Il segreto di Pulcinella che agita il Cosilam

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I massimi sacerdoti della lingua italiana hanno convocato una riunione straordinaria dell’Accademia della Crusca: in via eccezionale i filologi potrebbero chiudersi in conclave a Montecassino e decidere da lì se cancellare dagli idiotismi ‘il segreto di pulcinella‘. Dopo decenni di onorato utilizzo, vorrebbero sostituirlo. Per indicare un segreto che ormai è sulla bocca di tutti è stato proposto di usare ‘Il segreto del Cosilam‘.

Alla base della discussione filosofica e letteraria c’è il bando con cui trovare un direttore generale destinato a riempire la stanza che fu di Nino Gargano al Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Lazio Meridionale (sostituire anche in competenza il compianto Dg ucciso da un infarto nei mesi scorsi è invece cosa impossibile) .

Quel bando è fatto bene. In maniera puntuale e seria fissa una serie di paletti molto precisi. Fin troppo, sostengono i maligni. Al punto d’avere l’impressione di individuare un percorso che porta in maniera obbligata a pochi e individuabili nomi. Cattiverie infondate da clima post elettorale.

Scorriamo il bando. Richiede la laurea conseguita in base vecchio ordinamento ma va bene anche quella Magistrale introdotta con la riforma Moratti.
Già da qui i maliziosi scorgono un primo indizio: in genere si cita prima la laurea Magistrale, perché si punta sui giovani professionisti e la loro preparazione più moderna e snella.

Sono preferite le lauree in materie giuridico economiche. E anche qui si ricava un altro indizio: o avvocato o commercialista.

Bisogna avere l’iscrizione da almeno dieci anni nell’albo professionale: e questo taglia le gambe ad un bel po’ di aspiranti.

I dettagli si fanno sempre più nitidi: al quarto punto viene chiesta “comprovata esperienza nella pubblica amministrazione, anche con cariche elettive, in aziende di diritto pubblico o private…”
Quindi bisogna essere stati consigliere comunale, o provinciale, o regionale. Se poi un candidato avesse nel curriculum tutte e tre le cose, sarebbe eccezionale.

Poi gli elementi fondamentali di ogni selezione. E cioè il godimento dei diritti politici ed essere in regola con il servizio militare per chi è nato fino al 1985.
Niente favoritismi né nepotismi: sono esclusi i parenti dei consiglieri d’amministrazione, fino al quarto grado.

Riassumiamo: avvocato o commercialista, laureato/a con il vecchio ordinamento, almeno dieci anni di iscrizione nell’albo professionale, ex consigliere comunale ma se è stato/a anche provinciale e regionale il gioco è fatto, niente parenti nel CdA.

I maligni dicono che se ci aggiungi che deve essere donna e tra i meriti c’è quello di avere appoggiato l’elezione di Carlo Maria D’Alessandro a Cassino, il gioco è fatto.

E per chi non ci arriva, offrono la soluzione di comprare una vocale. La prima lettera che esce dal sacchetto è A.

Ma al momento della selezione, c’è da giurarlo, ancora una volta verranno smentiti tutti quanti.

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