Luca Sellari, dal Principato alla piscina di Olimpia

VITTORIO BUONGIORNO e MARCO CUSUMANO per IL MESSAGGERO

Rivali in tutto ma evidentemente non negli affari. Parliamo di Latina e Frosinone, così nemiche nel calcio e non solo, così amiche nei legami che contano. Prendete l’inchiesta Olimpia. E’ quella che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di quindici persone tra ex sindaco di Latina, politici, funzionari e dirigenti comunali, ipotizzando un sistema di potere ed affari illecito.

In particolare bisogna leggere il capitolo che riguarda la piscina comunale di Latina. Il project financing fu presentato da una società ciociara, la Vona Costruzioni, in associazione temporanea di imprese con la Nuoto 2000 di Silvano Spagnoli. Oggi si scopre dall’informativa che l’ex sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi, che è stato anche assessore a Supino, e Silvano Spagnoli (arrestati insieme il 15 novembre e poi finiti uno ai domiciliari, l’altro libero per un vizio di forma dell’ordinanza) dal 2009 erano soci in una società immobiliare, la Sellari Real Estate Ostia.

In tutto quattro soci. Di Giorgi, Spagnoli, l’immobiliarista frusinate con il vizio della politica Luca Sellari e Gianpaolo Maragno (già capo della segreteria del sindaco di Giorgi). Un mix tutto da chiarire, ma soprattutto curioso, perché intreccia due mondi così diversi, Latina e Frosinone, in una delle vicende più incredibili e surreali accadute nel Lazio negli ultimi decenni.

Luca Sellari dopo essere diventato sindaco di Filettino, un piccolo paese montano buen retiro estivo di romani e pontini, si mise in testa di creare un Principato sul modello di San Marino. Non solo batté moneta (il Fiorito, con la sua faccia effigiata sulle banconote), ma prima diede vita a un Parlamento (non il consiglio comunale, regolarmente eletto, ma un Parlamento vero e proprio) e poi un Governo.

Nel primo spuntò il nome, all’epoca in modo davvero incomprensibile, di Gian Paolo Maragno. Che c’entrava il capo della segreteria di Giovanni Di Giorgi con il principato? All’epoca Maragno se la cavò con un sorriso, disse «a Luca piace scherzare». Non disse che erano soci in una società immobiliare. Pochi giorni e Sellari nominò anche il Governo, non la Giunta regolarmente eletta che presiedeva come sindaco, ma il Governo del costituendo Principato. Con Carlo Taormina capo del Governo, l’avvocato ed ex parlamentare che è di origini pontine. Ma alle Finanze spuntò anche il nome di Nazzareno Cecinelli, che fino a poco prima era stato segretario generale della Regione Lazio. Cecinelli, più accorto, declinò l’invito, rinunciò all’incarico e venne sostituito.

Tra i ministri c’era anche Vincenzo Giannotti, dirigente del Comune di Frosinone, prendete nota di questo nome perché rispunta (anche se non è indagato, sia chiaro) nell’inchiesta Olimpia.

Tra i trenta parlamentari dell’incredibile principato immaginato da Luca Sellari c’era anche Sandro Silenzi, già assessore al Bilancio a Frosinone e storico commercialista di Giuseppe Ciarrapico, l’imprenditore delle acque minerali, già editore di Latina Oggi, senatore della Repubblica, famoso per il Lodo Mondadori, quando mise più o meno d’accordo Berlusconi e De Benedetti. E tra i ministri c’era anche Pasquale Squitieri.

Taormina fu designato principe reggente. Ma dopo l’insediamento del Governo il progetto del Principato naufragò, ovviamente, tra l’ilarità generale e l’incredulità che fosse stato possibile spingersi così in là cercando realmente una strada per ottenerne l’istituzione.

Fin qui l’andata di questa storia, poi c’è il ritorno, da Frosinone a Latina. Perché a proposito di Sellari, si legge nell’informativa dei carabinieri allegata alle richieste di custodia cautelare del pm Miliano per l’operazione Olimpia, si legge che «Quest’ultimo da accertamenti camerali figura, quale liquidatore, nella società Ear s.r.l. (che ha sede legale a Gaeta, in via Flacca km 26,600) compartecipata dal Vona Michele socio della Vona Costruzione S.P.A. attualmente in fase di liquidazione. Si ricorda che nell’anno 2006 l’impresa Vona Costruzione si è aggiudicata con l’associazione sportiva dilettantistica Ambra Nuoto la gara per la costruzione della piscina comunale esterna ed affidamento dell’impianto natatorio che attualmente gestisce con la sua compartecipazione sociale nella Nuoto 2000».

Ma dalle intercettazioni di Olimpia spuntano due nomi di ministri di Filettino. Nazzareno Cecinelli solo di sfuggita in un colloquio di Rino Monti mentre parla con un funzionario. Forse il riferimento è al palazzo del vescovo. Cecinelli, infatti, è amministratore unico della Immobil Trading, la società che in via Mameli, in centro a Latina sta realizzando un palazzo di lusso al posto del palazzo del vescovo. E poi c’è Giannotti, che spunta fuori come consulente esterno della commissione di esame che ha aggiudicato il contratto della piscina (quella realizzata dalla ciociara Vona Costruzioni e dalla pontina Nuoto 2000).

Giannotti viene pagato dal Comune 3.000 euro. Preso a verbale dai carabinieri Sellari dice che «Vona Michele conosce da circa 7-8 anni Giannotti. Quest’ultimo essendo molto disponibile il Vona si rivolge per consulenze varie». «Elementi probatori – chiosano i carabinieri – a sostegno di un vincolo dei soggetti interessati alla gara in ruoli diversi e gravitanti sulla persona del Sellari Luca politicamente vicini al sindaco uscente di Latina Giovanni Di Giorgi ed al suo predecessore Vincenzo Zaccheo». Latina e Frosinone, andata e ritorno.

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