Gli incontri ravvicinati di Mario Abbruzzese. E non solo (Conte della Selvotta)

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

di Domenico Malatesta
Conte della Selvotta

 

 

GLI INCONTRI RAVVICINATI DI MARIO ABBRUZZESE
Che ci faceva ieri mattina l’abbronzantissimo Mario Abbruzzese al Comune di Cassino? E l’altro giorno? e venerdi, e giovedi, e mercoledi e martedi e lunedi?

Il leader di Forza Italia nonchè regnante del municipio di piazza De Gasperi è ‘monitorato’ dal cronista a vita Domenico Tortolano che di mattina, dal secolo scorso, è solito, con passo felpato, deambulare lungo il corridoio marmoreo che porta alle stanze di comando dove troneggia l’urlante primo cittadino.

E ieri mattina l’incontro ravvicinato sulle scale del palazzo comunale di Cassino tra il consigliere regionale pro-tempore Mario Abbruzzese (abbronzatura made in Mar Tirreno – Gaeta) e l’antico cronista a vita.

Si argomenta su acquedotto perduto e prossime elezioni. “Impartiti gli ordini di servizio?”. M.A., serioso: «Ho detto al sindaco di stare calmo. Tanto il popolo dimentica. Ora serve l’operazione di distrazione totale”.

E infatti il nostro affezionato lettore, Carlo Maria D’alessandro, sindaco pro-tempore fin quando vorrà il chairman, si è messo a frequentare teatri e feste della birra e a fare ordinanze di ogni tipo.

E comunque M.A. ha dettato l’agenda a C.M.D’A. per questa estate. “Basta cantonate, perché nel 2018 si vota alla Pisana”. Perché l’abbronzatissimo M.A. è indeciso se fare il turista a Montecitorio o a Palazzo Madama oppure se rimanere sulla più importante poltrona della Pisana che conosce a memoria e puntare ad un assessorato in caso di vittoria del centrodestra. Questo il dilemma di M.A. che ha confidato agli amici più stretti.

Ma il caso acqua? “Non esiste”. M.A., pendolare tra la Pisana, il comune di Cassino e la spiaggia di Serapo o dei ciclopi, pensa ormai a tessere la tela per la prossima campagna elettorale.

 

L’ACQUA PERDUTA DI CMD’A
CMD’A, sorvegliato speciale, è impegnato in una lotta perdente con i romani di Acea. Il nostro ingegnere civile sa che gli antichi ingegneri di Cesare erano più bravi di quelli dell’era moderna perché avevano costruito ben undici monumentali acquedotti per rifornire, gratis, il popolo assetato della capitale dell’Impero.

Quindi si è messo a ripassare gli antichi libri di storia dove gli ingegneri avevano vergato i progetti di captazione e di trasporto del prezioso liquido. Un ripasso inutile perché Acea è più venale di quei romani di duemila anni fa. Oggi il nostro vorrebbe ‘estorcere’ ai discendenti di Cesare 2-3 milioni di euro per quei miseri 200 litri di un pozzo omaggiato al comune da una consociata del colosso capitolino.

Nella sua stanza, di fronte al quadro di un pensoso san Benedetto, opera di un artista di scuola napoletana, omaggiato al comune dall’abate don Bernardo, CMD’A è stato sentito urlare (forse dal Conte della Selvotta): «O i soldi o chiudo i rubinetti».

Carlo Maria D’Alessandro dimentica che addì 4 luglio 2017, martedi, giorno di santa Elisabetta di Portogallo, regina (secolo numero 21), ha ceduto le chiavi agli ingegneri di Acea. Le chiavi di ben 6 pozzi compreso quello dei 200 litri.

Ora potrà chiedere la grazia solamente a San Pietro ma sta in Vaticano che sta a Roma dove Acea è padrona da più di 20 secoli.

CMD’A teme la rivolta popolare per le nuove bollette che si concretizzeranno entro la fine dell’anno. Ed anche le prossime elezioni comunali. Ed ora bisogna ‘distrarre’ il popolo!

 

CARRIERE POLITICHE A RISCHIO
Le carriere politiche di alcuni esponenti della maggioranza comunale di M.A. potrebbero naufragare nel bacino dell’ex acquedotto civico ora di Acea.

A lanciare l’SOS è stato il giovane assessore Benedetto Leone discendente di una famiglia di sindaci, nonno e genitore a Terelle. Che ha sbottato di fronte alla contestazione popolare: «Posso mettere a rischio la mia carriera politica per colpe non mie? Perché io voglio fare politica e andare avanti». L’ambizione dell’ex cerimoniere abbaziale non è quella di fare il sindaco di Terelle (troppo riduttivo) ma di Cassino, ovviamente dopo l’era CMD’A. Ma anche oltre, chairman permettendo.

