Resistere, resistere, resistere. I magnifici sei sopravvissuti perfino ai Partiti

Veterani di mille battaglie politiche, sopravvissuti alla Prima Repubblica, protagonisti nell'avvio della Seconda, i sei protagonisti sempre sulla scena. Anche ora.

Nel novero delle possibilità, al collegio nord della Camera in provincia di Frosinone potrebbero incrociarsi Antonello Iannarilli (Forza Italia) e Francesco De Angelis (Pd). Al Senato in teoria non si può escludere un confronto, nel maggioritario, tra Francesco Scalia (Pd) e Mario Abbruzzese (Forza Italia). Considerando le alleanze, alle quali sia Silvio Berlusconi che Matteo Renzi guardano con attenzione, anche il coordinatore regionale di Alternativa Popolare Alfredo Pallone e il coordinatore della segreteria nazionale del Psi Gian Franco Schietroma (Psi) potrebbero avere un ruolo importante. Tutti e sei, inoltre, potrebbero essere tenuti fortemente in considerazione per la quota proporzionale, nel listino insomma. Hanno un cursus honorum lunghissimo e prestigioso.

 

Antonello Iannarilli è stato deputato, assessore e consigliere regionale, presidente della Provincia.

Francesco De Angelis ha fatto l’europarlamentare, l’assessore e il consigliere regionale, è presidente del Consorzio Asi.

Francesco Scalia, prima di fare il senatore e di averebun ruolo chiave nella commissione Industria, è stato assessore e consigliere regionale, presidente della Provincia, sindaco di Ferentino.

Mario Abbruzzese alla Regione è da diversi anni e ha ricoperto già il ruolo di presidente del consiglio della Pisana. Ma è stato pure consigliere provinciale.

Di Alfredo Pallone è impossibile ricordare tutto: europarlamentare, consigliere regionale, coordinatore del Lazio quando il Pdl viaggiava intorno al 40%. Ora è consigliere d’amministrazione dell’Enac.

E cosa dire di Gian Franco Schietroma? Lui ha fatto il sottosegretario per due volte, il parlamentare per lustri, l’assessore e il consigliere regionale. Perfino il membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura. E’ stato tra i fondatori dell’Ulivo, con Romano Prodi.

 

Sono tutti veterani di mille battaglie, hanno attraversato la prima e la seconda Repubblica. Nella terza vogliono entrare. L’evoluzione della specie politica ha tempi darwiniani, ma per restare in sella occorrono intelligenza e capacità, specialmente per non far “crescere” nessuno al proprio livello.

 

A pensarci bene è cambiato tutto. Non ci sono più la Dc, il Pci, il Psi craxiano, il Psdi. Neppure la Margherita, il Ppi, il Pds, i Ds, il Pdl. L’Italia è passata dal proporzionale al Mattarellum, dal Porcellum all’Italicum e al Consultellum. Fino ad arrivare al Rosatellum e all’Abbruzzesellum.

 

Loro resistono. Perfino ai Partiti.

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