Mario e la cena delle beffe: «Io sono candidato e voi no. L’erede è Pasquale» (Conte della Selvotta)

I telegrammi del Conte della Selvotta: taglia e cuci, inciuci e segreti dal mondo Cassinate. La cena delle beffe di M.A: «Io sono candidato e voi no. E l'erede è Pasquale». Le cavalle imbizzarrite. I cerimonieri Cassinesi. La disfida di Marino - Barbara - Simone

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

LA CENA DELL BEFFE DI M.A.

I bicchieri di cristallo tintinnarono. E i tappi di spumante volarono in cielo mentre le bollicine fresche avvolsero il volto inebriato del commander in chief, al secolo Mario Abbruzzese in seguito nominato M.A.

In divisa da alta uniforme (blu elettrico e cravatta azzurro lucido) fece l’annuncio papale: ”Sono il candidato al Parlamento italiano”. E alzando il bicchiere di cristallo ammonì gli astanti: ”...e chi non beve con me, peste lo colga!». Riprendendo una frase storica di Amedeo Nazzari nel film La cena delle beffe del 1942 diretto da Alessandro Blasetti, tratto dall’omonimo dramma di Sem Benelli.

Film entrato nella storia anche per il seno nudo dell’attrice  Clara Calamai, che costò alla protagonista, una delle maggiori dive dell’epoca, l’anatema delle autorità ecclesiastiche e alla pellicola il divieto ai minori di 16 anni. Tutti (quasi) bevvero il calice amaro. Un po’ come accaduto l’altra sera, davanti all’invito di M.A

Teatro della cena degli annunci, un salone dell’Edra hotel di Cassino. Ai tavoli 80 followers di M.A., quelli che dovranno far votare Forza Italia e di conseguenza farlo eleggere ad uno scranno dorato di Montecitorio, come deputato-turista-pendolare.

 

COSI’ PARLO’ M.A.

Tra gli 80 c’erano il sindaco CMD’A, assessori e consiglieri comunali di Cassino di Forza Italia, sindaci azzurri, ex consiglieri comunali, ex sostenitori del centrosinistra e diversi imprenditori, quelli che dovranno finanziare la campagna elettorale.

M.A. parlò agli astanti in maniera chiara ed anche non chiara. Come suo solito.

«Io sono il candidato nazionale del territorio e nessun altro». Applausi.

Dopo la pausa: «E Pasquale Ciacciarelli sarà il mio erede alla Regione Lazio e nessun altro».

I followers fecero tintinnare i bicchieri vuoti. Dopo l’inutile pausa M.A. continuò: «Per le donne di Forza Italia di questo territorio c’è posto in fondo… alla Camera….e al Senato».

La cena delle beffe di Francesca Calvani, Rossella Chiusaroli e Dana Tawinkelova era finita. Niente posto né in posizione eleggibile né in posizione border, solo un contentino,  nemmeno per tutte, tanto per far apparire il nome sulla lista.

Poi parlarono i cerimonieri abbaziali, Benedetto Leone e Dino Secondino. Il presidente d’aula è stato nominato seduta stante coordinatore della segreteria politica di Pasquale Ciacciarelli da San Giorgio a Liri, ridente località fluviale che nel suo passato ebbe anche un deputato, Modesto Della Rosa, di cui Ciacciarelli fu il vice sindaco.

Prese la parola anche Rossella Chiusaroli, altissima sui tacchi, dimenticando che ore prima era stata a Roma ad incontrare il consigliere regionale  forzista Antonello Aurigemma all’insaputa di Mario. Il quale M.A. era stato poi informato dallo stesso Aurigemma del fatal incontro. Nuovi rimbrotti per la Rossella che sta lottando per un posto anche in fondo alla lista di Camera o di Senato. “Anche per arricchire il c.v.” dicono al Conte della Selvotta.

 

LE CAVALLE IMBIZZARITE

La cena non è andata giù soprattutto alle promesse candidate Francesca Calvani e Rossella Chiusaroli.

Francesca aveva già avviato la campagna elettorale e la raccolta del denaro di altri. Tanto che entrambe erano entrate in lotta per un posto candidabile alla Pisana.

Ora il leader ha parlato chiaro: no alla Regione e si-no al Parlamento. La beffa è completa.

E Ciacciarelli? Un uomo solo al comando.

Le amazzoni hanno giurato vendetta.

 

I CERIMONIERI CASSINESI

Benedetto Leone e Dino Secondino, non candidabili ma portatori d’acqua, si sono rifugiati in Abbazia in meditazione. Sono cerimonieri al servizio della comunità.

La sera del 31 dicembre 2017 il sindaco CMD’A li ha incoronati. «Andate a rappresentarmi al te Deum in Abbazia e portate i saluti all’Abate Ogliari». Ipse dixit.

L’assessore Benedetto Leone, con titolo onorario di sindaco-vice sindaco, con la fascia tricolore sedette in prima fila, con accanto il presidente d’aula Dino Secondino. Poi al rinfresco al refettorio monumentale i due portavoce riferirono all’Abate dell’impegno di CMD’A. Era al Te Deum del vescovo Gerardo Antonazzo nella chiesa madre di Cassino.

Viste le foto dei cerimonieri in tricolore, il vice sindaco vicario Carmelo Palombo ha anticipato: «Il 31 dicembre 2018 ci sarò io a Montecassino con la fascia tricolore». Il Leone e il sindaco pro-tempore sono avvisati. Niente scherzi.

Ma prima di Pasqua ci sarà il maxi rimpasto.

 

LA DISFIDA DI MARINO-BARBARA-SIMONE

Mentre nel centrodestra non mancano i dispetti per le candidature e per tutto il resto che succede al palazzo comunale il centrosinistra ha comunicato i sei partecipanti al voto per la Pisana. (leggi qui Pd ecco i candidati alle Regionali: Buschini capolista. Alfieri reggente.) Tre candidati nel territorio: Marino Fardelli, consigliere regionale uscente, Barbara Di Rollo, già candidata non eletta, Simone Costanzo da Coreno Ausonio. La sfida è partita.

Marino, sull’esperienza paterna, è partito già da mesi. Tanto che ha già girato e rivoltato i 91 comuni con aperitivi e drink.

E il Pd di Cassino chi sostiene? E l’altro Pd ? E Giuseppe Golini Petrarcone sarà candidato alla Camera? Rebus.

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