per la città di mettere un punto fine alle passate gestioni per poter ripartire. Ovviamente la situazione delle casse comunali è stato un grande limite sulla progettualità delle grandi opere 

Ci sono state tante “opere” comunque realizzate (soprattutto nel campo del decoro urbano). Tanti obiettivi, è vero, non sono stati raggiunti ma si deve riconoscere che si è fatto tutto quello che era possibile. La nostra scarsa conoscenza della macchina comunale e le continue urgenze hanno certamente inciso. Ma, se ritroviamo, come spero, la condivisione possiamo ancora dimostrare responsabilità.

Quanto pesa Mario Abbruzzese nelle scelte di Carlo Maria D’Alessandro?

Bisogna chiederlo al Sindaco.

C’è un cerchio magico che decide?

I cerchi magici sono una rappresentazione giornalistica. Io ho sempre visto quello che ho vissuto. Responsabilità, raccordi, condivisione con tanta fatica. Tanta!

La Lega a che gioco sta giocando?

Sulla Lega credo vada chiesto ai diretti interessati io sono concentrato sulle vicende del mio Partito.

Però da mesi non fanno altro che logorare l’amministrazione: puntano a buttarvi giù?

Non posso rispondere su ciò che pensano in casa d’altri.

Ci sono le condizioni per rimettere in rotta di navigazione questa amministrazione?

Io ho imparato che la politica ha come principale caratteristica quella di cercare soluzioni anche dove non si intravedono spiragli anteponendo il valore del servizio alla comunità a tutto il resto.

La lettera che oggi avete inviato ad Antonio Tajani, Claudio Fazzone e Adriano Piacentini non è un ultimatum ma un tentativo di riallacciare il dialogo…

(leggi qui La crisi arriva a Fazzone e Piacentini: «Carlo vi snobba». Ma vogliono rientrare)

In questo senso va interpretata la nostra disponibilità a restituire le deleghe ricevute chiedendo di fare insieme un patto di fine mandato!

Cosa chiedete al sindaco?

Al Sindaco ciò che abbiamo chiesto, per evitare fraintendimenti, lo abbiamo messo nero su bianco. Quindi è tutto chiaro! (leggi qui N.d.A. (leggi qui tutta la ricostruzione Si dimettono in tre: ma restano in maggioranza).

Ma l’altro giorno vi ha già detto no all’azzeramento…

Se non accetta, deve essere chiara la responsabilità di una scelta così severa. Noi non siamo petulanti di carità. Siamo soggetti politici che esprimono una visione. Non accettare senza confronti è una scelta che ognuno è libero di prendere. Ma nulla è gratis, in politica. Ovviamente, una scelta tanto critica è una condizione al limite dell’irrealtà. Certamente il Sindaco non vorrà assumersi una così grave responsabilità.

Se D’Alessandro resterà fermo nella decisione di non accettare la vostra richiesta di azzeramento: passerete all’opposizione?

Il Sindaco è il capo famiglia da lui ci aspettiamo di essere considerati e trattati come uomini e donne della sua squadra che vogliono dare un contributo positivo alla nostra città.

Certo è che la stima si vede con i fatti pertanto se non vorrà prendere in considerazione le nostre istanze, allora non siamo noi a collocarci in opposizione ma sarà il Sindaco a farci capire di non aver più bisogno di noi e che non ci considera della sua maggioranza.

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