E argomenta: «L’acquedotto andava ceduto a suo tempo nel rispetto delle leggi ed oggi non ci troveremmo in questa situazione. Adesso bisogna recuperare i soldi con i 200 litri. Questa la nostra ancora di salvezza».

L’ancora l’ha lanciata. Ha convinto Carlo Maria a riunirsi intorno ad un tavolo con tecnici e legali venuti anche da Roma. Che ora hanno il compito di studiare come farsi pagare in euro golden da Acea l’utilizzo dei 200 litri d’acqua regalati da Acqua Campania. Un’impresa quasi impossibile.

Perché in Comune si è convinti che anche le prossime elezioni comunali si vinceranno o si perderanno per il caso acqua. Ne sono convinti quelli di Fratelli d’Italia, interni ed esterni, critici sulla questione con CMD’A. E ne sono convinti gli sconfitti del centrosinistra che vorrebbero rimettersi insieme ma per continuare a litigare ancora di più.

Marino Fardelli, Giuseppe Golini Petrarcone, Enzo Salera e compagni stanno alla finestra; stanno al balcone Francesco Mosillo con le signore dei grandi numeri Sarah Grieco (ha salvato il posto) e Barbara Di Rollo e compagni e a distanza osservano i seguaci dell’immobiliarista Salvatore Fontana.

 

INCONTRI MARITTIMI
Si sono incontrati al mare. Convinti che sull’affollata spiaggia di Lago Lungo a Fondi, nessuno li notasse. Salvatore Fontana, membro dell’assemblea nazionale Pd in quota Emiliano e l’ex presidente d’aula ma oggi consigliere provinciale Massimiliano Mignanelli hanno passeggiato a lungo, in costume da bagno.

Non sono stati un bello spettacolo.

Passeggiando, hanno esaminato la situazione politica cassinate e quella provinciale. I bagnini (ed i microfoni di Alessioporcu.it sistemati tra i lettini) riferiscono che Fontana avrebbe sollecitato il compagno Max a fare il salto definitivo: entrare nel Pd insieme a Beatrice Lorenzin. Gli ha prospettato le enormi praterie sulle quali poter cavalcare politicamente insieme, unendo le loro forze.

La notizia non è che Fontana e Mignanelli abbiano passeggiato a Lago Lungo. Bensì che a Massimiliano Mignanelli, tra i fondatori di Forza Italia, non siano venute le bolle e l’orticaria appena gli è stata prospettata la possibilità di prendere la tessera Pd.

 

BILANCIO BIANCO AZZURRO
Il prof. Ulderico (dal germanico clemente) Schimperna, assessore alle Finanze del governo CMD’A-M.A., è stato chiaro.

«Enzo Salera, prima, ed io, adesso, stiamo mettendo ordine ai conti. Trovo inutili le polemiche sulle responsabilità del passato anche perché le normative erano diverse. I debiti attuali del comune di Cassino derivano da lontano, da circa 30 anni. Adesso lavoriamo alla salvaguardia del riequilibrio di bilancio».

Per il saggio Schimperna non ci sono colpevoli ed anzi l’operazione di risanamento dei conti con un ripiano finanziario avviato anni fa dall’ex assessore Enzo Salera e certificato dai tecnici del ministero dell’interno e della Corte dei Conti è stata determinante.

Una verità, però, che non aiuta chi voleva continuare ad accusare per cinque anni i predecessori. Perché a corto di argomenti. E adesso? “L’acquedotto è perso, i conti non contano e di che li accusiamo?” dicono quelli che non sanno di politica e di conti ma che siedono sulla tribuna dell’Aula alla destra del primo cittadino e pronti ad accusare.

 

PERICOLO DESTRA NUOVA
S’ingrossa il plotone dell’associazione Destra Nuova, sede di Cassino, registi l’ex consigliere comunale Fabio Marino e Angela Abbatecola.

Associazione che è una costola critica di FDI e che da Cassino è già arrivata a Pontecorvo inglobando le schiere cittadine dell’ex sindaco Michele Siriani Notaro fino alla Val Comino passando per Sant’Elia Fiumerapido e Belmonte. In un vertice prossimo verranno delineati programmi e iniziative. Perché ci si prepara alle prossime battaglie elettorali.

Destra Nuova, da opposizione extraconsiliare, è critica con la maggioranza di CMD’A. Ma dopo il caso acqua sono in aumento le opposizioni extraconsiliari di ogni riferimento politico.

Ma per M.A., abituato a tali rivolte, non sono un pericolo. E placa la sua folla inquieta: «State calmi. Il popolo dimentica».

 
Foto: copyright Michele Di Lonardo, tutti i diritti riservati all’autore
 

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